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Adolphe Sax inventore, nasce il 6 novembre 1814 a Dinant, e muore a Parigi, il 7 febbraio 1894.

Adolphe è ancora qui, nella via che ora porta il suo nome, seduto su una panchina davanti al numero 37 dove è nato quasi due secoli fa.

di Marco Zatterin*

Ha un aspetto severo che ricorda Giuseppe Verdi, se non fosse per lo strumento che stringe in grembo come fosse un figlio.

Il sassofono fuso nel metallo pesante rende meno grave la figura, al fianco della quale si siedono rapidi i pochi turisti che sfidano la pioggia sottile dell'autunno belga che sembra già quasi inverno.

Una foto abbracciati alla venerata statua scura, tutti magari intenti a chiedersi come sia stato possibile che quel signore con la barba nato a Dinant, all'ombra della cittadella che difendeva il ponte sulla Mosa, sia riuscito a modellare con uno degli ottoni pi√Ļ rivoluzionari in cui uomo abbia mai soffiato.

Adolphe Sax, Antoine-Joseph Sax, inventore. Nasce il 6 novembre 1814 a Dinant, e muore a Parigi, il 7 febbraio 1894.E’ stato un inventore e costruttore di strumenti musicali belga. Deve la sua fama soprattutto all'invenzione del sassofono nel 1841 e brevettato il 22 giugno del 1846.

Il sassofono, saxofono, o, semplicemente, sax è uno strumento musicale ad ancia semplice della famiglia degli aerofoni.

Il sassofono è inserito nella famiglia dei legni poiché, nonostante il corpo dello strumento sia normalmente di metallo (spesso di ottone, motivo per cui viene spesso impropriamente inserito tra gli ottoni), l'emissione del suono è provocata dalla vibrazione di un'ancia, costruita in legno.

Inoltre, la lunghezza della colonna d'aria (e quindi l'altezza del suono prodotto) viene modificata attraverso dei fori sul corpo dello strumento (controllati da chiavi). Ha avuto una grandissima e veloce espansione in moltissimi generi musicali grazie alle sue doti di espressività e duttilità.

¬ęNon suonarlo, lascia che sia lui a suonare te¬Ľ, amava ripetere il jazzista americano Charlie Parker, apostolo del culto del sassofono.

A suo modo, e non senza falsa modestia dato il talento sregolato dell'uomo, la frase di ¬ęBird¬Ľ riproduceva la teoria elaborata intorno ai trent'anni da Antoine-Joseph Sax, detto Adolphe: ¬ęIl timbro di un suono sia determinato dalle proporzioni della colonna d'aria piuttosto che dal materiale del corpo che la contiene¬Ľ.

Era figlio d'arte, sin da ragazzo aveva lavorato nella bottega del padre, gran progettista di clarinetti e fagotti.

Nel 1840, a 26 anni, concepì un concetto ibrido sposando l'ancia del clarino, le chiavi dell'oboe e del flauto, e il cono di metallo.

Gli parve straordinario e gli diede il suo nome. Saxophone!

Centosettanta anni pi√Ļ tardi il Belgio ha deciso di celebrarlo come si deve.

C'è orgoglio nell'evento, ma non si può fare a meno di pensare che anche il senso di colpa giochi un ruolo nella grande festa annunciata in memoria di Monsieur Sax.

Il geniale Adolphe visse poco a Dinant, aveva meno di un anno quando nel 1815 Guglielmo I d'Orange lo fece trasferire a Bruxelles, designandolo quale fornitore ufficiale di strumenti per l'esercito.

Fu nella capitale belga che Adolphe immaginò le sue creature sonore. Eppure il successo arrivò solo a Parigi, dove si trasferì nel 1842 e morì nel 1894, povero in canna dopo una lunga serie di costose dispute per difendere il suo modello registrato.

In riva alla Senna il sassofono decoll√≤ verso gloria. Sax brevett√≤ una famiglia di quattordici versioni diverse e l'incontro col compositore francese Hector Berlioz gli regal√≤ la popolarit√† che cercava, elogiando pi√Ļ volte lo strumento, a partire da un celebre articolo del giugno 1842 fino al lusinghiero capitolo dedicato al sassofono nel celebre "Trattato di strumentazione".

Adottato dalle orchestre e poi dalla bande militari, lo strumento è diventato indispensabile col jazz nel secondo dopoguerra ed è rinato col rock. Oggi anima un universo che spazia da Parker a Bill Clinton, passando per Wayne Shorter (Weather Report), Fausto Papetti (trash italico anni settanta) e Zoot, il sassofonista coi capelli in genere blu del Muppet show. Mica poco.

E' anche per questo che la piccola Dinant - ¬ęCitt√† della Musica¬Ľ - prova a riappropriarsi del suo figlio, organizzando di concerti ed eventi (Europ'A. Sax, 1-13 novembre) e inaugurando nella giornata finale il museo della ¬ęMaison Sax¬Ľ, nella quale il nostro eroe non ha veramente vissuto o lavorato.

Non un dettaglio, sebbene l'ambiente sia intrigante e composito. L'edificio è stato svuotato e ripensato. Sulla strada sette alti totem sassofonici in altrettante tonalità, dal contrabbasso al sopranino. Il piano terra è angusto, le luci soffuse.

Sul pavimento l'architetto ha disegnato un sax di otto metri. Tre stanze in tutto, foto, progetti, brevetti, strumenti dalle fogge che il profano troverà impensabili. In fondo quattro grandi pagine mobili dal quaderno dell'inventore. Suoni e suggestioni moderne incastrate nel passato.

Poco? Intanto, è gratis.

E poi è la chiave di un percorso armonioso che conduce alla vicina Maison della Pataphonie, dove gli strumenti si possono suonare davvero.

Il severo Adolphe potrebbe trovar il tutto divertente. Era un uomo di spirito, si racconta, come il suo strumento.

Certo gli sarebbe piaciuta la scusa con cui Jack Lemmon in versione Dafne cerca di smarcarsi dall'appiccicoso Osgood in ¬ęA qualcuno piace caldo¬Ľ. ¬ęHo un passato terribile - dice - ho vissuto per tre anni con un sassofonista¬Ľ. Forse pensava a Parker morto di vizi.

Oppure al suono di uno strumento che, come pochi altri, cambia le vite senza possibilità di ritorno. Sax, potendo, avrebbe sottoscritto entrambe le versioni.

*www.lastampa.it

tutti pazzi per la Civita

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