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Nicola RomeoNicola Romeo, ingegnere e imprenditore italiano, fondatore dell’Alfa Romeo, nasce il 28 aprile 1876 a Sant’Antimo, un comune della provincia di Napoli, in Campania, e muore a Magreglio, il 15 agosto 1938.

I genitori, Maurizio e Consiglia Taglialatela, sono di origine lucana, di Montalbano Jonico, che gli ha dedicato una via.

Le modeste condizioni della famiglia lo costrinsero a recarsi a piedi dal suo paese natale all'istituto tecnico che frequentava a Napoli e a dare ripetizioni per mantenersi agli studi.

Negli studi superiori ebbe modo di avvicinarsi e di raggiungere grande dimestichezza con le discipline matematiche anche grazie al padre, maestro elementare, che lo indirizzò sapientemente negli studi.

Conseguita nel 1899 la laurea in ingegneria, presso il politecnico di Napoli (oggi facoltà di ingegneria dell'Università degli Studi di Napoli Federico II), a soli 23 anni, si trasferì a Liegi, in Belgio, dove si laureò in ingegneria elettrotecnica.

Dopo diversi tentativi di trovare lavoro presso varie società europee, gli venne offerto un posto di capostazione a Tivoli presso Roma, ma l'ingegnere rifiutò.

Tornato in Italia lavorò come rappresentante di industrie belghe che esportavano macchinari.

Nel 1911 fondò la "Società in accomandita semplice Ing. Nicola Romeo e Co." per la produzione di macchinari per le attività estrattive.

Intanto nel 1909 gli stabilimenti di Portello presso Milano della "Società italiana di automobili Darracq" erano stati rilevati da un gruppo di imprenditori che avevano fondato l'"Anonima Lombarda Fabbrica Automobili" (A.L.F.A.), e nel 1915 da Nicola Romeo, che li riconvertì alla produzione bellica.

Con l’aiuto dei suoi potenti impianti di aria compressa, Nicola Romeo approntò nel 1916 la famosa esplosione del Col di Lana.

Dopo la fine della guerra nel 1918 la società, che aveva assorbito anche le "Costruzioni Meccaniche di Saronno", le "Officine meccaniche Tabanelli" di Roma e le "Officine Ferroviarie Meridionali" di Napoli cambiò nome come "Società anonima Ing. Nicola Romeo e Co."

L'azienda dovette affrontare i problemi della riconversione post-bellica e della recessione e ottenne aiuti dal "Consorzio sovvenzioni sui valori industriali".

La società aveva come obiettivi la produzione di diversi tipi di veicoli e macchinari, ma di fatto si specializzò nelle autovetture e conseguì una notevole fama per i suoi successi sportivi.

Lo stabilimento di Portello riprese a produrre automobili progettate dal tecnico Vittorio Jano, che precedentemente aveva lavorato alla FIAT.

Le vetture furono commercializzate con il marchio Alfa Romeo, dopo una battaglia legale per il nome "Alfa" con i vecchi proprietari della fabbrica.

Nel 1920 nacque la Torpedo 20-30 HP ES e nel 1923 il modello RL, con cui il pilota Ugo Sivocci, conquistò la prima delle dieci vittorie nella Targa Florio.

Nel 1924 è presentata la P2.

L'azienda si occupava anche di elettrificazione delle ferrovie e costruzione di locomotive elettriche negli stabilimenti di Saronno.

In particolare è nota la sua collaborazione coll'ingegner Kálmán Kandó, pioniere della trazione elettrica ferroviaria in Europa.

Nel 1926 fu fondata a Pomigliano d'Arco, presso Napoli, una fabbrica di aeroplani.

Negli anni 1920 una seconda crisi si ebbe per il fallimento della Banca Italiana di Sconto che deteneva la maggioranza delle azioni.

La necessità di drastici cambiamenti per il salvataggio dell'azienda fece degradare i rapporti tra Nicola Romeo e gli altri soci e l'ingegnere lasciò l'impresa nel 1928.

Nel 1929 verrà nominato senatore del Regno.

Oltre che imprenditore e industriale l'ingegner Romeo si occupò in campo scientifico di problemi di geometria pura.

Fu inoltre molto attivo nelle opere di beneficenza e fondò e sostenne un asilo infantile nel suo paese natale.

Aveva sposato la portoghese Angelina Valadin ed ebbe 7 figli: Maurizio, Edoardo, Nicola, Elena, Giulietta, Piera ed Irene.Il 15 agosto del 1938 si spense nella sua casa di Magreglio, sul lago di Como.

Vedi anche: Ugo Sivocci, Vittorio Jano, Targa Florio, Col di Lana,

tutti pazzi per la Civita

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