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Aristide Pollastri dai campi di calcio di Castellammare Adriatico all’emigrazione verso Stati Uniti. Lasciato il pallone volle rincorrere il “sogno americano”.

di Geremia Mancini*

Nasce  il 28 maggio 1924 a Castellammare Adriatico, oggi Pescara, da Vincenzo (“Capo delle guardie Municipali”) e Angiolina Gagliardi (“casalinga e fruttivendola”), e muore negli Stati Uniti il 26 maggio 2003.

Ebbe una sorella Elisa, nata nel 1927, e un fratellastro Temistocle (nato da un precedente matrimonio di Vincenzo la cui moglie morì prematuramente).

Sin da giovanissimo mostrò delle notevoli doti calcistiche accompagnate da una incredibile resistenza fisica. Correva praticamente senza mai stancarsi.

Del resto il calcio doveva essere un dono di famiglia se è vero, come è vero, che anche i cugini Umberto e Alfredo De Angelis segnarono la storia calcistica pescarese con la straordinaria “Strapaesana”.

Nel 1941-42 arrivò nelle giovanili del Pescara.

Lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale lo portò sul fronte jugoslavo.

Combatté con lo stesso coraggio che metteva in campo.

Venne ferito e ricoverato in un ospedale di Spalato.

Finita la guerra giocò nel Chieti (1945-46) insieme all’amico Renato Tiriticco.

L’anno successivo andò a Giulianova.

Poi il ritorno nella “sua” Pescara e quindi di nuovo a Chieti.

Nel campionato 1949-50 arrivò a Matera.

Altro ritorno a Chieti e infine Termoli.

Una carriera assai dignitosa a cui la guerra tolse ben tre anni. Forse i migliori.

Aristide sposò una donna di Chieti da cui ebbe un bambino Vincenzo “Enzo”.

Le vicende della vita e soprattutto la voglia di migliorare le sue condizioni di vita lo spinsero a rincorrere “il sogno americano”.

Negli Stati Uniti riscoprì un mestiere imparato da ragazzo: “il sarto”.

Si stabilì nella bella cittadina di Clearwater in Florida dove non mancava il mare.

Quel mare di Pescara che portò sempre nel cuore.

Negli Stati Uniti sposò un’italo-americana originaria di Casamassima in provincia di Bari. Da quel matrimonio arrivò un figlio: Marco Antonio.

Poi il 26 maggio del 2003, un triste lunedì, nell’abitazione del figlio Marco ed assistito dal personale della struttura “Hospice of the Florida Suncoast” Aristide morì.

Il figlio americano, Marco Antonio, ha giocato al calcio negli Stati Uniti con discreti risultati ed oggi allena i ragazzi.

Ringraziamo Marco Rossano, figlio della sorella Elisa, per il contributo offerto alla ricerca.

*Presidente onorario “Ambasciatori della fame”

 

tutti pazzi per la Civita 

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