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Giovanni Martini, patriota, nasce il 28 gennaio 1852 a Sala Consilina, comune della provincia di Salerno, in Campania, e muore a New York City, 27 dicembre 1922.

È stato un patriota e militare italiano naturalizzato statunitense, noto per essere l'unico sopravvissuto della colonna di Custer alla battaglia di Little Big Horn.

Le scarse notizie biografiche sui primi anni di vita di Giovanni Martini crearono una sorta di contesa dei natali tra il comune salernitano di Sala Consilina e quello imperiese di Apricale.

Secondo alcuni ricercatori la figura del futuro trombettiere era da ricercare nella persona di Giovanni Battista Martini, nato ad Apricale, località della provincia di Imperia, in Liguria, nel 1853 dai genitori Giacomo e Giovanna Barberis, mentre un'altra fronte di storici sosteneva la tesi delle origini salesi del Martino identificandolo con un certo Giovanni Crisostomo Martino, un trovatello nato nel 1852 e lasciato nella Ruota dei Prjetti.

C'è da dire, inoltre, che negli anni altre località del nord Italia hanno rivendicato la natalità del combattente, in quanto il cognome Martini, largamente diffuso in questa zona geografica, poteva essere associato ad altrettanti omonimi nati tra il 1851 e il 1853.

La svolta definitiva e chiarificatrice è arrivata il 18 settembre 2010 quando, dopo studi e ricerche approfondite del professor Giuseppe Colitti, presidente del Centro Studi Vallo di Diano di Sala Consilina, quest'ultimo ha annunciato il ritrovamento del nome Giovanni Crisostomo Martino in un atto di nascita del 1852 del registro misto dell'anagrafe salese.

La storia, ora pienamente accertata con documenti ufficiali, conferma quindi la natalità a Sala Consilina il 28 gennaio 1852. Abbandonato alla nascita verrà portato alla Ruota dei Prjetti dove verrà registrato dal sindaco Fedele Allegrio con il cognome Martino.

Allevato dalla famiglia della balia Mariantonia Botta, giovanissimo, nel maggio del 1866, si arruolò come tamburino, nel Corpo Volontari Italiani di Giuseppe Garibaldi e partecipò alla campagna in Trentino mentre l'anno successivo seguì nuovamente Garibaldi combattendo nella battaglia di Mentana.

Sul passato garibaldino di Giovanni Martino non vi sono riscontri certi.Emigrò negli Stati Uniti nel 1873 imbarcandosi a Glasgow nel mese di marzo sulla nave S.S. Tyrian.

Sbarcato a Castle Clinton a New York City, il 1º giugno 1874 Giovanni Martino, dopo aver anglicizzato il nome in John Martin, si arruolò nell’esercito statunitense come trombettiere firmando una ferma di cinque anni, e fu assegnato allo squadrone H sotto il comando del capitano Frederich Benteen del 7º Cavalleggeri del tenente colonnello George Armstrong Custer.

Dalle sue note personali matricolari risulta che era alto un metro e 68, occhi marroni, capelli neri e carnagione scura. Soldato disciplinato e volenteroso.

Il 25 giugno 1876 fu l’unico sopravvissuto della colonna di Custer nella celebre Battaglia del Little Big Horn combattuta tra la cavalleria statunitense e gli indiani sioux e cheyenne di Toro Seduto e Cavallo Pazzo.

Il tenente colonnello George Armstrong Custer, prima di attaccare il campo indiano di Cavallo Pazzo con i suoi 242 cavalleggeri, ordinò al trombettiere John Martin di correre a chiedere rinforzi alla colonna rimasta di retroguardia.Il tenente William W. Cooke, per timore che il giovane ragazzo di lingua italiana non avesse ben capito il senso del messaggio, pensò di metterlo per iscritto su un foglietto: “Benteen. Come on. Big Village. Be Quick. Bring Packs. W.W. Cooke PS Bring pacs”, che tradotto in italiano significa “Benteen vieni in fretta al Villaggio Grande e porta le munizioni”.

Il trombettiere John infilò il pezzo di carta nel guanto e partì in fretta.

Mentre si allontanava velocemente avvertì le prime scariche di fucileria, dall’alto della collina vide sbucare indiani da ogni dove, sentì dietro di sé le grida dei guerrieri che lo avevano individuato e che cercavano di colpirlo.

Si lanciò ventre a terra giù per il pendio e in poco più di un’ora riuscì a raggiungere il maggiore Benteen a cui consegnò il messaggio. L’impresa salvò la sua vita ma non quella del comandante, che fu trucidato dagli indiani con tutti i suoi uomini.

Tre anni dopo, il 7 ottobre del 1879, sposò Julia Higgins, diciannovenne di origine irlandese, da cui ebbe otto figli, il primo dei quali chiamato George in memoria di Custer. Continuamente intervistato da giornalisti e storici a riguardo dei fatti del Little Big Horn, restò nel 7º Cavalleggeri fino al 1887.

Promosso sergente fu trasferito in artiglieria, al 3º Reggimento, batteria G. Nel 1898 partecipò alla guerra ispano-americana per il possesso di Cuba.Fu congedato il 7 gennaio 1904 con il grado di primo sergente maggiore.

Gestì con la moglie un negozio di dolciumi nei pressi di un forte e poi fu impiegato come bigliettaio dalla metropolitana di New York presso la 103° Street Station.

Nel 1906 John e la moglie si separarono, lui si recò presso una figlia che viveva a Brooklyn. Il 27 dicembre 1922 morì investito da un camion e fu sepolto nel Cypress hill national cemetery di Brooklyn. 

tutti pazzi per la Civita

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