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André-Hercule de Fleury, cardinale e politico francese, nasce il 22 giugno 1653 a Lodève, città della Francia, nel dipartimento dell'Hérault, nella regione della Linguadoca-Rossiglione, e muore a Issy-les-Moulineaux, comune francese nel dipartimento dell'Hauts-de-Seine, nella regione dell'Île-de-France, il 29 gennaio 1743.

Papa Benedetto XIII lo eleva al rango di cardinale nel concistoro dell'11 settembre 1726.

Figlio di un piccolo funzionario delle Finanze, si reca a studiare a Parigi.

Nel 1679 è ordinato sacerdote e il suo mecenate, il cardinale Bonzi, lo fa assumere come cappellano per la regina, Maria Teresa d'Austria

Alla morte del cardinale Bonzi, nel 1683, divenne cappellano del re Luigi XIV.

Aderendo alla politica religiosa di Luigi XIV, è contro i giansenisti.

Fleury era molto devoto al re ma aspirava a un vescovado, sempre negatogli.

Nel 1698 finalmente ottiene la diocesi di Frejus, “alla fine del mondo” per cui risiede stabilmente a Parigi, e alla corte e diventa precettore del giovane Luigi XV, guadagnandone rapidamente la sua fiducia.

Nel 1726 subentra al Duca di Borbone, come primo ministro di Luigi XV.

Ordinato cardinale, governa la Francia fino alla morte, senza una vera opposizione, e la disperazione dei ministri per la sua longevità. 

Svolge con saggezza il suo ruolo, aiutato dal Controllore generale Orry, risparmia denaro e saldi di bilancio senza correggere eventuali abusi. 

Fa accettare al parlamento di Parigi e ai vescovi la condanna papale dei giansenisti, alternando diplomazia insinuante e misure di forza. 

In politica estera ha voluto mantenere la pace, ma l’entourage del re, avido di gloria militare, gli fece accettare la guerra di successione della Polonia, completato nel 1738 con la cessione della Lorena alla Francia, e quella austriaca, che non vedrà la fine.

Il 29 gennaio 1743 muore nella sua casa di Issy, piena di opere d'arte. 

Solo il re lo pianse.

tutti pazzi per la Civita

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