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Furio Scarpelli, sceneggiatore, disegnatore, nasce il 16 dicembre 1919 a Roma, dove muore il 28 aprile 2010.

Figlio di Filiberto Scarpelli, celebre fondatore del giornale umoristico Il Travaso delle idee e illustratore, affina nel tempo il proprio talento per il disegno e la scrittura satirica, iniziando, già prima della guerra, a lavorare per alcune riviste umoristiche.

Tale attività è ripresa con impegno, anche politico, nel 1945.

Fondatore con Michele Majorana e Italo De Tuddo del giornale anticlericale Don Basilio, lavora per diverse testate di satira, tra cui il Marc'Aurelio fucina di futuri talenti cinematografici, da Federico Fellini a Ettore Scola, da Bernardino Zapponi a Sandro Continenza, da Cesare Zavattini a Mario Camerini.

I più anziani Vittorio Metz e Marcello Marchesi lo cooptano insieme ad Agenore Incrocci (Age) nella stesura avventurosa di copioni per Totò.

Age e Scarpelli ne firmano numerosi, uno per tutti La banda degli onesti (1956), prototipo per due celeberrimi film che negli anni successivi scriveranno per Mario Monicelli: I soliti ignoti (1958) e L’Armata Brancaleone (1966).

Inizialmente indirizzati da un maestro quale Sergio Amidei e poi in assoluta indipendenza creativa, Scarpelli insieme ad Age, con cui forma la coppia storica Age & Scarpelli, opera con inesorabile vena nel filone di quella che sarà denominata la Commedia all'italiana, scrivendo storie, sceneggiature e dialoghi non solo delle altre pellicole più significative di  

Mario Monicelli (La Grande Guerra, 1959; Il medico e lo stregone, 1957; I compagni, 1963; Brancaleone alle crociate, 1970; Risate di gioia, 1960; Vogliamo i colonnelli, 1973; Romanzo popolare, 1974) ma anche di quelle dei maggiori registi del genere: da Pietro Germi (Sedotta e abbandonata, 1964; Signore e signori, 1965) a

Dino Risi (La marcia su Roma, 1962; I mostri, 1963; Il tigre, 1967; Straziami, ma di baci saziami, 1968; In nome del popolo italiano, 1971) da

Luigi Comencini (Tutti a casa, 1960; A cavallo della tigre, 1961; Il commissario, 1962; La donna della domenica, 1975) a

Ettore Scola (Dramma della gelosia - Tutti i particolari in cronaca, 1970; Riusciranno i nostri eroi a ritrovare l'amico misteriosamente scomparso in Africa?, 1968; C'eravamo tanto amati (film), 1974; La terrazza, 1980).Accanto a queste figurano ancora collaborazioni di rilievo, con

Eduardo De Filippo (Napoletani a Milano, 1953),

Mario Soldati (Policarpo, ufficiale di scrittura),

Antonio Pietrangeli (Nata di marzo, 1958),

Nanni Loy (Audace colpo dei soliti ignoti, 1960)

Guy Hamilton (I due nemici, 1961) e

Sergio Leone per il classico Il buono, il brutto, il cattivo.Nel 1965 l’esperienza hollywoodiana con

Alfred Hitchcock, per un film intitolato Le cinque R poi non realizzato .

Dal 1966 è membro dell'Academy of Motion Picture Arts and Sciences.

Una volta cessato il sodalizio con Age, Scarpelli prosegue l’attività autonomamente, “rivelando nella costruzione dell’intreccio e dei personaggi un’ambizione romanzesca”.

Scrive alcuni dei migliori copioni per

Ettore Scola (Ballando ballando, 1983; Maccheroni, 1985; La famiglia, 1987; Il viaggio di Capitan Fracassa, 1990; La cena, 1998; Concorrenza sleale, 2001) e anche per  

Giuliano Montaldo (Tempo di uccidere, 1989)

Carlo Lizzani (Celluloide, 1996).

Con la sceneggiatura de Il Postino, del 1994, scritta insieme al figlio Giacomo Scarpelli, che collaborerà con lui per vent’anni, si aggiudica la terza candidatura all’Oscar.

Nel 1996 torna a lavorare con Age, questa volta ad un musical, Bobby sa tutto, successo stagionale del Teatro Sistina di Garinei e Giovannini.

Intanto Scarpelli è diventato – insieme all’amico e collega Leo Benvenuti – un punto di riferimento per nuovi autori e registi. Nascono così i primi film di Marco Risi, Francesca Archibugi e Paolo Virzì.

Scarpelli stringe il rapporto con i giovani sceneggiatori dell’ANAC e del Centro Sperimentale di Cinematografia, dove insegna per anni.

Nel 2008 ha partecipato al documentario Il falso bugiardo dedicato all’amico sceneggiatore Luciano Vincenzoni e nel 2009 ha tenuto a battesimo l’esordio alla regìa di Stefania Sandrelli supervisionando il copione di Christine Cristina.

Negli ultimi anni si è andato riavvicinando alla passione e alla professione degli inizi della carriera: l’illustrazione e la narrativa per ragazzi. Il suo romanzo Opopomoz, da cui il film d’animazione di Enzo D'Alò, gli vale il Premio Elsa Morante.

Scrive inoltre il poema scherzoso in versi L’Armata Brancaleone ispirato al film di cui è autore con Age e Monicelli.

E dà inizio ad un “romanzo disegnato”, tutto di suo pugno, intitolato Passioni, tragicomica vicenda ambientata negli anni Trenta che apparirà postuma e da cui verrà tratto un film.

È scomparso nel 2010 all'età di 90 anni.

Vedi anche: Age; Filiberto Scarpelli

tutti pazzi per la Civita

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