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Arturo Ferrarin, aviatore, nasce il 13 febbraio 1895 a Thiene, in provincia di Vicenza, nel Veneto, e muore a Guidonia Montecelio, 18 luglio 1941 mentre collaudava un velivolo sperimentale.

Dopo aver preso parte alla prima guerra mondiale come valoroso pilota da caccia, nel 1920 acquistò fama mondiale con il raid Roma - Tokio, compiuto con il tenente Guido Masiero a bordo di un velivolo S.V.A.9 della Regia Aeronautica.

Nel 1920 le autorit√† giapponesi resero grandi onori all'italia¬≠no Arturo Ferrarin, che aveva guidato un'avventurosa trasvolata di circa 18.000 km da Roma a Tokio con un biplano Ansaldo S.V.A. 9, effettuata in 106 giorni e con mezzi di fortuna: la bussola, ad esem¬≠pio, gli era stata regalata all'ultimo momento da un pilota belga, la carta di navigazione era un atlante sottratto in un Ministero e la te¬≠la delle ali si era lacerata ed era stata ricucita in pi√Ļ punti.

Continuò a partecipare a numerose gare ed esibizioni.

Il 5 luglio 1928, con il capitano Carlo Del Prete, a bordo di un idrovolante Savoia-Marchetti S.64, conquista il primato mondiale di durata di volo in circuito chiuso: 7 666 km in 58 h 37 min, ed il primato di distanza senza scalo da Guidonia Montecelio a Touros, in Brasile, percorrendo in 49 h 19 m 7 188 km.

Per questa impresa fu decorato di medaglia d'oro al valore aeronautico e ricevette numerose onorificenze straniere.

Descrisse i suoi raid nel libro del 1919, ‚ÄúVoli per il mondo‚ÄĚ.

Il 14 luglio 1935 durante l'ammaraggio all'Idroscalo di Genova, alla guida di un Savoia-Marchetti S.80 di proprietà di Giovanni Agnelli, urta un ostacolo ribaltandosi.

Ferrarin rimane indenne, il passeggero, Edoardo Agnelli, muore sul colpo.

Vedi anche: Guido Masiero; Carlo Del Prete;

tutti pazzi per la Civita

 

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