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Salvatore Massonio, letterato, medico, storico, nasce nel 1559 all’Aquila, dove muore il 15 aprile 1629

Figlio di Lorenzo, si trasferì giovanissimo a Roma per intraprendere gli studi di lettere e filosofia e, successivamente, di medicina, ambito in cui si laureò "con gran lode".

Ritornato in patria poco più che ventenne, nel 1581, non faticò a farsi conoscere e ad integrarsi nel fervido mondo culturale aquilano, entrando in alcuni circoli letterari quali l'Accademia dei Velati e quella dei Fortunati (dove era conosciuto con il nome di Avviluppato); per quest'ultima scrisse e diresse due opere teatrali che riscossero un buon successo.

Dedicatosi in questa fase della sua vita allo studio dei documenti sulla storia dell'Aquila, pubblicò nel 1589 la sua opera più celebre, il Dialogo dell'origine della città dell'Aquila, in cui racconta le vicende della fondazione della città per mezzo di un dialogo fittizio tra due personaggi, denominati Salvatore e Massonio, a passeggio.

In questa occasione adattò alla realtà aquilana un brano delle Georgiche di Virgilio, coniando la locuzione latina Immota manet che di lì a poco farà la sua comparsa nello stemma cittadino.

Successivamente pubblicò due raccolte di sonetti, lo studio delle vite di San Bernardino da Siena e dell’allora beato Giovanni da Capestrano ed un trattato medico in cui descriveva le proprietà terapeutiche delle acque termali site presso Antrodoco.

All'interno dell'eclettica produzione dello studioso trova posto anche il saggio di natura culinaria Archidipno, ovvero dell'insalata e dell'uso di essa pubblicato due anni prima della sua morte, avvenuta all'Aquila nel 1629.

Salvatore Massonio di Lorenzo nacque all’Aquila nel 1559.

Intraprese in città gli studi umanistici che completò a Roma frequentando i corsi di Lettere e Filosofia; in seguito conseguì anche la laurea in Medicina, sicuramente prima del 1581, anno del suo rientro all’Aquila.

La fervida stagione culturale che fioriva in quegli anni nella città federiciana, rappresentò per lo studioso il terreno più adatto per coltivare i suoi variegati interessi.

Massonio divenne presto uno dei protagonisti della vita culturale aquilana divenendo membro delle prestigiose Accademie dei Velati e dei Fortunati, presso le quali con il nome di Avviluppato o Incostante Fortunato, ricoprì i più alti incarichi.

L’Accademia dei Fortunati curò la realizzazione di due sue opere teatrali, La Gloria di Susanna e la commedia Filenia, che ottennero un buon successo.

L’amore per la città natale e la passione per lo studio della storia indussero Massonio a raccogliere materiali e documenti circa la fondazione dell’Aquila, una ricerca che porterà alla pubblicazione nel 1589 dell’opera il Dialogo dell’origine della città dell’Aquila.

In essa si ripercorre la storia aquilana attraverso la dotta conversazione che i due protagonisti, Salvatore e Massonio, intrattengono mentre passeggiano per le strade della città.

Nel testo sono riportate diverse epigrafi e molti documenti, alcuni dei quali di dubbia autenticità, come il diploma con il quale Federico II istituì la fondazione dell’Aquila.

La produzione di Massonio comprende anche degli scritti poetici, ricordiamo la pubblicazione nel 1597 della Corona di Tredici sonetti dedicata alla Madonna ed i sonetti stampati nel 1601 in occasione della morte di Filippo II di Austria.

Presso la biblioteca Salvatore Tommasi dell’Aquila si conservano inoltre un’opera a stampa ed un manoscritto in cui vi sono componimenti poetici riconducibili al Massonio, scritti per le esequie realizzate in onore di Margherita d’Austria.

L’interesse storico ed il sentimento religioso guidarono le ricerche per le due biografie realizzate dallo studioso, l’una, del 1621, dedicata al “gloriosissimo San Bernardino da Siena, protettore della fedelissima città dell’Aquila”, e l’altra, del 1627, rivolta alla narrazione della “meravigliosa vita, gloriose attioni, et felice passaggio al cielo, dell’allora Beato Giovanni da Capestrano”.

L’eclettico studioso trattò anche argomenti in chiave medica, come nel “Breve et utile discorso delle facoltà et uso delle Acque dell’Antico Bagno di Antrodoco”, in cui oltre ad indicazioni storiche istruì il lettore delle proprietà terapeutiche delle acque, utili per la cura delle ulcere, per i reni e per la pelle.

Un interessante connubio tra le conoscenze mediche e lo studio delle fonti classiche è realizzato nel testo che lo stesso Massonio definì curioso, Dialogo dell'origine della città dell'Aquila, Corona di tredici sonetti, frontespizio del 1597 frontespizio del 1589 l’Archidipno, ovvero dell’insalata e dell’uso di essa, nel quale l’autore descrive con minuzia i vari tipi di insalata e propone molteplici condimenti, suggerendo persino ricette di sua invenzione.

Dopo una vita dedicata a così tanti interessi, Massonio morì settantenne a’llAquila, la sua amata città, il 15 aprile del 1629.

tutti pazzi per la Civita

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