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Gabriello Angelucci, la prima vittima della famigerata Banda Casaroli che operò nel 1950, era un abruzzese.

di Geremia Mancini*

Gabriello Angelucci, bancario, nasce il 31 marzo 1906 a Francavilla al Mare da Diego (quarantasettenne “insegnante”) e Maria Bonacci.

Sposò Maria Casalini che gli diede due bambine: Stefania e Lidia (all’epoca della tragedia avevano rispettivamente di 14 e 5 anni).

Muore a Roma il 15 dicembre 1950, barbaramente ucciso da Daniele Farris durante la rapina della Banda Casaroli all’Agenzia 3 del Banco di Sicilia, in via Trastevere.

Il Presidente della Repubblica, Luigi Einaudi, con decreto del 30 luglio 1951, gli concesse “Alla memoria” la massima ricompensa al valor civile con la motivazione:

“Alla memoria di ANGELUCCI Gabriello, direttore di agenzia del Banco di Sicilia, il 15 dicembre 1950 a Roma.

Durante l’aggressione a scopo di rapina, attuata a danno della Banca da quattro malfattori, affrontava con intrepido coraggio uno di essi che, penetrato nel suo ufficio, gli aveva intimato, minacciandolo con l’arma in pugno, di non muoversi.

Raggiunto da alcuni proiettili mentre si slanciava contro l’aggressore, si abbatteva esanime al suolo e poco dopo decedeva.

Vittima del suo elevato senso del dovere, compiuto sino all’estremo sacrificio”.

La Banda Casaroli fu la sanguinaria banda criminale che operò una serie di rapine compiute a partire dall’autunno del 1950.

Ne facevano parte oltre al capoclan Paolo Casaroli, i suoi complici: Romano Ranuzzi, Daniele Farris, Giovanni De Lucca e Lorenzo Ansaloni.

Dopo aver rapinato diverse banche:

Martedì 3 ottobre 1950 fu assaltata la succursale di Binasco della Cassa di Risparmio delle Provincie Lombarde.

Lunedì 9 ottobre ai danni della succursale del Banco di Roma di Ca' de Pitta alla periferia di Genova, nei pressi del macello pubblico.

Giovedì 23 novembre la banda al gran completo prese d'assalto l'agenzia n. 8 della Cassa di Risparmio di Torino, in via Stradella.

Venerdì 15 dicembre tentarono il colpo grosso a Roma nell'agenzia n. 3 del Banco di Sicilia, in via Trastevere uccidendo Gabriello Angelucci il direttore dell'agenzia.

Sabato 16 dicembre parte della banda venne intercettata a Bologna presso l'abitazione di Casaroli.

Il tentativo di fuga dei malviventi provocò la morte di alcuni agenti e comuni cittadini.

Il massacro si concluse con la morte del bandito, Romano Ranuzzi e la cattura del capobanda.

Il complice Daniele Farris si suicidò in un cinema.

Paolo Casaroli venne condannato all'ergastolo, ma restò in carcere fino all’inizio di marzo del 1979.

Una volta uscito dal carcere si sposò e si diede alla pittura.

Morì il primo gennaio 1993

Il regista Florestano Vancini, nel 1962, realizzò sulla tragica vicenda il film “La banda Casaroli “.

*Presidente onorario “Associazione culturale Ambasciatori della Fame

tutti pazzi per la Civita

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