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Romano Liberato, chirurgo, nasce il 28 dicembre 1929 a Villamagna, e muore il 5 gennaio 2015

Sindaco del paese dal 1980 e 1990, e poi anche consigliere e assessore regionale nella giunta Salini, in quota socialista.

Era un medico d’altri tempi, Romano Liberati, padre di tre eccezionali figli, Maria Carla, Elisabetta e Franco, cresciuto come chirurgo nella scuola del grande Pietro Valdoni.

Nato il 28 dicembre del 1929 a Villamagna, paese di cui è stato sindaco per anni, cominciò la sua professione nel vecchio ospedale Santissima Annunziata di Chieti, nel reparto di chirurgia di Scardetta.

Alla medicina, il chirurgo affiancava l’impegno politico nel partito socialista che lo portò a ricoprire anche il ruolo di presidente del Consiglio regionale e, solo per un mese, quello di assessore regionale alla Sanità nella giunta Salini travolta, nel settembre del 1992, dall’inchiesta di Mani pulite, da cui Liberati uscì però pulitissimo.

In quegli anni ebbe anche una breve e intensa esperienza giornalistica come direttore del periodico Il Blu animato dalle penne di Mario Pasotti, Gianfranco Fumarola e Ugo Iezzi, ma era la chirurgia la sua missione che, dopo gli anni trascorsi nella sanità pubblica lo portò, per volere dell’imprenditore della sanità privata, Giuseppe Spatocco, a operare nella clinica omonima di cui divenne il volano in tutti i sensi.

Si deva a lui, infatti, lo sviluppo della “Spatocco” dove Liberati ha lavorato per quasi quarant’anni fino a che, alla fine degli anni Novanta, non scelse di passare a Villa Pini dove Vincenzo Angelini gli affidò un compito difficile.

Quello di creare un dipartimento di Chirurgia ad alta efficienza in grado di portare a termine con successo, 24 ore su 24, i più delicati tra gli interventi, dall’asportazione del cancro al pancreas all’aneurisma dell’aorta.

E lui riuscì a creare ciò che gli chiese Angelini.

«Aveva un cuore immenso. Dovevi badare più che a ciò che diceva a quello che faceva. Era un gigante della chirurgia vicino come nessun altro ai pazienti», così lo ha ricordato l’ex imprenditore della sanità privata che ha voluto raccontare un’esperienza particolare condivisa nel 2004 con Liberati che, da sola, basta per capire lo spessore professionale del chirurgo: «Era la notte di Capodanno. Entrò in sala operatoria che era già buio, ne uscì all’alba felice di aver salvato la vita a un paziente che ancora oggi sta bene e gli sarà per sempre grato»

tutti pazzi per la Civita

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