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Le mamme nella storia

È dai tempi di Cornelia, madre dei Gracchi che vantava i figli come gioielli, e alla loro educazione si dedicò per tutta la vita, diventando una delle figure femminili più celebri e influenti dell’antichità, in tempi in cui essere donne assicurava l’invisibilità, che la polarità buona madre percorre la cultura popolare. Spesso le madri migliori sono quelle adottive.

Tutti, per esempio, conoscono Joséphine Baker per il gonnellino di banane e le danze suggestive, ma la celebre ballerina fu anche madre adottiva di una torma di ragazzini di tutti i colori, molto prima che Angelina Jolie facesse notizia con la sua tribù di orfani.

Ci sono mamme famose per la loro abnegazione.

Da una madre biologica è normale aspettarsi amore e sacrifici per i suoi figli, ma alcuni esempi travalicano la normalità: Michaela Odone, madre di Lorenzo Odone, non si rassegnò mai all’idea che suo figlio fosse ridotto a un vegetale dall’adrenoleucodistrofia, e lo curò con tenacia aiutando il marito Augusto a trovare un trattamento, il famoso “olio di Lorenzo”.

Allo stesso modo fu la madre di Helen Keller, Kate Adams Keller, a insistere perché sua figlia, resa sorda e cieca da una malattia quando era piccolissima, venisse seguita da un’insegnante. Helen diventò poi a sua volta insegnante e scrittrice.

Le regnanti non sono sempre considerate “brave madri” nel senso tradizionale dell’espressione, ma alcune di loro furono molto efficienti nell’assicurare a figli e nipoti un adeguato piazzamento matrimoniale nelle corti europee.

I due casi esemplari sono Maria Teresa d’Austria, madre, della sfortunata Maria Antonietta, e la celebre regina Vittoria del Regno Unito, Imperatrice d’India.

Dal suo matrimonio d’amore con il Principe Alberto di Sassonia-Coburgo-Gotha nacquero nove figli, ai quali Vittoria procurò personalmente sposi e futuro.

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