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Edward Lear, scrittore e illustratore, nasce il 12 maggio 1812 a Londra, e muore a  Sanremo, il 29 gennaio 1888.

Scrittore nonsense, noto per i suoi limerick, spesso illustrava le sue stesse opere.

Ebbe un'adolescenza difficile (venti fratelli e un padre in prigione per debiti) e la vita turbata sin dalla giovinezza dalla malattia (era epilettico ed asmatico) ma presto cominciò a fare disegni o schizzi a carattere zoologico, che gli permisero di guadagnarsi da vivere nell'adolescenza.

In seguito fu ospite e dipendente del Conte di Derby, come pittore naturalista, dove scrisse i suoi limerick per divertire i figli del conte.

Tra il 1830 e il 1832 pubblicò una delle più belle opere illustrate, dedicate ai pappagalli: Illustrations of the family of Psittacidae, or Parrots, con 42 tavole litografate e colorate a mano da lui stesso.

È di questi anni la collaborazione di Lear con l'illustre ornitologo John Gould.

Edward Lear passerà buona parte della sua vita a viaggiare (grazie al lavoro, che gli permette di visitare luoghi più salubri), legandosi in particolar modo all'Italia: nel 1837 è a Roma, in seguito tra il 1842 e il 1846 percorre l'Abruzzo, Molise, la stessa campagna romana e la Ciociaria.

Nel 1847 progetta di visitare l'intera Calabria ma i moti di Reggio dell'ottobre 1847 gli permettono di vedere solo la provincia reggina.

Nel 1848 visita i dintorni di Melfi, il Vulture e l'alta Irpinia.

Durante tutti i suoi viaggi Lear produce numerosi resoconti illustrati tra cui il Journals of a Landscape Painter in Southern Calabria, resoconto del viaggio calabrese pubblicato a Londra nel 1852.

Quattro anni di lavoro gli permettono di raccogliere i suoi limerick corredati di illustrazioni nel celeberrimo libro "A Book of Nonsense" che pubblica nel 1846 dietro lo pseudonimo di Derry Down Derry.

L'opera nonsense di Edward Lear non si esaurisce nei limerick: Lear si dilettò a scrivere di botanica o alfabeti nonsense, che riunì nel libro Nonsense Songs, Stories, Botany and Alphabets, inverno 1870 a Sanremo, la sua ultima e stabile residenza.

tutti pazzi per la Civita