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Mino DamatoMino Damato, giornalista, nasce il 1¬į dicembre 1937 a Napoli, e muore il 16 luglio 2010

Dopo l'esperienza nella carta stampata, Mino Damato era diventato inviato per la Rai, realizzando molti servizi per il Tg1 da zone di guerra, come la Cambogia, il Vietnam, l'Afghanistan da dove ha realizzato la prima diretta televisiva durante l'invasione sovietica.

Giornalista professionista dal 1965, è entrato alla RAI nel 1968 e ha fatto parte della redazione del TG1, realizzando tra l'altro vari reportage dalle zone di guerra.

Negli anni settanta è stato autore e conduttore delle trasmissioni televisive Avventura, Racconta la tua storia, In viaggio tra le stelle e TAM TAM.Nel 1983, in collaborazione con Enrica Bonaccorti, conduce  il programma di approfondimento quotidiano Italia sera.

Ha condotto l'edizione 1985/1986 di Domenica In, affiancato da Elisabetta Gardini, Gina Lollobrigida, il Trio Lopez-Marchesini-Solenghi.

Dagli anni Settanta agli anni Ottanta è stato autore e conduttore di trasmissioni come Avventura, Racconta la tua storia, In viaggio tra le stelle e ancora Tam Tam, Italia Sera, Domenica In... - programma di cui si ricorda una sua camminata a piedi scalzi sui carboni ardenti - e Esplorando.

Dal 1988 al 1990 ha ideato, realizzato e condotto Alla ricerca dell'Arca, trasmissione che ha ricevuto 3 Telegatti. Nel 1991 per Telemontecarlo ha ideato, realizzato e condotto, Incontri Televisivi con la direzione fotografica di Vittorio Storaro. Nel 1992 per Retequattro ha ideato, realizzato e condotto, Incontri sull'Arca con la direzione fotografica di Vittorio Storaro e la scenografia di Dante Ferretti.

Assente da tempo dal piccolo schermo, negli ultimi anni si era impegnato nella lotta contro l'Aids e nel campo del volontariato e della solidarieta'. Nel 1995 ha creato la Fondazione Bambini In Emergenza per occuparsi dei bambini abbandonati e malati di Aids, dopo aver adottato una bimba romena ammalata e morta nel 1996 a nove anni.

"Mino era un uomo che guardava in alto cercando la sua luna senza fare come quelli che si fissano il dito. Il suo sogno era quello di poter interpretare questo mondo scoprendone di nuovi, sia che fossero nello spazio - quello spazio da lui tanto amato e che simboleggiava il futuro e dunque la speranza -; sia che scavasse con gli occhi e con la coscienza nei drammi della storia contemporanea".

E' il ricordo dei familiari di Mino Damato, popolare giornalista e conduttore tv, scomparso venerdì pomeriggio. Tra i drammi indagati da Damato, i familiari citano "quelli dell'assurdità delle guerre, che lui ha testimoniato in prima persona e quelli individuali che lo hanno portato a scegliere con amore assoluto la sorte dei bambini meno privilegiati.

Si rispecchiava negli occhi di Andreia, la piccola romena, che, per una scelta non formale ma di cuore, diventò sua figlia e la cui breve esistenza illuminò la sua, anche quando gli occhi di Mino lasciavano trapelare la sua malinconia". Damato, sottolinea ancora la famiglia, "ha molto vissuto da esploratore e pioniere mediatico, scientifico e anche politico e si è esposto al giudizio e alle critiche, spesso ingiuste, che vengono indirizzate solo a chi non vive di conformismo e banalità.

Ha sempre indicato una strada davanti a s√©. Non tutti hanno avuto il coraggio di seguirla. La sua solitudine √® stata un segno distintivo di questi tempi aridi". "'Guardare oltre con coraggio, determinazione e passione' √® l'esempio che ha lasciato a tutti noi. Qualunque sia la meta da raggiungere, anche quella pi√Ļ desiderata, ci sono viaggi che vorresti non finissero mai.

Per Mino e per tutti quelli che gli vogliono bene - concludono - questo viaggio non avrà mai fine".

tutti pazzi per la Civita

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