Pin It

Mario Sironi pittore, nasce il 12 maggio 1885 a Sassari, da Enrico, ingegnere milanese, e Giulia Villa, fiorentina, e muore a Milano il 13 agosto 1961

Nel 1886 la famiglia si trasferisce. a Roma.

Nel 1898, a tredici anni, rimane orfano di padre.

Nel 1902 si iscrive alla facoltà di ingegneria, che abbandona l’anno dopo per una crisi depressiva.

Frequenta invece la Scuola libera del nudo di via Ripetta e lo studio di Balla, diventando amico di Boccioni, Severini e altri artisti.

Con Boccioni compie un viaggio a Parigi nel 1906.

Due anni dopo si reca in Germania, dove ritornerĂ  nel 1910-1911.

Intanto, nonostante le ricorrenti crisi nervose, inizia a dedicarsi all’illustrazione e alla pittura.

Nel 1913 aderisce al futurismo, dandone un’interpretazione soprattutto volumetrica.

Nel 1915 si trasferisce per qualche mese a Milano.

Allo scoppio della guerra si arruola nel Battaglione Lombardo Volontari Ciclisti e poi nel Genio.

Congedato nel 1919, si sposa a Roma con Matilde Fabbrini, con cui era fidanzato dal 1915.

La coppia, che avrà due figlie (Aglae, nel 1921, e Rossana, nel 1929), si separerà nel 1932 e l’artista si legherà, tra alterne vicende, a Mimì Costa.

Sempre nel 1919-1920 Sironi dipinge i primi paesaggi urbani.

La sua pittura si orienta verso forme potenti e sintetiche, di ispirazione classica, segnate però da una drammaticità moderna.

Margherita Sarfatti è tra i primi critici a segnalarlo.

Fin dal 1919, intanto, l’artista aderisce al fascismo.

Dal 1921 disegna illustrazioni per il “Popolo d’Italia”, con cui collabora fino al 1942 (dal 1927 al 1931 anche come critico d’arte).

Nel 1922 è tra i fondatori del Novecento Italiano.

Col gruppo, animato dalla Sarfatti e sostenitore di una “moderna classicità”, espone in tutte le principali rassegne in Italia e all’estero, difendendone le ragioni quando, nel 1931-1933, viene colpito da accese polemiche.

Negli anni trenta, però, Sironi si concentra soprattutto sulla pittura murale, divenendo il maggior teorico e artefice del ritorno alla decorazione classica.

Pubblica il Manifesto della pittura murale, firmato anche da Campigli, Funi e CarrĂ  (1933), ed esegue numerose opere monumentali.

Nel 1943 aderisce alla Repubblica di Salò.

Il 25 aprile sta per essere fucilato dai partigiani e si salva grazie all’intervento di Gianni Rodari, partigiano ma suo estimatore.

Il crollo dei suoi ideali politici e l’angoscia per la morte della figlia Rossana, che si uccide giovanissima nel 1948, lasciano un segno nella sua pittura, in cui la tensione costruttiva si lascia incrinare da un senso di frammentarietà.

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna