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Evita Péron, nasce il 7 maggio 1919.

Quando nel 1952 morì all’'età di 33 anni, suo marito Juan Péron ordinò al dottor Pedro Ara di imbalsa­marne il corpo, che venne esposto al pub­blico, a Buenos Aires, ricevendo l'omag­gio di oltre due milioni di cittadini

Quan­do il presidente venne deposto e mandato in esilio, il corpo di Evita venne custodito in una stanza del Palazzo della Confede­razione del Lavoro, ma fu poi traslato per sottrarlo agli antiperonisti.

Dopo essere ri­masto in diversi nascondigli, fu portato a Bonn, in Germania, presso l'ambasciata argentina. Da là a Roma e quindi a Mi­lano, dove venne sepolto nel loculo 86 del cimitero di Musocco.

Nel 1971, Juan Péron, saputo dove si trovava la salma della moglie, la fece traslare a Madrid e da qui, nel 1974, per ordine di Isabelita Péron, seconda consorte dell'ex-presiden-te argentino, il corpo di Evita fu riporta­to a Buenos Aires, dove tuttora si trova.

Maria Eva Duarte de Perón, conosciuta con il nome di Evita Perón, nasce il 7 maggio 1919 a Los Toldos e muore a Buenos Aires il 26 luglio 1952.

E’ stata la moglie di Juan Domingo Perón, militare e presidente dell'Argentina dal 24 febbraio 1946 al 1955, e dal 1973 al 1974.

Di umili origini, ultima di quattro figli illegittimi di un piccolo proprietario terriero, Juan Duarte e della sua cuoca Juana Ibarguren.

Nel 1926, alla morte del padre, per la famiglia inizia un periodo di miseria e di stenti che migliora solo quando Juana conosce un esponente del partito radicale argentino.

La famiglia si trasferisce nella cittadina di Junín.

All'età di quindici anni se ne andò dalla provincia e si stabilì nella vicina Buenos Aires dove divenne attrice di radio e cinema, anche grazie all'aiuto del cantante di tango Agustín Magaldi.

Eva Duarte de Perón divenne una celebrità dopo il matrimonio con il futuro presidente argentino Perón, sposalizio celebrato il 9 dicembre 1945.

Ella lo aveva conosciuto mentre lavorava a Radio El Mundo nel 1944, probabilmente durante una raccolta fondi per le vittime di un terremoto.

Juan Domingo Perón era allora agli inizi della sua carriera, ed era rientrato in Argentina dopo un soggiorno di due anni in Italia, dal 1938 al 1940, dove aveva seguito un programma di aggiornamento militare presso il comando delle truppe di montagna a Trento.

In questo periodo si dichiarò ammiratore del fascismo e del suo leader, Benito Mussolini, ma non ottenne mai il permesso di trasferirsi a Roma, decidendo anche per questo di ritornare in patria.

La loro relazione sentimentale divenne poi anche politica quando Evita, il 17 ottobre 1945 guidò la manifestazione per la liberazione del generale Perón, arrestato per le sue attività contrarie agli interessi militari.

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