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Domenico Priori, avvocato, storico, umanista, nasce il 17 agosto 1886 a Torino di Sangro, e muore a Vasto il 18 agosto 1970.

di Giuseppe Catania*

Fonte di inesauribile ed inestimabile patrimonio culturale e spirituale d'Abruzzo.

La figura e l'opera di Domenico Priori, complessa ed austera per mole e contenuto altamente culturale, si colloca egregiamente fra il patrimonio della nostra, terra e meriterebbe una più adeguata rivalutazione, in quanto preziosa fonte di studio e di meditazione, per le giovani generazioni.

Domenico Priori, infatti, è stato un insigne storico ed umanista, letterato colto e di ampia dimensione nell'ambito dei protagonisti che hanno riaffermato il primato delle tradizioni ed il folklore d'Abruzzo, nel contesto delle cose patrie, divenendo così il protagonista-narratore delle vicende storiche e filologiche che costituiscono, peraltro, un patrimonio spirituale inestimabile.

Storia, letteratura, arte, folklore, saggistica, numismatica, estetica, attraverso le innumerevoli pubblicazioni del Priori, fin dal 1911 - ingente materiale di studio e di indagine per il suo contenuto culturale, per gli insegnamenti provenienti da una illuminata genialità - lasciano traccia indelebile attraverso scritti di grande e lucida mente.

Il profondo amore per gli studi, l'intelligenza e la passione per l'indagine critica, gli avevano consentito una eccezionale padronanza nel complesso e vastissimo mondo del sapere.

L'esperienza degli anni, ma più l'innata vocazione per l'amore alla sua terra, che cantò in moltissime opere di folklore, lo spinsero a celebrare, con spontaneità, i fasti di una tradizione, quella della "Gente Frentana", nei tre volumi che rappresentano l'unica fonte della narrazione storica di un territorio che ebbe notevole, determinante peso nella evoluzione della civiltà romana.

Una narrazione che è compendiata da riferimenti bibliografici che testimonia la vasta cultura dell’autore, quale basilare fondamento per una materia di studio sulle peculiari caratteristiche della gente d'Abruzzo, sulle origini delle antichissime civiltà che formarono la regione, sulla presenza di popoli da cui le nostre genti traggono motivo di vanto.

L’indagine sulla vita e sui costumi, in particolare della gente frentana, costituisce l'opera ponderosa di Domenico Priori, raccolta nei tre volumi "La Frentania" ed in quello su "Torino di Sangro"; nei due volumi sulle "Badie e Conventi Benedettini d'Abruzzo e Molise" e nel volume "Folklore Abruzzese".

In tali pubblicazioni traspare lucida e sempre rivolta alla critica esegetica,1'intelligenza dello scrittore scrupoloso nell'annotare gli avvenimenti con citazioni ancor più avvincenti, compendiati da postille che spiegano i termini in più accessibile significato.

Tutte queste pubblicazioni sono state fatte ristampare ad iniziativa e cura della figlia dell'Autore, la N.D.Teresa Priori-Rocchio, con encomiabile slancio di amore e di riconoscenza verso cosi illustre genitore, affinchè la sua opera, esaurita in libreria, ma richiesta dagli studiosi e dai cultori di storia patria, fossero agevolati nel disporre di così preziosa fonte di consultazione.

Membro della Deputazione di Storia Patria, Domenico Priori, fu portato ad interessarsi, con sorprendente espressione di linguaggio tecnico-scientifico, di dissertazioni sulla numismatica, sulla critica etnografica, sulle tradizioni popolari, collaborando a riviste e giornali che ospitarono il profondo pensiero dello scrittore.

Collaborò alla stesura dell’Almanacco di Galeno, dell'ottimo caro amico dott. Marciani di Lanciano, per la parte riservata alla interpretazione storico-filosofica degli avvenimenti che hanno caratterizzato gli annali della Patria e per il riferimento classico di episodi di letteratura italiana.

L'opera più avvincente che lo lega alla sua terra natale, è quella dedicata al "Folklore Abruzzese (Torino di Sangro)" cui rivolse sempre gli ultimi sguardi e verso la cui gente riversò la sua munificenza che distingueva la sua personalità.

Scriveva: "Ho raccolto, in vari e diversi anni, dalla viva voce del popolo il materiale folkloristico del mio paese rimasto ancora nella memoria e negli usi, e mi decido a pubblicarlo perché non vada disperso o dimenticato com'è avvenuto di chi sa quante leggende, credenze e superstizioni e formule, massime, ecc. ereditate dagli avi. E’ un patrimonio morale e spirituale che merita di essere salvato".

E' un vero inno che Domenico Priori innalza alla sua terra perché se ne tramandi l'inimitabile tradizione popolare in un rinverdire di citazioni, riferimenti, comparazioni che sfiorano spesso dissertazioni acute in uso e nel ricordo solo dei popolani più vecchi.

Con la sua scomparsa, avvenuta nell'agosto 1970, 1'Abruzzo e l'Italia hanno perduto un valido protagonista della cultura storica, ma la sua opera rimane sempre viva ed attuale, non solamente nel ricordo di quanti ebbero ad apprezzarne in vita la nobiltà e la prestigiosa figura di galantuomo, ma anche attraverso le sue opere che restano sempre un patrimonio culturale unico, destinato alle generazioni future, verso le quali , in modo particolare, Domenico Priori ha inteso, soprattutto, riversare il frutto della sua fatica.

Ricordiamo Domenico Priori, amabilmente Don Domenico, perché siamo stati vicino a Lui e ne apprezziamo l'indimenticabile figura, rimasta scolpita con indelebile segno nella nostra memoria: l’aspetto sempre distinto ed austero, quasi circondato da un alone di gloria, quella che il suo profondo studio, 1'intelligenza e la passione per la ricerca e 1'indagine, gli avevano assicurato l'ingresso nel mondo dei vati eccelsi e degni di fama.

Il suo compendioso lavoro rappresenta anche un testamento spirituale che Egli lascia in eredità alla nostra gente: "Un avanzo di monumento, una carcassa ciclopica di un fortilizio, un frammento di capitello, un rocchio di colonna, poche pietruzze policrome, e specialmente la storia della vita e delle vicende passate risvegliano il ricordo di popoli civilissimi e di gloriose città distrutte, che devono rivivere nel nostro pensiero e nel nostro cuore, per invitarci al rispetto verso tanto retaggio e spronarci a progredire e a migliorarci per poter risorgere".

Di Domenico Priori, insieme all'amico prof. Giacomo Liberatoscioli, (anch'egli, come Don Domenico, di Torino di Sangro) abbiamo corretto le bozze delle sue pubblicazioni e perciò il ricordo di così tanto illustre personaggio è profondamente scolpito nella memoria.

Spesso l'incontravamo, nella sua quotidiana passeggiata (quando il tempo glielo permetteva), lungo via Madonna dell'Asilo, incedere con passo sicuro e cadenzato, impeccabile nel vestire, l'occhio e la mente fissi, ma d'una vividezza sorprendente, quasi a voler rincorrere lo spazio, ad inseguire le immagini e le memorie che, con saggezza infinita, seppe tradurre in opere durature.

*www.noivastesi.blogspot.it   

tutti pazzi per la Civita

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