Pin It

Guido Boggiani, pittore, nasce il 25 settembre 1861 a Omegna, in provincia di  Novara da Giuseppe e da Adele Gené, e muore nel Paraguay nel 1902.

Nell'anno 1878 si iscrisse all'Accademia di Brera, dove rimase per circa due anni.

Successivamente passò alla scuola di Filippo Carcano, per il quale egli nutrì sempre una grandissima stima.

Nel 1881 presentò per la prima volta a Milano, all'Esposizione generale italiana, due paesaggi.

L'anno dopo espose alla Società Promotrice di Firenze una serie di vedute del Lago Maggiore e alla Mostra di Brera a Milano sedici opere, con le quali vinse uno dei premi.

Cominciò così ad acquistare ancora giovanissimo una certa notorietà che si consolidò nel 1883.

Alla Esposizione di Belle Arti di Roma il suo quadro “La raccolta delle castagne” fu acquistato per la Galleria Nazionale d'Arte moderna, dove tutt'ora si trova,  e all'Esposizione di Belle Arti di Milano vinse il premio principe Umberto con “All'ombra dei castagni”, nel 1911 di proprietà Edoardo Scarfoglio.

Si trasferì quindi a Roma e, attraverso Francesco Paolo Michetti, entrò in contatto con l'ambiente artistico e letterario raccolto intorno a Gabriele d’Annunzio, a Edoardo Scarfoglio e alla rivista Cronaca Bizantina.

Nel 1884 inviò alcuni quadri all'Esposizione Nazionale di Torino.

Nell'anno successivo venne eletto socio onorario dell'Accademia di Brera.

Nel 1887 espose a Brera e anche a Venezia “Gli ulivi a Francavilla a Mare”, “Sentiero presso il Lago Maggiore”, ”Villaggio sul Lago Maggiore”, ”Ortensie”.

Quindi, spinto - com'egli scrisse - da "una invincibile smania di vedere mondo nuovo e gente nuova, nuove terre e nuovi orizzonti" (Viaggi d'un artista..., 1895), nel novembre 1887 partì per l'Argentina.

Dopo essere stato per alcuni mesi a Buenos Aires, si trasferì nel 1888 nel Paraguay stabilendosi, a cominciare dal 1889, a Puerto Casado.

Da qui si recò più volte nell'interno del Chaco ancora non completamente esplorato e si trattenne ripetutamente presso alcune tribù della zona come i Chamacoco e i Caduvei.

Iniziò così la sua attività di esploratore e di etnologo.

Non smise però di dipingere, dedicandosi soprattutto al disegno e all'acquarello (un suo quadro del 1889, Foce del Rio Negro, si trova nella Galleria d'Arte moderna di Milano).

Dopo sei anni di permanenza nell'America meridionale, nel gennaio del 1893 ripartì per l'Italia, dove nello stesso anno ricevette dal governo l'incarico ufficiale di recarsi come delegato artistico all'Esposizione mondiale di Chicago.

Ritornato in Italia, si dedicò al riordinamento dei risultati del suo soggiorno americano.

Mancando di vera cultura scientifica, dovette applicarsi ad uno studio intenso per dare un significato ai dati e alle notizie raccolti durante i viaggi.

Tale lavoro, svoltosi nella sede del museo Kircheriano, si concretizzò in conferenze, relazioni pubblicate in diverse riviste e principalmente nella pubblicazione dei suoi due scritti più importanti: I Ciamacoco (1894) e Viaggi d'un artista nell'America Meridionale. I Caduvei (1895).

Queste due opere contengono la descrizione ampia e dettagliata dei caratteri somatici e psichici, delle culture, dei riti e delle abitudini di quelle tribù.

Di queste Boggiani cerca di stabilire la discendenza e le affinità discostandosi dalle opinioni di alcuni studiosi, quali il p. Azzara che cento anni prima aveva visitato e descritto quelle terre; l'autore in particolare nega la derivazione dei Ciamacoco dai Zamucos con considerazioni di carattere geografico, culturale e linguistico, particolarmente valide queste ultime, avendo Boggiani approfondito la conoscenza del linguaggio degli indigeni, come dimostra il suo Vocabolario dell'idioma guaná (1895).

Nel 1900 infine raccolse i suoi studi sulle popolazioni dei territori bagnati dal Paraguay in un breve Compendio de etnografia paraguaya moderna, che venne pubblicato ad Asunción, corredato di una carta della distribuzione territoriale delle tribù.

Nel 1894 Guido Boggiani riprese ad esporre: a Roma una serie di dipinti del periodo americano, a Milano un nuovo colossale quadro, Quies (disperso).

Sempre nel 1894 cedette la sua collezione etnografica, ricca di più di duemila pezzi, al Museo Kircheriano di Roma, oggi Pigorini.

Intanto aveva ripreso i rapporti con l'ambiente culturale romano, stringendo amicizia con la cerchia del Convito di Adolfo De Bosis.

Dal 12 luglio al 16 settembre 1895 partecipò ad un viaggio in Grecia organizzato da Edoardo Scarfoglio sullo yacht "Fantasia" assieme a Gabriele d'Annunzio, che lo ricorderà nelle Laudi, I, Maia, vv. 5125-5302, Félix Hubert d'Hérelle e Pasquale Masciantonio.

Durante il viaggio tenne un diario che avrebbe voluto pubblicare corredato di disegni e incisioni, ma che vide la luce solo nel 1965 per cura di P. Scotti.

Nel settembre dello stesso 1895 partecipò attivamente al secondo Congresso geografico italiano tenutosi a Roma.

Nel luglio dell'anno seguente ripartì per il Paraguay, dove si dedicò con sempre maggiore interesse agli studi scientifici, tanto che col tempo venne abbandonando quasi completamente la pittura. Un quadro del 1897, Rio Grande, si trova nell'Hotel Savoia di Sanremo; nel 1898 furono esposti a Torino: Frammenti (ForoRomano) e Sulle sponde del Rio Negro (opere disperse).

Dal Paraguay inviò spesso diversi articoli in Italia e inoltre cominciò a pubblicare sulla Revista del Instituto Paraguayo, da lui fondata nel 1897, una serie di saggi in spagnolo.

Nel 1897 compì una seconda spedizione presso i Caduvei, il diario è stato pubblicato da P. Scotti nel 1963, durante la quale raccolse un ricco materiale etnografico, ceduto in parte al Museum für Völkerkunde di Berlino e in parte alla Società geografica italiana, oggi al Museo Pigorini.

Si dedicò quindi con sempre maggiore interesse alla fotografia, raccogliendo un'importante documentazione (R. Lehmann-Nitsche, 1904), ancora oggi ampiamente utilizzata.

Nell'ottobre del 1901 decise, per completare alcuni studi, di compiere un'ulteriore spedizione all'interno del Chaco.

Dal 23 ottobre, data dell'ultima sua lettera scritta il giorno prima della partenza, non si ebbero più sue notizie: egli fu ritrovato assassinato, solo l'anno successivo.

L'opera pittorica del Boggiani, dispersa e difficilmente ricostruibile, una serie di dipinti si trova nel Museo di Pallanza, si inserisce senza particolare rilevanza nel quadro del paesaggio naturalistico lombardo sulla scia di Filippo Carcano.

Molto più importante è l'attività scientifica, tanto che i suoi studi di etnologia sono ancora oggi utilizzati e spesso citati

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna