Pin It

Neil Armstrong, primo uomo sulla Luna, nasce il 5 agosto 1930 a Wapakoneta, nell’Ohio, e muore a Cincinnati il 25 agosto 2012

Armstrong, comandante della missione Apollo 11, aveva subito un intervento chirurgico di quadrulo bypass coronarico lo scorso 7 agosto, due giorni appena dopo aver compiuto 82 anni.

Il 6 un esame medico aveva rivelato la parziale occlusione nelle arterie che portano il sangue il cuore.

Nel luglio 1969, Armstrong comandò la missione di allunaggio Apollo 11.

Durante la fase di avvicinamento, Armstrong prese i controlli manuali del modulo lunare (LM) Eagle e lo pilotò fuori da una zona particolarmente rocciosa.

Il 20 luglio mette piede sulla luna

Le sue prime parole sono: «Houston, qui Base della Tranquillità. L'Aquila è atterrata.»

Quasi sette ore più tardi, è  il 21 luglio, esce dal LM e diventa il primo essere umano a camminare sulla Luna.

Tocca il suolo lunare alle ore 2:56 UTC con lo scarpone sinistro. Prima del contatto pronuncia «Questo è un piccolo passo per un uomo, ma un grande passo per l'umanità»

Dopo il pensionamento dalla NASA, Armstrong insegnò ingegneria all'Università di Cincinnati.

È stato membro delle commissioni che indagarono sull'incidente dell'Apollo 13 nel 1970 e dello Space Shuttle Challenger nel 1986.

Il 13 agosto 1969 il Presidente degli Stati Uniti Richard Nixon gli assegnò la Medaglia presidenziale della libertà, prestigiosa onorificenza civile.

Nel mese di novembre del 2011 gli era stata inoltre conferita la Congressional Gold Medal, massima onorificenza civile americana.

Armstrong, il comandante dell'Apollo 11, l'uomo che il 21 luglio del 1969 lasciò la prima impronta sulla Luna pronunciando la celebre frase «un piccolo passo per un uomo, un balzo gigantesco perl'umanità», era nato in un piccolo paese dell'Ohio, Wapakoneta, nel 1930.

La sua passione per l'aviazione era iniziata con un volo in aereo a soli sei anni, e quando nel 1950 scoppiò la guerra in Corea, il giovane Neil abbandonò gli studi all'università per diventare un pilota di marina,terminando quel conflitto con ben 72 missioni al suo attivo.

Dopo la guerra si specializzò nei test di nuovi aerei, come l'affusolatissimo X-15, che portò a 38 miglia di altezza, quasi nello spazio.

Armstrong entrò quindi a far parte del primo gruppo di astronauti civili in forza alla Nato: il primo volo, sulla Gemini 8 nel 1966, fu un mezzo disastro.

Solo la freddezza di Armstrong evitò che la navicella - un guasto a un propulsore iniziò a farla roteare a grande rapidità - evitò la tragedia.

Il comandante usò un sistema di riserva e la riportò sotto controllo, atterrando nel Pacifico. La missione per la Luna dell'Apollo 11 fu lanciata il 16 luglio 1969.

Neil aveva 38 anni, e con lui volarono nella storica impresa Buzz Aldrin e Mike Collins.

All'atterraggio, Armstrong disse un'altra frase entrata nella leggenda: «Houston, qui Base Tranquillità. L'Aquila è atterrata».

Dopo il trionfale allunaggio e il ritorno a terra, che coronarono il programma spaziale Usa lanciato da John F. Kennedy, Armstrong sparì di fatto dalla vita pubblica.

Lasciò la Nasa e andò ad insegnare ingegneria all'Università di Cincinnati; più tardi avrebbe fatto parte di consigli di amministrazione di varie aziende aerospaziali.

Armstrong ricomparve in pubblico per il 30mo anniversario dell'impresa dell'Apollo 11, quindi per il quarantennale, in occasione del quale lui, Aldrin e Collins furono ricevuti dal presidente Barack Obama.

Lo scorso novembre era stato insignito, insieme ai compagni, della Medaglia d'oro del Congresso, la più alta onorificenza civile statunitense.

All'inizio del mese si era sottoposto a un intervento di angio plastica per liberare una coronaria occlusa, e il decorso era apparso buono.

Della conquista della Luna disse: «La cosa più importante della missione Apollo fu di mostrare che l'umanità non è incatenata per sempre a un solo pianeta, e che le nostre visioni possono superare quel confine, e che le nostre opportunità solo illimitate».

 

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna