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 San Giovanni Battista, Giovanni il Precursore, asceta proveniente da una povera famiglia sacerdotale ebraica originaria della regione montuosa della Giudea e fondatore di una comunità battista che fu all'origine di alcuni movimenti religiosi del I secolo d.C. come la comunità giudaica non-rabbinica fondata da Gesù di Nazareth e le comunità gnostiche samaritane fondate da Dositeo, Simone Mago e Menandro.

Giovanni Battista, venerato da tutte le Chiese cristiane e considerato santo da tutte quelle che ammettono il culto dei Santi, è una delle personalità più importanti dei Vangeli.

Secondo il Cristianesimo, la sua vita e predicazione sono costantemente intrecciate con l'opera di Gesù Cristo; insieme a quest'ultimo, Giovanni Battista è presente anche nel Corano come uno dei massimi profeti che precedettero Maometto.

Morì intorno al 35 d.C

Fonte principale sulla vita e la figura del Battista sono i Vangeli.

Essi affermano che era figlio di Zaccaria e di Elisabetta, cugina di Maria, e fu generato quando i genitori erano in tarda età.

La notizia è interpretabile come a sottolineare l'eccezionalità del personaggio, figli di genitori anziani furono anche Isacco, figlio di Abramo, e, secondo tradizioni tarde, Maria.

La sua nascita fu annunciata dallo stesso arcangelo Gabriele che diede l'annuncio a Maria; quando questa andò a visitare Elisabetta, il nascituro balzò di gioia nel ventre materno.

Per aver conosciuto direttamente Gesù e per averne annunciato l'arrivo ancor prima che questi nascesse, Giovanni è ricordato come "il più grande dei profeti".

Luca lo colloca in un quadro storico ben preciso, donandoci nomi e cognomi dei protagonisti politici di quel tempo, riconducibile al periodo corrispondente agli anni 27 e 28 dopo Cristo, anno decimo quinto dell'impero di Tiberio.

In occasione della visita della cugina Maria, Elisabetta sarebbe stata nel sesto mese di gravidanza; questo ha permesso di fissare la nascita di Giovanni tre mesi dopo il concepimento di Gesù e dunque sei mesi prima della sua nascita.

Da Agostino sappiamo che la celebrazione della nascita di Giovanni al 24 giugno era antichissima nella Chiesa cattolica africana: unico Santo, insieme alla Vergine Maria, di cui si celebra non solo la morte (il dies natalis, cioè la nascita alla vita eterna), ma anche la nascita terrena e, per le Chiese d'Oriente, il concepimento fra il 23 e il 25 settembre.

Giovanni andò a vivere nel deserto, conducendo vita di penitenza e di preghiera, secondo la tradizione ebraica del voto di nazireato: "Giovanni portava un vestito di peli di cammello e una cintura di pelle attorno ai fianchi; il suo cibo erano locuste e miele selvatico".

Nei Vangeli è definito "voce di uno che grida nel deserto", in latino: vox clamantis in deserto.

Si discute tuttora sui possibili rapporti fra il Battista e la comunità giudaica degli Esseni, che vivevano in comunità monastiche nel deserto, aspettavano l'avvento del Messia e praticavano il battesimo come rito di purificazione.

La novità del battesimo di Giovanni, rispetto alle abluzioni di tipo rituale che già si conoscevano nella tradizione giudaica, consisteva nel preciso impegno di "conversione", da parte di coloro che andavano a farsi battezzare da lui.

Secondo alcuni vangeli apocrifi, in seguito alla morte della madre si sarebbe recato nel deserto dove fu istruito dagli angeli e uomini sapienti per la sua futura missione

Giovanni dichiarò più volte di riconoscere Gesù come il Messia annunciato dai profeti, ma il momento culminante fu quello in cui Gesù stesso volle essere battezzato da lui nelle acque del Giordano; in tale occasione Giovanni additò Gesù ai suoi seguaci come "l'agnello di Dio che toglie i peccati del mondo".

E sottolineò il proprio rapporto di dipendenza affermando: "Egli deve crescere e io invece diminuire".

Tuttavia risulta che molti continuarono a dirsi seguaci del Battista ancora a lungo.

La polemica fra discepoli del Battista e di Gesù sembra trasparire dai Vangeli nel passaggio in cui lo stesso Battista, pur convinto del carisma profetico di Gesù, non rimase altrettanto convinto della sua messianicità definitiva, tanto che, mentre era recluso nel carcere di Macheronte, inviò alcuni dei suoi più fidati discepoli a domandargli per suo conto se fosse Lui quello che doveva venire "o se si dovesse aspettare che venisse un altro Messia ancora".

«Gesù rispose: "Andate e riferite a Giovanni ciò che voi udite e vedete: I ciechi ricuperano la vista, gli storpi camminano, i lebbrosi sono guariti, i sordi riacquistano l'udito, i morti risuscitano, ai poveri è predicata la buona novella"»

Questa replica è rilevante poiché si basa, tramite esplicite citazioni, sui criteri di discernimento messianico indicati agli ebrei da Isaia

Gesù annuncia e decreta:

1.         la guarigione dei ciechi,

2.         la guarigione degli storpi (zoppi),

3.         la guarigione dei lebbrosi,

4.         la guarigione dei sordi,

5.         la risurrezione dei morti,

6.         la predicazione della buona novella ai poveri.

Rispetto però alla profezia dell'Antico Testamento, Egli aggiunge la guarigione dei lebbrosi e, soprattutto, rimpiazza "la libertà degli schiavi e la liberazione dei prigionieri" con la risurrezione dei morti, avvisaglia d'una salvezza procrastinata post mortem, escatologicamente.

Tant'è che, infatti, il Battista muore prigioniero in carcere.

Sta di fatto che Giovanni, dopo aver visto la manifestazione dello Spirito su Gesù, e avere udito la Voce del Padre che parlava di Gesù come dell'eletto, decise di non sciogliere la sua scuola e di non seguire Gesù come uno dei suoi discepoli.

Continuò invece la sua missione e si spinse a condannare il matrimonio tra Erode ed Erodiade, vedova di Filippo, i quali lo fecero incarcerare e decapitare.

«Dopo che il Battista fu giustiziato si formò un gruppo che invocava il suo nome e arrivò persino a identificarlo con il Messia, tramutandosi così in un rivale del cristianesimo nascente.»

Viceversa è Gesù stesso a dichiarare beato chi non si scandalizza di Lui.

Ed è sempre Lui che definisce il Battista, pur essendo il più grande tra i nati di donna, in quanto a carismi ricevuti dall'infanzia, fino al battesimo sul Giordano, "il minimo nel regno".

A testimonianza della grande importanza storica di quest'episodio, la precedente frase di Gesù su Giovanni Battista è riportata dall'apocrifo Vangelo di Tommaso, nel detto 46, nella maniera seguente: «Gesù disse: "Da Adamo a Giovanni il Battista, fra quanti nacquero da donna nessuno è tanto più grande di Giovanni il Battista da non dover abbassare lo sguardo.

Ma vi dico che chiunque fra voi diventerà un bambino riconoscerà il regno e diventerà più grande di Giovanni".»

Oltre a Paolo di Tarso e ai contrasti con la comunità gerosolomita guidata da Giacomo, a Giovanni Battista bisogna guardare per capire perché il cristianesimo e l'ebraismo hanno percorso nella storia due cammini diversi.

Paolo affermando la superiorità della grazia sulla legge, voleva solo liberare il messaggio cristiano dall'obbligo di seguire la cultura da cui era venuto.

Il Battista non potendo seguire Gesù, che aveva additato come l'Agnello di Dio, poiché fu arrestato da Erode e decapitato su richiesta di Erodiade, divenendo martire.

Egli non venne, comunque, meno alla sua missione eliatica di riconciliare il cuore dei padri con quello dei figli.

Il gruppo delle cosiddette colombe, che appartenevano al Sinedrio, come Nicodemo e Giuseppe di Arimatea, il Battista era dunque dichiaratamente uno dei grandi sostenitori di Gesù, e nei primi anni dopo la resurrezione di Gesù non vi era alcuna differenza tra ebraismo e cristianesimo, e gli apostoli si recavano al Tempio per pregare e presenziare ai riti come ogni altro ebreo praticante. L'unica differenza consisteva nel fatto che credevano che il Messia atteso da Israele fosse Gesù di Nazareth.

Il Battista morì a causa della sua predicazione.

Egli condannò pubblicamente la condotta di Erode Antipa, che conviveva con la cognata Erodiade; il re lo fece prima imprigionare, poi, per compiacere la bella figlia di Erodiade, Salomè, che aveva ballato ad un banchetto, lo fece decapitare.

La morte per decapitazione ha fatto sì che Giovanni Battista sia divenuto famoso anche come san Giovanni decollato.

La celebrazione del martirio di Giovanni Battista o celebrazione di San Giovanni Decollato è fissata al 29 agosto, probabile data del ritrovamento della reliquia della testa del Battista.

Molte chiese, luoghi di culto e città sono dedicate a questo santo.

Alcuni antichi salmi sostennero l'idea che Giovanni Battista fosse stato assunto in Cielo al tempo della Risurrezione di Cristo.

A tal proposito, Papa Giovanni XXIII, nel maggio del 1960, in occasione dell'omelia per la canonizzazione di Gregorio Barbarigo, ha mostrato la sua prudente adesione a questa "pia credenza" secondo la quale il Battista, come anche san Giuseppe, sarebbe risorto in corpo ed anima e salito con Gesù in Cielo all'Ascensione.

Il riferimento biblico sarebbe in Matteo 27, 52-53 «... i sepolcri si aprirono e molti corpi di santi morti risuscitarono. E, uscendo dai sepolcri, dopo la sua risurrezione, entrarono nella Città santa e apparvero a molti.».

Il culto di San Giovanni Battista si diffuse prestissimo in tutta la Cristianità; molte città ne presero il nome e numerose chiese sono state intitolate al Santo.

Un inno in suo onore diede a Guido D'Arezzo spunto per i nomi delle note musicali: Ut Re Mi Fa Sol La Si, ed è quindi patrono dei cantori. UT queant laxis - REsonare fibris - MIra gestorum - FAmuli tuorum - SOLve polluti - LAbii reatum - Sancte Johannes

Secondo la tradizione della Chiesa cattolica, il capo del Santo è ora conservato nella chiesa di San Silvestro in Capite a Roma.

La reliquia, pervenuta a Roma durante il pontificato di Innocenzo II (1130-1143), fino al 1411 veniva portata ogni anno in processione da quattro arcivescovi.

Un'altra tradizione affermava invece che la testa fosse custodita nella cattedrale d'Amiens, ma la veridicità della reliquia romana fu dimostrata da Oliviero Iozzi.

Il capo custodito a Roma è senza la mandibola, conservata nella cattedrale di San Lorenzo a Viterbo.

Nel Palazzo di Topkapi ad Istanbul sarebbero conservati la sua testa e il suo braccio.

Il piatto che secondo la tradizione avrebbe accolto la testa del Battista è custodito a Genova, nel Tesoro della cattedrale di San Lorenzo, assieme alle ceneri del Santo.

Una parte delle ceneri di San Giovanni Battista sono conservati cattedrale di san Lorenzo a Genova un altre parte nella antica chiesa del monastero delle Benedettine di Loano, ora chiesa della Confraternita dei Disciplinanti Bianchi.

Il braccio destro si trova nella cattedrale di Santa Maria Assunta di Siena, donato da Papa Pio II il 6 maggio 1464.

In precedenza tale reliquia era appartenuta a Tommaso Paleologo.

La Mano Destra di San Giovanni Battista è conservata in un reliquiario a Rapagnano e fu donata da Papa Giovanni XVII al Paese che gli diede i natali.

Due piccole reliquie si trovano nella chiesa Parrocchiale di San Giovanni Battista all'Olmo in Massaquano.

Una delle quali, conservata in un reliquiario d'argento, viene esposta e offerta al bacio dei fedeli nella ricorrenza della Decollazione del 29 agosto di ogni anno.

Nella Chiesa di San Gregorio Armeno a Napoli è custodito una piccola quantità di sangue di San Giovanni Battista dove è possibile vederlo in occasione delle due ricorrenze annuali del 24 giugno e del 29 agosto.

Un dito, donato dall'antipapa Giovanni XXIII, sarebbe conservato nel Museo dell'Opera del Duomo di Firenze, in quanto corredo della Cattedrale.

Altre reliquie sarebbero conservate a Damasco, nella Moschea degli Omayyadi.

Un dente e altre reliquie si conservano nella cattedrale di Ragusa, un frammento di osso nella Basilica di Vittoria, un altro dente insieme ad una ciocca di capelli a Monza.

Altre reliquie, una piccola quantità di ceneri "EX CINERIBUS", si trova a Chiaramonte Gulfi, nella chiesa Commendale dell'Ordine di Malta, altre invece a Pozzallo e nella Chiesa di San Giovanni Decollato a Nepi (VT), custodita dall'omonima Confraternita ed esposta in alcune cerimonie annuali.

Una piccola reliquia è custodita nella Basilica di San Giovanni dei Fiorentini a Roma e nella Chiesa Parrocchiale di San Giovanni Battista ad Aci Trezza.

Un frammento di osso nella Basilica di San Giovanni Battista a Monterosso Almo (RG).

tutti pazzi per la Civita

 

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