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Filiberto Scarpelli, giornalista, nasce il 29 giugno 1870 a Napoli, e muore a Roma il 29 agosto 1933

Nel febbraio del 1900, insieme con Marchetti, Montani, Tolomei e Yambo, fonda il giornale satirico "Il travaso delle idee" ispirato al foglio omonimo di un filosofo da strada, Tito Livio Cianchettini, il cui motto "Accidenti ai capezzatori!" appare nella testata della nuova rivista.

Lavorò anche come vignettista per "Il Popolo d'Italia", per "Numero", "Pasquino", il "Giornalino della domenica" e "Il Corriere dei Piccoli".

Partecipò al movimento futurista: è passata alla storia, in particolare, una celebre serata futurista alla quale egli intervenne al teatro Verdi di Firenze e che finì con due ore di ininterrotto lancio di frutta, ortaggi, uova ed altri generi alimentari contro Filippo Tommaso Marinetti, Giovanni Papini, Umberto Boccioni, Carlo Carrà, Ardengo Soffici, Aldo Palazzeschi e lo stesso Scarpelli.

Le urla ed i fischi del pubblico, inoltre, impedirono l'ascolto dei discorsi preparati dai "futuristi".

Morì, in circostanze tragiche, a Roma nel 1933.

Il figlio Furio ne segue le orme come sceneggiatore cinematografico.

tutti pazzi per la Civita

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