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Pasquale Celommi, pittore.  Nasce il 6 gennaio 1851 a Montepagano, e muore a Roseto il 9 agosto 1928

Viveva al suo paese natio, Montepagano, una frazione di Roseto degli Abruzzi, dove fu notato quand'era solo tredicenne da Camillo Mezzoprete, un facoltoso collezionista locale e pittore dilettante che fu il suo primo maestro e, soprattutto, il finanziatore dei suoi primi studi.

Nel 1873 vinse il concorso del pensionato artistico indetto dall’amministrazione provinciale di Teramo che gli permise di frequentare la Scuola libera del nudo istituita presso l’Accademia di Belle Arti di Firenze, dove ebbe come maestro Antonio Ciseri.

A Firenze, città in cui conobbe e sposò Giuseppina Giusti, nipote del poeta Giuseppe Giusti, e in cui nacque il suo primogenito Raffaello, Celommi rimase fino al 1881.

Tornato a Montepagano, libero dagli obblighi accademici, Celommi si accostò a quello che può a ragione definirsi Verismo regionale, trovando nella campagna abruzzese la sua prima fonte d'ispirazione.

Nell'ultimo ventennio dell'Ottocento Celommi si dimostrò un pittore molto prolifico e, diversamente da quanto fece in seguito, partecipò di frequente alle mostre, locali e non, come ad esempio la II Esposizione Operaia di Teramo del 1888, la mostra "Italo Americana" di Genova (Colombiana) del 1892 e la LXVI Esposizione di Belle Arti di Roma del 1895.

Dal 1900 l'artista, oltre ad avvalersi dell'aiuto del figlio Raffaello, lavorò in maniera continuativa per la galleria dei fratelli D'Atri di Roma e per alcune gallerie estere: la Winterstein di Vienna e le gallerie Bekerans di Monaco di Baviera e di Berlino, che gli assicurarono una buona commercializzazione delle sue tele nei paesi mitteleuropei.

Negli ultimi anni, pur non partecipando alle mostre o ad altre occasioni ufficiali, il pittore poté godere dell'attenzione costante della stampa italiana che ormai era solita definirlo "il pittore della luce".

All'inizio della sua carriera, dedicò principalmente alla realizzazione di tele o dal gusto prettamente accademico-classicista o d'atmosfera esotica di stile morelliano.

Il suo stile di pittura, con la maturità si evolvé diventando fortemente fedele al reale. Al contrario di quanto si può dire di opere posteriori, i quadri di inizio '900 mostrano una pennellata particolarmente pastosa e, nella maggior parte dei casi, un uso di colori scuri e 'pieni', comunque mai squillanti.

La produzione degli ultimi anni di Celommi è formata principalmente da pitture marine.

Queste sono tele in cui, rispetto ai suoi precedenti quadri, il pittore schiarisce i colori, alleggerisce la pennellata e, soprattutto, si dedica alla resa della luce naturale, dimostrando un'innata abilità nel riprodurre l'atmosfera delle albe e dei tramonti sul mare, tanto che, iniziò a sentirsi nel settore l'espressione: "Questo è un quadro alla Celommi".

Le marine di Celommi sono uno splendido spaccato di vita quotidiana; lungi da essere quadri paesaggistici, hanno sempre come protagonisti i pescatori.

tutti pazzi per la Civita

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