Pin It

Francesco Santoro, militare, nasce il 22 luglio 1910 a Gioia dei Marsi, e muore a Badia di Sulmona il 23 ottobre 1943 è stato un militare italiano, medaglia d'oro al valor militare alla memoria.

Ufficiale pilota, nell'ottobre 1936 aveva partecipato come volontario fascista alla guerra di Spagna.

Allo scoppio della Seconda guerra mondiale Santoro, che era stato promosso capitano, fu mobilitato sul Fronte occidentale e in Africa settentrionale, nel 9º Stormo da bombardamento.

L'8 settembre 1943 era in servizio a Roma, dove era stato rimpatriato per malattia.

Riuscì a sfuggire ai tedeschi e ad entrare a far parte della formazione partigiana denominata "Conca di Sulmona", con la quale partecipò a numerose azioni.

Nell'ottobre del 1943 decise di passare la linea del fronte e di recarsi nell'Italia liberata, portando con sé importanti documenti sullo schieramento delle truppe germaniche. Insieme con il cognato, il Tenente Colonnello Carlo Fioroni.

Nella notte fra il 20 e il 21 ottobre furono catturati dai tedeschi della 305. Infanterie-Division nei pressi di Castel di Sangro.

Entrambi vennero prima trasferiti a Sulmona e condannati a morte dal Tribunale militare tedesco, e poi trasferiti al Campo di prigionia 78 di Fonte d'Amore.

Durante il tragitto verso il Campo, Santoro tentò una fuga disperata lanciandosi dal camion in corsa, venendo freddato da una raffica di mitra.

Il cognato riuscirà invece a fuggire dal Campo di prigionia.

Inizialmente seppellita in modo improvvisato, la salma di Santoro venne riesumata l'8 ottobre 1944.

Gli vennero tributati funerali solenni presso la Cattedrale di San Panfilo a Sulmona.

Onorificenze

 Medaglia d'oro al valor militare alla memoria

«Ufficiale di elette virtù militari, all'atto dell'armistizio si sottraeva alle imposizioni delle autorità tedesche e decideva di portarsi in territorio nazionale liberato per continuare ad adempiere con onore il suo dovere di soldato.

Catturato in prossimità del fronte veniva sottoposto ad un giudizio sommario e condannato a morte perché in possesso di notizie sullo schieramento tedesco.

Alle offese e alle violenze degli inquisitori reagiva con contegno altero e sprezzante, accogliendo con visibile fermezza la comunicazione della suprema condanna.

Poco dopo, in audace tentativo di sfuggire ai suoi aguzzini veniva barbaramente trucidato.»

— Badia di Sulmona, 23 ottobre 1943.

tutti pazzi per la Civita

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna