Pin It

Mauro Febbo, assessore regionale alle Politiche Agricole e allo Sviluppo Rurale, 50 anni, sposato con Wanda, una figlia ventitreenne, Federica, ra¬≠gioniere tributarista, titolare di un av¬≠viato studio, fa politica da quando aveva tredici anni, con l'iscrizione al Fronte della Giovent√Ļ.

Un percorso, quello compiuto finora, sempre im¬≠prontato alla coerenza: dal Fronte della Giovent√Ļ al Movimento So¬≠ciale, poi Alleanza Nazionale e infine il Pdl.

"In politica devono contare ideali e valori - dice Mauro Febbo - e se sono essi a guidare il tuo impe­gno, come dovrebbe sempre es­sere, la coerenza non è mai un problema, ma una scelta conse­guente, naturale, perché è nelle cose".

Come pubblico amministra­tore ha guadagnato già un impor­tante bagaglio di esperienze.

Giovanissimo fu chiamato da Nicola Cucullo, eletto sindaco stravol­gendo ogni pronostico, ad occu­pare il ruolo di assessore alle Finanze.

" II Comune era stato dichiarato in dissesto e il sindaco Cucullo mi chiamò, malgrado la mia giovane età, ad un compito difficilissimo: risa­nare le finanze senza gravare la città fino a condizionarne l'attività e lo svi­luppo. Fu una esperienza certa­mente formativa. Il Comune usci dal dissesto molto prima di altre città che avevano subito la stessa sorte".

Furono i risultati ottenuti come asses­sore al Comune di Chieti a spianargli la strada alla candidatura alla presi­denza della provincia di Chieti. Nel 1999 vinse la competizione elettorale e venne eletto presidente. "Cinque anni intensi, lavorati, ed anche con risultati importanti raggiunti".

Ricandidato alla presidenza nel 2004 Febbo venne battuto da Tommaso Coletti. Le ragioni di un mancato successo furono diverse, e non è questa la sede giusta per esami­narle, ma Mauro Febbo porta come una medaglia il riconoscimento avuto dall'ex presidente del senato Franco Marini, uno dei soci fondatori del Pd, un avversario quindi, che ebbe a dichiarare pubblicamente che lo considerava il "migliore am­ministratore che la destra aveva in Abruzzo".

Ed infatti la sua parte poli­tica si guardò bene dal metterlo da parte dopo la sconfitta. Intanto in Provincia è restato come capo­gruppo del Pdl, continuando il suo impegno politico come oppositore, ma poi ha avuto un grandissimo per­sonale successo alle elezioni regio­nali del 14 e 15 dicembre di due anni fa: venne infatti eletto, nelle fila del Pdl, con oltre diecimila voti di prefe­renza. Il resto è storia recente.

Storia di un assessore impegnatissimo su vari fronti, legati alle sue molte dele­ghe, che riguardano l'agricoltura, la pesca, l'ambiente, l'emigrazione e tutte le situazioni collegate a questi settori.

"Molti impegni, certo, ma fa parte del gioco che ho scelto di fare. Non è proporre demagogia, al­meno per me, ricordare sempre che la politica è servizio da rendere. Se ci sono problemi seri e gravi, come pur­troppo ci sono anche nei settori che il presidente Chiodi mi ha affidato, ho il dovere di tentare di risolverli, senza misurare l'impegno. Si deve la­vorare fino a quando non si arriva al risultato. Questo è da sempre il mio modo di interpretare la politica, in nome e per conto dei cittadini, qual-siasi sia il ruolo di loro rappresentanza che mi è stato affidato".

Per gentile concessione di ‚Äúil PRIMO‚ÄĚ, periodico diretto da Gino Di Tizio

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna