Stampa
Visite: 604

Pietro Baiocchi, patriota, nasce il 7 maggio 1834 ad Atri, da Andrea e Matilde De Sabatinis, e muore il 27 maggio 1860.

di Carlo Maria d’Este*

«Sono orgoglioso di poter rappresentare un Comune che tra i propri cittadini ha l'onore di annoverare Pietro Baiocchi, che ha preso parte alla spedizione dei Mille e contribuito così all' unificazione del Paese»

Gabriele Astolfi sindaco di Atri: “Il suo nome è entrato a pieno titolo nella storia di chi ha fatto l’Italia avendo, unico abruzzese, preso parte alla spedizione dei Mille di Garibaldi”.

La sua vita fin dai primi anni non gli riservò un destino facile, perse presto entrambi i genitori e fu costretto a cavarsela da solo.

Fu soprattutto sotto la guida del letterato atriano Gabriello Cherubini e di Ariodante Mambelli, matematico, filosofo e ardente mazziniano, che Pietro Baiocchi ritrovò la forza di andare avanti e di dedicarsi agli studi, inizialmente nel seminario di Atri poi a Teramo rivelando subito un vivido ingegno ed una mente aperta, qui entra in contatto con gli ambienti patriottici e con i giovani rivoluzionari.

Fu a questo punto che iniziò a crescere in lui l’amore per la Patria ritenuta ingiustamente oppressa e divisa.

Iniziò a coltivare la sua passione politica, con azioni di propaganda e proselitismo che svolgeva, fin dal 1859, in modo clandestino, per sfuggire alla sospettosa vigilanza della polizia borbonica.

«Molte informazioni prese su di me», scriveva allo zio Pasquale De Sabatinis nel febbraio del 1860, «mi danno a sospettare che la polizia possa pigliarmi allo scopo delle sue ricerche. Io però la sto eludendo alla meglio ma, quando non potrò più, saprò pigliare una certissima mia risoluzione».

n quel periodo iniziavano infatti a giungergli notizie di fermenti rivoluzionari in Sicilia e della rapida organizzazione a Genova del generale Garibaldi.

L’entusiasmo giovanile e l’ardore patriottico furono per lui richiami irresistibili, così Pietro Baiocchi, all’età di 26 anni, decise di disertare l’esercito regolare e di unirsi all’impresa garibaldina.

«Le circostanze vogliono che io abbandoni questi luoghi e mi volga a miglior piaggia», scriveva sempre allo zio il 21 febbraio 1860.

«Le vostre benedizioni e quelle degli altri miei parenti scorgano i miei passi. Addio, siate felici; possiamo rivederci a miglior tempo».

Così salutò i parenti prima di partire alla volta di Quarto, non sapendo però che quel “miglior tempo” per lui non sarebbe arrivato.

La mattina dell’11 maggio le due navi garibaldine entrano nel porto di Marsala, a bordo milleottantasette uomini tra cui Pietro Baiocchi.

La sua presenza è documentata ampiamente dalla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, supplemento del 12 novembre 1878, dove, al n° 48 compare il suo nome con specificata la paternità per evitare casi di omonimia.

Dopo lo sbarco, i “Mille” muovono verso Salemi e quindi Calatafimi dove Baiocchi ebbe il suo battesimo di fuoco quando, affiancati da mezzo migliaio di siciliani, si batterono contro i soldati borbonici che formavano la brigata al comando del generale Francesco Landi. Sopravvisse a quello storico giorno, la sua ora però era dietro l’angolo.

Dopo diverse scaramucce e manovre tattiche, nella notte tra il 26 e il 27 maggio, Garibaldi decide di entrare a Palermo attraverso Porta Termini; qui si verifica un violento combattimento che causa gravi perdite tra i garibaldini, Baiocchi, unico abruzzese dei Mille, muore a 26 anni colpito da arma da fuoco era l’alba del 27 maggio del 1860.

Non è mai stato possibile ricostruire le circostanze esatte della sua morte né il luogo della sepoltura che, nelle situazioni belliche, quasi sempre avviene in fretta in luoghi improvvisati o in fosse comuni.

Il comune di Atri, nel giugno del 1887, onora adeguatamente il suo generoso eroe promuovendo tre giorni di festeggiamenti con l’intervento dei parlamentari della provincia di Teramo, degli amministratori locali, delle associazioni patriottiche e delle bande musicali di Montepagano e Loreto Aprutino.

In questa occasione, dopo l’esecuzione dell’inno di Garibaldi e il rituale corteo dei reduci, fu scoperta una lapide nella casa natia di Baiocchi.

*Centro Regionale Beni Culturali   

tutti pazzi per la Civita