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Arcangelo Silvestri, emigrante, nasce il 2 settembre 1869 a Cugnoli,  e muore il 7 giugno 1907 a Poughkeepsie, Conta di Dutchess, nello Stato di New York.

di Geremia Mancini*

Nasce in contrada Santa Maria degli Angeli, dal ventinovenne Andrea e la ventottenne Maria Concetta Faricelli entrambi “contadini”.

L’atto di matrimonio venne registrato dinanzi all’allora Sindaco Fedele Mascioli.

Il 19 settembre 1895, Arcangelo sposò la compaesana Adelina Silvestri (ventenne figlia di Raffaele e Maria Carmina Chiulli).

Il primo luglio 1896 nacque una dolcissima femminuccia: Concezia.

A favorire il parto fu la sessantottenne “levatrice” Pasqua Fiore Ferretti.

Subito dopo la nascita della piccola Arcangelo decise di tentare il “sogno americano”.

Si rivolse, per questo, all’Agenzia “M. Celidonio” (fondata nel 1896 come “Ufficio per emigranti”). 

Quando arrivò ad “Ellis Island”, nel 1897, trovò un camion che lo trasportò, insieme ad alti, nel West Virginia per lavorare in quelle dure e tragiche miniere.

Tre anni dopo si trasferì nella cittadina Poughkeepsie, Contea di Dutchess, nello Stato di New York.

Qui trovò lavoro in una società di costruzioni.

Il lavoro era meno pesante e i guadagni migliori.

Sembrò, per lui, finalmente potersi coronare quel “sogno americano” per il quale aveva lasciato la sua Cugnoli.

Ora non desiderava altro che far arrivare negli Stati Uniti sua moglie e la piccola Concezia. 

Purtroppo non andò così e Arcangelo non rivide mai più la sua terra e neppure i suoi cari.

Era il 7 giugno del 1907 quando accadde la tragedia.

Per un grave incidente sul lavoro Arcangelo subì la terribile amputazione di una gamba. 

Non ci fu nulla da fare. La forte perdita di sangue ne causò la morte.

Nel verbale redatto dal “coroner” (medico legale) Dottor M. Knapp si leggeva: “shock causato da mutilazione dell’osso della gamba”.

La sicurezza nei luoghi di lavoro era ancora un lontano miraggio.

Furono migliaia i nostri connazionali morti tra miniere, fabbriche e costruzione di ferrovie e strade.

Una vera ed atroce “mattanza” purtroppo colpevolmente dimenticata.

Solo il 15 marzo del 1909 Adelina, la vedova, poté recarsi in comune per chiedere di registrare i verbali giunti dagli Stati Uniti, tramite il nostro Regio Consolato Generale d’Italia di New York, sul registro del comune di Cugnoli.

Nel 1911, due anni dopo, Adelina, che aveva perso anche la madre, si risposò con Sabatino Di Profio (trentaduenne “sarto” di Civitaquana). 

Oggi abbiamo riportato Arcangelo Silvestri, almeno con la memoria, nella sua terra d’Abruzzo.

*Presidente onorario “Ambasciatori della fame”

tutti pazzi per la Civita