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Lucio Vitullo: il poeta i cui versi cantano temi universali: l’amore, l’amicizia, la vita vissuta nel piccolo quotidiano ma con la magia della poesia.

di Elisabetta Mancinelli

Lucio Vitullo nasce il 13 dicembre 1972 a Pescara, dove risiede e svolge l’attività di ragioniere.

Ha iniziato a scrivere nel 1989, all’età di 17 anni perché si era innamorato di una compagna di scuola a cui dedicava piccole composizioni di 4-5 versi sperando di riuscire a conquistarla.   

Ma col passare del tempo la poesia è diventata parte integrante di sé e il foglio un po’ come un amico al quale confidare   stati d’animo, gioie e dispiaceri.

Ma per molto tempo ha tenuto segreta questa sua passione, non lo diceva nemmeno in famiglia per

timidezza, si vergognava di confessare che scriveva.

Quello che poi lo ha spinto ad uscire fuori è stata la possibilità di condividere i suoi versi anche con altri e raccontarsi le proprie comuni esperienze.

Ed ha così   trovato tanti nuovi amici.

Considera la scrittura come una valvola di sfogo per l’anima, un modo per poter dire quello che normalmente non riusciresti a dire a voce.

Poi nel 2010 ha partecipato al 1° concorso: il Premio Histonium di Vasto e da allora non si è più fermato.

Le competizioni poetiche, oltre a fargli ottenere dei riconoscimenti, gli ha dato la possibilità di farsi conoscere al di fuori del suo ambito e di entrare in contatto con scrittori e poeti di altre regioni, a volte di altre nazioni.

Con alcuni è nato anche un bel rapporto ed ogni volta e come Lucio racconta: è una festa rincontrarsi con loro in qualche luogo del mondo.

 

PREMI

Vitullo scrive poesie da circa 27 anni ma ha cominciato a farsi conoscere tramite concorsi letterari.  Ha partecipato molti di essi in tutta Italia ottenendo diversi riconoscimenti.

I più significativi sono: un 1° posto nel 2012  al Premio “Luce dell’arte” a Roma, 3° posto  nel  2013  al Premio Europa a Lugano, un 2° posto nel 2014 a  Serradifalco (CL) al Premio Internazionale “Il falco d’oro”, un 3° posto al Premio “Città di Pomezia” nel 2014, un 3° posto al Premio “Nestore” sempre nel 2014, un 3° posto di nuovo al Premio Nestore nel 2015, un  2° posto al Premio Europa a Lugano nel 2015, un 3° posto al Premio Polverini ad Anzio nel 2014, un3° posto al premio “Il buon riso fa buon sangue” a Roma nel 2016, è risultato il 3° classificato nel 2016 al Premio Città di Filetto ed ha ottenuto  il titolo di “Gran maestro della poesia” nel 2014 al Premio “Parthenope” a Lecce.

 

RACCOLTE POETICHE

 

Ha pubblicato cinque raccolte poetiche: “Vent’anni” del 2011, in cui l'autore  suggestiona con un linguaggio intensamente vitale e un simbolismo ricco di sfumature espressive.

Attraverso un ritmo serrato e una sorta di monologo interiore, Vitullo ci offre versi nitidi, che compongono una trama di metafore e di allegorie.

In questo tessuto simbolico spiccano alcune immagini surreali, apprezzabili per l’originalità, la creatività e un discorso attento alle problematiche esistenziali.

“Il volo incerto nel cuore” del 2013, è il riassunto di circa un anno e mezzo vissuto a metà tra esperienze reali e virtuali e spazia dal tema dell'amore, la passione per la scrittura, la rabbia, l'ironia, l'amicizia, il rispetto per la natura, il ricordo di persone che non ci sono più e la speranza per un futuro migliore. 

“Alla solita luce” del 2015, narra un cammino tra pensieri, emozioni, colori, emotività e desideri; un viaggio pieno di colori e sfumature dell’anima, intriso di figure retoriche necessarie a far percepire il valore dell'esistenza umana.

Le liriche sono prettamente autobiografiche e i messaggi, con elevata naturalezza, descrivono la quotidianità e gli aspetti più comuni della vita del poeta.

“A piccoli passi” e “Acrostici e non del 2016. sono due piccole raccolte frutto di due partecipazioni a concorsi letterari e rappresentano un po’ una svolta per Vitullo che   utilizza una nuova forma poetica: l’acrostico, dove le prime lettere di ogni verso lette in verticale formano una frase

A settembre 2016 ha ricevuto il Premio Histonium alla carriera per aver dato lustro in questi anni alla città di Pescara ed alla regione Abruzzo.

Dal 2015 si è avvicinato alla pittura e nel novembre del 2015 ha partecipato alla mostra “Anima in cornice” al Museo Vittoria Colonna a Pescara dove ha interpretato un dipinto della pittrice napoletana Letizia Caiazzo.

Sulla tela dell’anima

Sulla tela dell’anima

Dipingo prati infiorati

Perché non resti nuda

Sotto le mie suole

La terra che ancora porta

L’orme tue impresse,

Nemmeno la pioggia

Le ha lavate via

Pioggia che ancora scende

Nonostante il sole

Splenda ormai il alto

Ma non abbastanza

Da coprire quelle nubi

Che circondano i miei occhi.

Sulla tela dell’anima adesso

Stendo i colori a caso

Non seguo una logica

Solo l’istinto

Che mi porta a tracciare

Ancora quei confini

Oltre i quali s’involava,

Per questo all’'improvviso

Disegno due ali

Spiegate contro il vento

Perché possa ritornare

Al nido che l’accolse

Su quel colle che osservo

Seduto, dalla riva del mare.

Sulla tela dell’anima

Per finire

Copio quel che sta scritto

Sulla tela del cuore

Poche parole, le stesse

Che un pomeriggio vennero

A portare tempesta,

Che non son riuscito a spiegare

Ma che ancora riecheggiano

Come tuoni, nella mia testa.

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