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Roberto Vicentini, patriarca cattolico, nasce il 30 giugno 1878 all’Aquila, e muore a Roma il 10 ottobre 1953.

Dopo aver completato i propri studi e ricevuto l'ordinazione sacerdotale, è docente presso la Pontificia Università dell'Apollinare.

Il 2 agosto 1910 viene nominato sostituto del difensore del vincolo nel Tribunale della Sacra Romana Rota.

Il 14 maggio 1915 diviene cameriere d'onore in abito paonazzo e, il 20 dicembre successivo, promotore di Giustizia sempre presso il Tribunale della Rota.

Il 3 maggio 1921 Papa Benedetto XV lo nomina internunzio apostolico in Olanda, e il 19 dello stesso mese arcivescovo titolare di Elenopoli, arcidiocesi che, quattro anni dopo, quando gi√† non ne porta pi√Ļ il titolo, viene declassata a sede vescovile e, nel 1926, rinominata diocesi di Elenopoli di Palestina.

Viene consacrato quello stesso giorno dal cardinale Pietro Gasparri, segretario di Stato, coadiuvato da Pietro Fumasoni Biondi, arcivescovo titolare di Doclea, fino ad allora delegato apostolico in Giappone, appena nominato segretario della Sacra Congregazione de Propaganda Fide, futuro cardinale, e da Adolfo Turchi, arcivescovo dell'Aquila.

Rimane a L'Aia appena un anno dato che, il 2 maggio 1922, viene inviato a Santa Fé de Bogotá, quale nuovo nunzio apostolico in Colombia.

Durante la sua permanenza nel Paese sudamericano, conferisce, il 3 agosto del 1924, la consacrazione episcopale a Miguel √Āngel Builes G√≥mez, vescovo di Santa Rosa de Osos, a Pedro Mar√≠a Rodr√≠guez Andrade, vescovo di Ibagu√©, e a Jos√© Ignacio L√≥pez Uma√Īa, vescovo di Garz√≥n.

Richiamato a Roma, viene promosso da Papa Pio XI, nel concistoro segreto del 14 dicembre 1925, patriarca titolare di Antiochia dei Latini e vicario del cardinale arciprete della Basilica di San Pietro in Vaticano, prima Rafael Merry del Val y Zulueta, poi Eugenio Pacelli, infine Federico Tedeschini.

Muore il 10 ottobre 1953, all'età di 75 anni.

Dopo la sua morte la sede patriarcale titolare di Antiochia dei Latini rimane vacante per undici anni, fino al momento della sua abolizione, assieme a quelle di Costantinopoli e di Alessandria dei Latini, ad opera di Papa Paolo VI, nel gennaio del 1964.   

tutti pazzi per la Civita

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