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Henri Christophe, militare e politico haitiano, nasce il 6 ottobre 1767 a Saint Kitts, e muore a Cap-Haïtien, l’8 ottobre 1820.

Condotto schiavo a Santo Domingo, lavorò nel ristorante di un albergo, dopodiché riottenne la libertà.

Nel 1779 potrebbe aver servito come tamburino nelle forze francesi nella Guerra di indipendenza americana, nel corpo degli Chasseurs-Volontaires de Saint-Dominigue, un reggimento composto da uomini di colore.

Christophe si distinse nella Rivoluzione haitiana del 1791, giungendo sino al grado di generale nel 1802.

Nel 1806 venne a conoscenza di un piano per uccidere Jean Jacques Dessalines; vedendo in ciò un'opportunità di raggiungere il potere, non avvisò Dessalines.

Il piano fu messo in atto da Alexandre Sabes Pétion, anch'egli ansioso di raggiungere il potere.

Dopo l'assassinio, Henri Christophe fu eletto presidente ma senza un reale potere; sentendosi insultato fondò, nel nord del Paese, lo "Stato di Haiti".

Nel 1807 Cristophe fu eletto presidente dello "Stato di Haiti", poi trasformato in "Repubblica di Haiti".Il 26 marzo1811 Cristophe proclama la nascita del Regno di Haiti, diventandone sovrano.

Un editto del 1º aprile 1811 gli conferisce il titolo col nome di Enrico I.

Il suo unico figlio vivente, Jacques-Victor Henry, divenne suo erede col titolo di Principe reale di Haiti.Christophe costruì per sé sei castelli, otto palazzi, fra cui uno che era la riproduzione esatta del castello di Potsdam, la reggia di Fede­rico il Grande di Prussia, e gli diede lo stesso nome: Sans-Souci, e la massiccia Citadelle Laferrière, un capolavoro di ingegneria militare dell'epoca, una grande fortezza situata sulla cima di una collina nella parte settentrionale di Haiti, circa 25 chilometri a sud della città di Cap-Haïtien.

Si tratta della più grande fortezza di tutto l'emisfero boreale e dal 1982 è inclusa nell'elenco dei Patrimoni dell'umanità dell'UNESCO.Uno dei suoi primi atti in qualità di sovrano fu l'istituzione della Parìa haitiana, con la creazione di 4 principi, 7 duchi, 22 conti, 40 baroni e 14 cavalieri, assegnando loro titoli nobiliari singolarissimi: conte di Limonata, duca di Mar­mellata, e così via.

Fondò anche un collegio armoriale, per la codifica degli stemmi per la nobiltà da poco creata.

Nonostante gli sforzi per promuovere l'educazione e stabilire un sistema legale, il cosiddetto Codice Henri, Christophe fu un monarca autocratico ed impopolare, il cui regno era in costante conflitto con il sud repubblicano.

L'opinione pubblica divenne sempre più insofferente a quelle che percepiva come politiche feudali, seppure intese a sviluppare la nazione.

Malato ed infermo, sebbene solo cinquantatreenne, Christophe si suicidò piuttosto che affrontare un colpo di stato.

Il figlio adolescente non ebbe il tempo di prendere il potere perché il Paese era già in rivolta, fu ucciso dagli insorti nel palazzo di Sans-Souci dieci giorni dopo la morte del padre; la moglie e le figlie andarono in esilio in Italia.

Cristophe fu sepolto alla Citadelle Laferrière.

tutti pazzi per la Civita

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