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Francesco Vicoli, poligrafo, giornalista, nasce il 5 dicembre 1819 a Chieti, e muore nel 1882.

Nasce in una famiglia della buona borghesia locale che lo avviò agli studi del locale Seminario.

Condiscepolo di Bertrando e Silvio Spaventa e di Gian Vincenzo Pellicciotti.

Uscito dal seminario a 19 anni andò a studiare a Napoli dove nel 1844 conseguì la laurea in legge.

Nel frattempo aveva anche approfondito le sue conoscenze letterarie e filosofiche.

Ben presto cominciò a pubblicare raccolte di liriche, cui seguirono novelle, saggi, articoli di rievocazioni storiche e di illustrazioni artistiche.

La produzione più estesa di Vicoli concerne tuttavia quello di soggetto sacro destinata alla musica e alla pubblica esecuzione in occasione di ricorrenze religiose.

Dal 1842 fin quasi alla vigilia della sua morte, per circa 40 anni scrisse i testi di cantate, azioni sacre,oratorii, inni, in onore di Madonne e Santi venerati a Chieti e nei paesi vicini.

Il compositore che più spesso ne musicava i testi era Giuseppe Liberali, Maestro di Cappella

tutti pazzi per la Civita

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