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Gianni De Michelis, accademico, politico, nasce il 26 novembre 1940 a Venezia, dove muore l’11 maggio 2019.

Già nel Partito Socialista Italiano dagli anni sessanta, poi segretario nazionale del Nuovo PSI (2001-2007), aderì successivamente alla Costituente del PSI, e al progetto di Stefania Craxi denominato Riformisti italiani.

Cresciuto in una famiglia metodista, De Michelis, dopo aver avuto simpatie adolescenziali e giovanili monarchiche, missine e infine radicali, aderì da studente universitario al Partito Socialista Italiano nel 1960, e nel 1962 divenne presidente dell'UGI, movimento universitario di sinistra, e si occupò di politica universitaria ricoprendo cariche nell'Unuri.

Nel 1963 si laureò in Chimica Industriale all'Università degli Studi di Padova e iniziò subito l'attività accademica, prima come assistente e poi come professore incaricato, divenendo infine professore associato di Chimica nel 1980 presso l'Università Ca' Foscari di Venezia.

Dopo un lungo periodo di aspettativa dovuto agli impegni politici ed istituzionali tornò all'insegnamento universitario dal 1994 fino al 1999.

All'interno del partito socialista italiano De Michelis si collocò successivamente all'interno della corrente di sinistra, Alternativa Socialista, guidata da Riccardo Lombardi.

Componente della direzione socialista sin dal 1969, e poi responsabile dell'organizzazione, nella sua attività di partito venne considerato uno dei discepoli di Riccardo Lombardi, e con lui nel 1976 appoggiò l'elezione alla segreteria di Bettino Craxi, di cui rimase sostenitore anche dopo l'abbandono di Lombardi della sua stessa corrente, guidata da Claudio Signorile, e divenne membro della direzione nazionale del partito per tutta la durata della segreteria Craxi, nonché presidente del gruppo socialista alla Camera tra il 1987 e il 1988 e vicesegretario nazionale del partito tra il 1993 e il 1994.

La sua esperienza nelle istituzioni iniziò come consigliere e assessore all'urbanistica del Comune di Venezia (1964); in seguito fu deputato alla Camera (dal 1976 al 1994), Ministro delle partecipazioni statali (dal 1980 al 1983), Ministro del lavoro e della previdenza sociale (1983-1987), vicepresidente del Consiglio dei ministri (1988-1989) e infine Ministro degli affari esteri (dal 1989 al 1992).

Da Ministro del lavoro e della previdenza sociale dovette fronteggiare le critiche al taglio dei punti della scala mobile e il conseguente referendum abrogativo del 1985 promosso dal PCI.

Nella sua carriera da ministro degli Esteri, durante la quale ebbero luogo gravi e storici avvenimenti a livello internazionale quali la caduta del muro di Berlino (1989), la prima guerra del Golfo (1990-91) e la dissoluzione dell'Unione Sovietica (1991), fu impegnato assieme ai vari governi italiani nel processo di unificazione continentale - in particolare durante la presidenza italiana del Consiglio europeo nella seconda metà del 1990 - che porta nel 1992 al Trattato di Maastricht, di cui De Michelis è uno dei firmatari.

Nel corso degli anni ottanta emerse agli occhi dell'opinione pubblica la sua passione per il ballo: De Michelis, che intanto ricopriva importanti incarichi di governo, era appassionato di discoteche fino a diventarne un estimatore, tant'√® che decise di raccogliere i pi√Ļ importanti locali notturni in una guida illustrata.

A questo proposito, è noto un commento di Enzo Biagi che qualche tempo dopo lo definì "un avanzo di balera", per sintetizzare in tre parole i problemi giudiziari che avrà con Tangentopoli e la propensione al ballo.

Famosa era anche la sua passione per le donne. Come scrive nel suo diario Nadia Bolgan, per un periodo addetta stampa di De Michelis, riguardo allo staff romano del ministro: "[è costituito da] una cinquantina di persone, molte delle quali donne di passaggio e senza alcuna preparazione professionale; erano lì solo perché gli piacevano".

De Michelis venne travolto, come tutto lo stato maggiore e la classe dirigente socialisti, dagli scandali di Tangentopoli.

Per quel che lo riguarda, a seguito delle inchieste giudiziarie del pool di "Mani pulite", venne sottoposto dal 1992 a 35 diversi procedimenti giudiziari; oltre alle moltissime assoluzioni, è stato condannato in via definitiva a:

  • 1 anno e 6 mesi patteggiati per corruzione nell'ambito delle tangenti autostradali del Veneto;
  • 6 mesi patteggiati nell'ambito dello scandalo Enimont.

La pena, ammontante in totale a 2 anni di reclusione, fu sospesa con la condizionale. L'attivit√† di corruzione per cui De Michelis fu condannato, come precisato dal Tribunale, ¬ęalimentava il suo principesco stile di vita sia pubblica sia privata¬Ľ.

Nel 1997, tre anni dopo lo scioglimento del PSI, De Michelis cercò di dar seguito all'esperienza socialista e aderì ad un partito denominato proprio Partito Socialista, nato un anno prima su iniziativa di alcuni ex-PSI (Ugo Intini, Margherita Boniver ecc.) di cui diventò segretario dopo pochi mesi su una linea di avvicinamento al Polo delle Libertà guidato da Silvio Berlusconi.

L'anno successivo, l'ala dissidente guidata da Intini si separò per andare a confluire nello SDI, mentre nel 1999 molti esponenti del partito aderiscono a Forza Italia.

Nel 2001 De Michelis fondò insieme a Bobo Craxi, figlio di Bettino, con quel che resta del piccolo movimento, il Nuovo PSI, partito che nacque in aperta polemica con la sinistra italiana e che, pertanto, scelse di confluire nella Casa delle Libertà, la coalizione di centrodestra guidata da Berlusconi.

De Michelis comment√≤: "Non avevamo altra scelta, aspettiamo che giunga a compimento la crisi che corrompe la sinistra dall'interno‚ÄĚ.

Dalla nascita del partito, De Michelis ricoprì la carica di segretario nazionale per 6 anni.

Alle elezioni europee del 2004, venne eletto deputato del Parlamento europeo, per la lista "Socialisti Uniti per l'Europa" (costituita dal Nuovo PSI insieme ad altri movimenti d'ispirazione socialista) nella circoscrizione Sud, ricevendo 34 000 preferenze.

Non aderì ad alcun gruppo parlamentare europeo in attesa che venisse presa in considerazione la sua richiesta, a nome del Nuovo PSI, di essere accolto nel gruppo del Partito del Socialismo Europeo.

Il buon risultato elettorale non fece per√≤ diminuire le tensioni nel partito sul tema delle alleanze, e nell'incontro tenutosi dal 21 al 23 ottobre 2005 che avrebbe dovuto essere il V Congresso Nazionale del partito, De Michelis fu contestato dalla corrente guidata da Bobo Craxi che chiedeva di abbandonare subito la Casa delle Libert√† per ricercare una pi√Ļ naturale alleanza a sinistra.

La maggioranza del partito, assieme a De Michelis, non era però d'accordo e, nel movimentato incontro, abbandonò i lavori dichiarando il V Congresso mai aperto, mentre i delegati di minoranza rimasti acclamarono Bobo Craxi segretario.

Il 28 dicembre 2005, con una sentenza di primo grado, il Tribunale Civile di Roma accolse, in un primo tempo, il ricorso di Bobo Craxi che presumeva di essere stato nominato nuovo segretario nazionale del Nuovo PSI, a seguito dell'incontro che doveva diventare il V Congresso ma, meno di un mese dopo, De Michelis si vide confermare in appello nella sua carica di segretario nazionale del Nuovo PSI dallo stesso Tribunale.

Alle elezioni politiche del 2006 De Michelis venne eletto deputato nazionale per la lista formata in congiunzione con la Democrazia Cristiana per le Autonomie; tuttavia abbandonò presto l'incarico preferendo rimanere al Parlamento europeo.

La decisione venne motivata dal fatto che al suo posto, al Parlamento Europeo, sarebbe subentrato Luciano Racco, non pi√Ļ esponente del Nuovo PSI ma passato con I Socialisti Italiani di Bobo Craxi.

Nel 2007 fu celebrato un nuovo congresso che lo rielesse segretario. La componente di Stefano Caldoro ne contestò la legittimità eleggendo il proprio leader, e alla fine De Michelis e la sua corrente lasciarono il partito per aderire al rinato Partito Socialista nel centro-sinistra; De Michelis così, in Europa, riuscì a venire accettato nel gruppo del PSE.

Nel marzo del 2009, in vista delle elezioni europee ed amministrative, in polemica con la decisione della direzione nazionale del Partito Socialista di aderire alla lista elettorale Sinistra e Libertà, De Michelis abbandonò la vita del partito e sostenne una lista locale di centrodestra, facendosi sospendere.

Nel settembre 2009 divenne consulente di Renato Brunetta, ministro per la Pubblica Amministrazione nel governo di centrodestra presieduto da Silvio Berlusconi.

Il 26 novembre 2011 aderì al progetto di partito di Stefania Craxi, che si chiama Riformisti Italiani, insieme ad altri esponenti come Alessandro Battilocchio e Renzo Tondo. Dal 2015 fino alla morte De Michelis è stato presidente onorario dell'Aspen Institute.

√ą morto a Venezia, l'11 maggio 2019 dopo una lunga malattia, all'et√† di 78 anni.

tutti pazzi per la Civita

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