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Francesco Filippi Pepe, poeta, nasce il 23 marzo 1737 a Civitella del Tronto, e muore a Teramo 18 dicembre 1812.

Il Fondo “Francesco Filippi Pepe” di Marcello Sgattoni 31 Fra i più cospicui Fondi della nostra Biblioteca è, per più motivi, importante quello relativo ai documenti del poeta Francesco Filippi-Pepe1 , nato a Civitella del Tronto il 23 marzo 1737 e morto a Teramo il 18 dicembre 1812.

Dopo aver studiato “belle lettere” in Ascoli Piceno presso i Gesuiti e “medicina” in Ripe di Civitella sotto la guida di Michele Camparelli (già medico del Re del Portogallo), nel 1759 si laureò in “Filosofia e Medicina” all’Università di Fermo, esercitando poi negli Abruzzi e nelle Marche la professione medica, segnalandosi per la sua valentìa durante il morbo epidemico del 1764.

Acquistò fama con il poema latino in 4 libri (1834 esametri, tradotti anche in italiano e tedesco) intorno al Monumento di Pietro il Grande, fatto erigere a San Pietroburgo da Caterina II2: altre poesie italiane e latine compose con il nome arcadico di Niralgo Albonio.

Nel 1799, accusato di adesione al giacobinismo, fu destituito dall’incarico di medico della Fortezza di Civitella, nel cui carcere (detto “del Coccodrillo”) fu imprigionato assieme ai tre figli, subendo sevizie e minacce. Liberato dopo la battaglia di Marengo, si stabilì a Teramo, ove riprese l’esercizio professionale.

Secondo l’Aurini, si ritiene che sia stato sepolto nel Duomo di Teramo, fuori i cancelli della Cappella di San Berardo: in ogni caso, della sua tomba non si è trovata traccia né durante i restauri novecenteschi e neppure in quelli recentemente conclusi.

Un suo ritratto, opera del pittore teramano Gioacchino Paris, si trova nella Sala Municipale di Civitella del Tronto, mentre il Fondo “Francesco Filippi-Pepe”, conservato nell’armadio “Dèlfico” della Sezione “Biblioteca Abruzzese”, è costituito prevalentemente da manoscritti, donati nel 1926 da Elisa Filippi Pepe.

Un primo elenco delle opere, distinte secondo un criterio linguistico (Scritti in latino e Scritti in italiano), fu redatto da Giuseppe Graziani in due copie manoscritte distinte, anch’esse conservate nel Fondo.

Un secondo elenco, invece, inserito da Raffele Aurini nel “Dizionario bibliografico della Gente d’Abruzzo”, alla citata voce “Filippi Pepe, Francesco”, distingue l’intero corpus delle opere di Filippi-Pepe in opere edite e inedite, raggruppando la maggior parte degli scritti qui presi in considerazione nella seconda sezione.

Dunque, la revisione del Fondo non ha potuto prescindere dal confronto coi due elenchi precedenti e sopra ricordati, ed è per questo motivo che, al termine di ciascuna voce, saranno poste in parentesi, qualora ne fosse stata fatta menzione nei due elenchi, le sigle G. ed A., che si riferiscono rispettivamente all’inclusione dello scritto nel catalogo di Graziani e di Aurini.

Per ciò che riguarda la classificazione quantitativa del materiale, si è sostituita, anche nei manoscritti, l’indicazione della pagina (p.) a quella della carta (c.) adoperata da Aurini, in quanto anche nel suo catalogo quest’ultima sta ad indicare non l’unità fronte-verso, ma il singolo elemento o facciata scritta.

L’ultima annotazione riguarda il criterio di elencazione, che ricalca quello adoperato da Graziani, ossia la distinzione in Scritti in lingua latina da quelli in lingua italiana, con alcuni riadattamenti grafici, finalizzati a una migliore comprensione.

NOTIZIE DALLA DELFICO - 2-3/2008 32 La revisione dell’intero Fondo, l’individuazione, la risistemazione, la lettura, la collazione degli interventi dei precedenti curatori, l’elencazione di ogni singola unità del Fondo “Francesco Filippi-Pepe” (eseguite con ogni possibile cura dalla dottoressa Allegra Araclio) sono il risultato di un programma di lavoro della Sezione “Fondi antichi e Manoscritti” tendente sia al controllo periodico dei varii Fondi già classificati e noti, sia alla classificazione definitiva e alla sistemazione e pubblicizzazione di altri Fondi già posseduti o di più recente acquisizione.

Per la conoscenza della vita e dell’opera segnalo almeno Raffaele Aurini, Dizionario bibliografico della Gente d’Abruzzo, Teramo, Ars et Labor, 1952, vol. I, ad vocem; Franco Zenobi – Raffaele Di Cesare, Francesco FilippiPepe: progetto di una ricerca, Teramo, Deltagrafica, 1996; R. Aurini, Dizionario..., Nuova edizione ampliata, Colledara (TE), Andromeda, 2002, vol. III, ad vocem; Enrico Di Carlo (a cura di), Gente d’Abruzzo. Dizionario biografico, Colledara (TE), Andromeda, 2006, vol. 5°, ad vocem, curata da Luigi Braccili.

Per il poema, pubblicato la prima volta a Teramo nel 1789, e per le successive edizioni (fra cui la traduzione fattane nel 1826 dal suo conterraneo Aurelio Saliceti, 1804-1862), si vedano le opere citate alla nota precedente.

tutti pazzi per la Civita

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