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Tommaso Bartoletti, sacerdote, scrittore, nasce il 15 novembre 1764 ad Atessa, e muore a Napoli il 19 settembre 1847.

Nasce da Pasquale e Donna Domenica di Fermo, residenti nella parrocchia di San Giovanni Battista, 

Il bambino venne battezzato lo stesso giorno della nascita nella Chiesa di San Leucio dal Rettore di San Giovanni Battista Francesco De Angelis secondo il rituale romano; ne fu padrino Saverio Spaventa.

Dai registri parrocchiali si sa che ebbe almeno due fratelli maggiori: Donato Giuseppe nato il 5 settembre 1757 e Antonio Alberico Geremia nato il 20 novembre 1759.

Il ragazzo studiò con grandi meriti lettere, scienze, religione e quando ottenne l’abito monacale domenicano, assunse il nome di Tommaso Bartoletti.

La sua vocazione per lo studio e i vari interessi di ampio respiro, lo contraddistinsero all’interno dell’Ordine, e in pochi anni riuscì a ricoprire numerose cariche prestigiose.

Conseguì il titolo di studio presso il Collegio di Bologna, ovvero La Laurea Letterale, nel 1794.

Dopodiché inizia la sua carriera come predicatore e unitamente comincia a viaggiare molto, i domenicani si dedicano infatti principalmente al tradizionale ministero della predicazione (sia con la parola che con lo scritto) che si concretizza in varie forme: missioni popolari, ritiri spirituali, corsi di formazione religiosa, comunicazione sociale, insegnamento, studio, ricerca scientifica e culturale, editoria.

Nel 1804, come risultato di una lunga carriera di corsi di predicazione e attestati in merito, ottenne il titolo di Predicatore Generale per la Nazione Aprutina, tale titolo era riservato a pochissimi e dava alcuni privilegi nell’ambito della propria Provincia.

Ottiene in seguito la qualifica di Distributore per la predicazione e pubblicazione della Bolla della sesta Crociata, per tre anni in Tagliacozzo

Ulteriori notizie della vita del Bartoletti le apprendiamo dal volume “Per una storia di Atessa”, prefazione di Giuseppe Falcucci di Alfonso e Domenico Iovacchini a cura della Cassa Rurale ad Artigiana di Atessa, luglio 1993, Atessa e dal volume Atessa ieri, Storia – tradizioni – uomini illustri. Autori vari, Atessa, Rocco Carabba editore, 1983.

I testi suddetti ci forniscono le seguenti notizie “vinse il concorso per la rettoria curata nel 1810, ma non poté prenderne possesso perché un concorrente bocciato, Don Gaetano D’Onofrio, lo denunciò al Supremo Tribunale dell’Alta Polizia come “nemico del governo” di allora.

Durante gli accertamenti per provare la sua innocenza, come poi risultò, ci fu l’ordine della soppressione delle quattro parrocchie di Atessa con decreto di Gioacchino Napoleone, ed il Bartoletti dové attendere la revoca del decreto, che avvenne il 25 ottobre 1817.

Fu economo e curato e poi rettore curato della parrocchia di San Michele Arcangelo di Atessa, dove rimase come tale per dal 1818 al 1824 anno in cui andò a stabilirsi a Napoli. Ma alla rettoria curata rinunciò definitivamente l’8 settembre 1827.

Scrisse varie opere nella sua vita, abbastanza operosa e lunga, e fra le altre le Memorie per gli annali di Atessa in sei grossi volumi inediti.

Per mancanza di mezzi, ridusse quest’opera ai due volumi che pubblicò a Napoli nel 1835 e nel 1836, ossia Biografia cronologico – storico – critica – degli uomini illustri atessani, in cui sono raccolti 250 profili di personalità atessane dall’anno 860 al 1836 ed il Privato Santuario atessano.

Scrisse altre storie, come quelle di Trivento e Monteodorisio e varie altre opere scientifiche che rimasero inedite.

Pubblicò, invece, vari opuscoli sulle questioni demaniali di Atessa contro Tornareccio. Inoltre scrisse Difesa della Prepositura Nullius di Atessa contro i pretesi diritti dell’Arcivescovo di Chieti opera di cui oggi non si ha alcuna traccia.

Fu uomo che onorò con la vita e con le opere il nostro paese e che merita di essere annoverato fra coloro da lui ricordati nella “Biografia degli uomini illustri atessani.

Ad una vasta erudizione unì un profondo attaccamento per la sua città.

Svolse un’assidua, intensa ed appassionata attività di ricerca di ogni notizia sulla vita di Atessa nei vari momenti storici.

I suoi scritti rappresentano il necessario punto di riferimento per chiunque voglia accostarsi alla storia della città “.

Padre Tommaso Bartoletti morì a Napoli il 19 settembre 1847 come risulta dall’atto originale numero 366 dell’anno 1847 nel quale si legge che “alla presenza del Cavalier Ferdinando Cappella aggiunto ed Ufiziale dello Stato Civile del Circondario San Giuseppe Comune di Napoli sono comparsi Don Giovanni Bottiglieri di Napoli di anni quaranta di professione impiegato civile e Don Donatangelo D’Onofrio di Atessa di anni ventidue e di professione studente di medicina I quali hanno dichiarato che nel giorno 19 del mese di settembre anno corrente alle ore tre e mezzo d’Italia nel convento di San Domenico Maggiore il Padre Tommaso Bartoletti di Atessa in Chieti di anni ottantaquattro di professione sacerdote domenicano domiciliato nel Convento di San Domenico Maggiore, figlio di defunti coniugi Don Pasquale Bartoletti Donna Francesca di Fermo proprietari”.

tutti pazzi per la Civita

 

 

 

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