Pin It

Luigi Dommarco, poeta, nasce il 23 dicembre 1876 a Ortona da Nicola e Medea Bisignani, padre di Alessandro, e muore a Roma il 3 settembre 1969

E’ fra i più validi e fortunati esponente di quel genere caratteristico come la poesia per musica.

La sua vita, priva di avvenimenti esteriori, si svolse nell’ambito fisico e culturale della sua città dalla quale trasse motivi e ispirazioni tutta la sua vasta opera.

Costretto a servirsi da sempre di due bastoni a causa della poliomielite che lo colpì in tenera età, studiò per proprio conto e dopo una breve parentesi di artigiano, si impiegò come contabile presso il comune di Ortona, dove rimase fino alla pensione.

Nel 1909, trentatreenne, sposa Annunciata Spinelli, un’insegnante bresciana collaboratrice, come lui, a giornali letterari.

Dal felicissimo matrimonio nacquero due figli: Alessandro ed Elvira.

Il successo ottenuto dal suo primo volumetto di poesie in vernacolo, “Li rose di Urtone”, del 1918, lo indusse ad abbandonare la produzione in lingua e a dedicarsi decisamente al dialetto, che da allora in poi coltivò e approfondì con sempre crescente passione.

La sua Ortona, motivo dominante di tutta la produzione in versi del Dommarco, viene rievocata nelle sue bellezze naturali, nelle sue splendide donne, nei suoi riti e nelle sue feste popolari, nelle strade, nelle piazze e vicoli; la sistemazione di un monumento, l’inaugurazione di un edificio, una ricorrenza religiosa potevano offrire al poeta, appassionato amante del suo luogo natio e attento osservatore della realtà circostante, il pretesto e lo spunto per snocciolare dei versi intimamente sentiti.

L’entrata di Dommarco nella lirica dialettale rivelerà da subito la sua vocazione musicale, la maggior parte dei suoi testi, infatti, risponde al metro della canzone come in “Che scià bbindette Urtone”, del 1914, inno ufficiale della cittadina abruzzese musicata dal grande musicista Guido Albanese, anch’egli di Ortona e nipote di Francesco Paolo Tosti.

Dalla collaborazione con il maestro Albanese nacque un progetto di ben più ampio respiro, la Maggiolata, vera e propria sagra della canzone abruzzese, da un’idea dei maestri Guido Albanese e Antonio Di Jorio e il poeta Evandro Marcolongo.

Come omaggio a quel clima uscirà nel 1959 la raccolta “Terra d’oro”, nata «dietro ispirazione e per la musica» in una comunione intima di intendimenti e di affetti tra suono e parole.

I suoi testi, scritti per le occasioni più varie, come la festa dell’uva o quella della “smarroccatura”, sono spesso generati da un gioco infantile, testimonianza più evidente è la celebre “Vola Vola Vola”, vincitrice del primo premio alla “Festa delle canzoni regionali” di Teramo nel 1922 e soprattutto del primo premio al “Festival della canzone italiana” a Parigi nel 1953; la canzone trae spunto da un antico gioco di ragazzini sulla spiaggia di Ortona, il vola vola, il poeta Dommarco, dimostrando una grande padronanza del vernacolo ortonese, convertì il gioco in versi che successivamente furono rivestiti di note dal musicista Guido Albanese.

Le poesie per musica di Luigi Dommarco, nate in un clima tra il goliardico e il carnascialesco, sono per lo più canti all’amore e alla bellezza in cui dominano giovinette aggraziate, sollecite e dispettose ma pur sempre ricche di quella inesauribile gioia che nasce dalla “citilanza”, la fanciullezza.

Gioioso il tema, gioioso il poeta e lo dicono i versi, i metri, le rime, i suoni leggeri, i ritornelli vibranti.

Notevole peso nella vasta produzione di Dommarco, rivestono le raccolte “Uommini e cose di Urtone” del 1928, “Crescete e multiplichete” del ’40, “Urtone e li urtunise”, 1958, e “Urtone di na vote” del 1961.

La materia in esse trattata è pressappoco identica: felicitazione per lauree, onomastici, compleanni e onorificenze, auguri, congratulazioni per nozze a tutti, grandi e piccini chiamati con il proprio nome e cognome.

Dopo la morte della moglie Annunciata nel 1959, si trasferì dalla figlia a Roma e qui finirono i suoi giorni il 3 settembre 1969 all’età di 93 anni.

Ebbe Luigi Dommarco un carattere mite, gioviale, un cuore eternamente fanciullo.

Esempio incredibile di serena, connaturata saggezza.

Il comune di Ortona nel novembre del 2012 ha istituito il “Centro Studi Dommarco”, un importante tassello in onore di chi ha fatto la storia della cultura ortonese e abruzzese poi esportata in tutto il mondo.

Il Centro Studi promuoverà la divulgazione delle opere e degli scritti di Luigi Dommarco e di suo figlio Alessandro, unitamente alla graduale realizzazione di un archivio specializzato di consultazione del materiale librario e archivistico depositato dalla famiglia, comprese le pubblicazioni sui Dommarco.

tutti pazzi per la Civita

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna