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Panfilo Panara, prestigioso ufficiale-medico, era abruzzese. Nasce il 7 dicembre 1838 a Rosciano, oggi in provincia di Pescara, da Francesco (ventottenne “medico condotto”) e Antonia Carli, e muore a Roma il 16 agosto 1913.

di Geremia Mancini*

Panfilo si laureò in medicina a Napoli nel 1862.

Scelse la carriera militare e partecipò alle campagne del 1866 e del 1870.

Si distinse nell’ultima guerra del nostro risorgimento, nella giornata della “Breccia di Porta Pia”.

Fu tra i primi ufficiali medici a sbarca a Massaua facendo parte della memorabile spedizione coloniale.

La sua pubblicazione del titolo “L’ospedale da campo in Massaua e le vicende sanitarie  del  corpo di spedizione dal febbraio al settembre 1885” rappresentò un vero modello di relazione, completa in ogni  sua  parte e, per quei tempi, veramente mirabile per quanto concerne l'igiene delle truppe e la profilassi delle malattie  infettive.

Le numerose osservazioni sul clima, sul suolo, sulle acque, sulle condizioni di vita delle truppe, sulla patologia tropicale, sui provvedimenti sanitari consigliati e adottati, fecero di quel suo lavoro un ineludibile prezioso riferimento. 

La sua carriera militare fu costellata di successi e riconoscimenti: nel settembre 1897 alla VI Conferenza internazionale di Vienna rappresentò, come colonnello medico, il Governo italiano.

Fu Ispettore di Sanità Militare e Tenente Colonnello dell’Ospedale militare.

In una nota venne riportato: “Panfilo Panara, medico militare, fra i più distinti del Regio Esercito, competente pei servizi della Croce Rossa, che si giovò del di lui concorso per lungo volgere degli anni”. 

Il 16 dicembre del 1900 fu nominato commendatore nell’Ordine della Corona d’Italia.

Con Decreto 4 febbraio 1904 fu nominato ufficiale nell'Ordine dei SS. Maurizio e Lazzaro.

Veniva così ricordato: “Egli aveva preso parte con onore all’ultima guerra del nostro risorgimento e a quella della “Presa di Roma” (“Breccia di Porta Pia”) come capitano medico dei bersaglieri, fu pure tra i primi ufficiali medici a sbarcare a Massaua”.

E ancora: “fu un medico coltissimo e un pratico di gran valore, dedicò tutte le ore libere dal servizio ai suoi studi e alle ricerche scientifiche di cui lasciò notevoli saggi in alcune pregiate pubblicazioni”.

Tutti gli riconoscevano: “una intelligenza sagace, uno spirito ordinatore ed una inesauribile bontà.  Scrisse “Le malattie della studiosa adolescenza osservate in un sessennio di servizio medico nel collegio militare di Firenze”;

“Sulla operosità del Corpo Sanitario Militare Italiano durante la Campagna d’Africa 1896”;

“Osservazioni su due casi di malattia dè centri nervosi, occorsi nel primo reparto di medicina dell’Ospedale di Roma (1886)”.

Collaborò a lungo con lo storico periodico, fondato nel 1851, “Il Giornale di Medicina Militare”.

*Presidente onorario “Ambasciatori della fame”

tutti pazzi per la Civita

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