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Andrea Bafile, eroe, nasce il 7 ottobre 1878 a Monticchio, frazione dell’allora comune di Bagno, poi confluito nel comune dell’Aquila, e muore nel Basso Piave l’11 marzo 1918

Primo dei dodici figli del medico Vincenzo e di Maddalena Tedeschini-D'Annibale, fratello del cardinale Corrado, studiò presso la Regia Accademia Navale di Livorno e ne uscì, il 21 dicembre 1899, col grado di guardiamarina.

Ufficiale della Regia Marina dal 1902, venne promosso tenente di vascello nel 1907.Direttore dell'armamento della nave militare Quarto dal 1911, si distinse per aver eroicamente salvato l'imbarcazione da un incendio che rischiava di farla esplodere: l'atto gli valse la medaglia d'argento al valor militare conferitagli il 27 luglio 1913 da Vittorio Emanuele III.

Rinunciò alla promozione a capitano di corvetta e ad un incarico presso lo Stato Maggiore per poter continuare ad imbarcarsi sui navigli leggeri: prese parte alla preparazione dell'impresa delle Bocche di Cattaro guidata dal maggiore Armando Armani e da Gabriele D'Annunzio.

Comandante del Battaglione di fucilieri Monfalcone e poi del Battaglione d'assalto Caorle nel Reggimento San Marco, durante la Prima guerra mondiale partecipò alla difesa di Venezia, minacciata dagli austriaci dopo la disfatta di Caporetto: riuscì ad oltrepassare il Piave con altri quattro marinai ma, nel riattraversare il fiume, nei pressi di Cortellazzo, una frazione del comune di Jesolo, fu scoperto e ucciso.

La tragica fine di Andrea Bafile suscitò grande emozione nell'opinione pubblica e segnò profondamente l'animo degli uomini al fronte: all’indomani della sua morte, il Capitano di vascello Alfredo Dentice di Frasso avanzò la proposta di conferire una Medaglia d'oro alla memoria.

Il 9 aprile 1918 il Battaglione Monfalcone venne reintitolato ad Andrea Bafile, prima medaglia d'oro del reggimento.

Dal 20 settembre del 1923 le sue spoglie mortali riposano in un sacrario scavato fra le rocce della Majella a Bocca di Valle, presso Guardiagrele, in provincia di Chieti, realizzato a partire dal 1920 per commemorare i caduti abruzzesi della prima Guerra mondiale.All’Aquila gli è stato intitolato il Liceo Scientifico.La Marina Militare ha intitolato nel 1968 alla sua memoria una nave da sbarco.

Gli è stata intitolata la Compagnia Operazioni Speciali Reggimento San Marco.

Il riconoscimento più prestigioso fu senza dubbio l'assegnazione della Medaglia d'oro al valor militare alla memoria, con la seguente motivazione:

«Comandante di un battaglione di marinai, mentre preparavasi una operazione sull’estrema bassura del Piave, volle personalmente osare un’arrischiata ricognizione tra i canneti e i pantani della sponda sinistra perché, dallo strappato segreto delle difese nemiche, traesse maggiore sicurezza la sua gente. Tutto vide e frugò, e sventato l’allarme, già trovava riparo, quando notò la mancanza di uno dei suoi arditi. Rifece allora da solo la via perigliosa per ricercarlo e, scoperto poi dal nemico mentre ripassava il fiume, e fatto segno a vivo fuoco, veniva mortalmente ferito. Guadagnata la sponda destra in gravissime condizioni, conscio della fine imminente, con mirabile forza d’animo e completa lucidità di mente, riferiva anzitutto quanto aveva osservato nella sua ricognizione, e dirigendo ai suoi infiammate parole, atteggiato il volto a lieve sorriso che gli era abituale, si diceva lieto che il suo sacrificio non sarebbe stato vano. E passò sereno qual visse, fulgido esempio delle più elette virtù militari, coronando con gloriosa morte una vita intessuta di luminoso coraggio, di fredda, consapevole e fruttuosa audacia, del più puro eroismo.»— Basso Piave, 12 marzo 1918.

tutti pazzi per la Civita

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