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Catia NapoleoneCatia Napoleone, abruzzese, vive a Montesilvano

Recensione a cura di Elisabetta Mancinelli    email   Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Si è laureata in Filosofia con indirizzo psicopedagogico presso l’Università D’Annunzio di Chieti.

Si occupa di formazione professionale ed è conduttrice del programma “Leggiamo Insieme” sull’emittente  Rosa TV in cui  alle 16 di ogni sabato presenta diversi scrittori soprattutto locali.

Attenta osservatrice della cosiddetta società “liquida” dalla quale riesce a cogliere sentimenti ed emozioni.

Autrice di diverse pubblicazioni filosofiche, di saggistica e di romanzi, da molti anni si occupa di Comunicazione in vari ambiti.

Attualmente  è impegnata in un progetto con la Federmanager che la vedrà ancora conduttrice di un programma televisivo su Antenna 10 dal titolo “Economia e territorio”

I romanzi

La  sua opera prima “Per un atomo d’amore” è  ambientato  in  Abruzzo, pubblicata  dalla piccola casa editrice Youcanprint  di Lecce, leader  nel  self publishing,  sta conoscendo una popolarità sul web davvero unica.

Incuriosisce e travolge la figura di Giulia, una affascinante donna che, alle soglie degli anta incontra Riccardo, l’uomo che la strappa definitivamente agli anni di ‘zitellaggio compulsivo’ regalandole una carnalità nuova.

Lei stessa avverte la metamorfosi che viene paragonata ad una crisalide che rinasce farfalla. Giulia mette finalmente le ali e vola in alto con il suo Riccardo che appare libero di provare sensazioni mai provate con nessun’altra donna.

"Quel Cinque Marzo quella danza aveva inebriato di armonia il suo corpo conferendo alle cellule disordinate un posto nel mosaico,  un ordine supremo eppure a Giulia era sembrato un mistero come quello delle api danzatrici.

L'incontro della sua fisicità con un pentagramma muto aveva partorito la più grande melodia".

La descrizione delle scene più passionali coinvolgono i lettori che puntualmente su Facebook rivolgono domande alla scrittrice sulla autenticità della storia.

Sullo sfondo  Chieti ed il suo Corso insieme, purtroppo, ad una cultura che tenta di arginare la forza disumana dell’atomo d’ Amore che esercita il suo legittimo magnetismo  tra i due.

La figura di Riccardo, che sembra uscito da una  pellicola di qualche  vecchio film italiano sembra una figura quasi irreale.

Intervistata  la scrittrice, alla domanda  se mai nella vita reale abbia incontrato un uomo così, sorridendo, risponde: “Certi uomini possono esistere nella nostra fantasia e spesso accade questo quando il nostro cuore inizia ad accelerare le sue battute.

Chissà se Riccardo sia esistito veramente.

Di sicuro c’è stato un Atomo d’ Amore che ha travolto Giulia ed un uomo regalando ad entrambi attimi di felicità e spero, attraverso il mio  racconto, di regalare a tutti un Atomo di un qualcosa che forse appartiene a molti.”

I profumi del cedro  (Demian Edizioni, 2014)  è  la  nuova  opera dell’autrice.

Un romanzo  che costringe il lettore sin dalle prime pagine  ad una scelta di campo.

La protagonista, ricorda la sua infanzia vissuta in un paese dell’entroterra calabrese.

A far da cornice la Riviera dei cedri  un grande bagaglio di tradizioni condivise con il mondo ebraico.

Apostolo di così tanta saggezza è un nonno a dir poco fuori dalle righe che diventerà il più grande punto di riferimento di Giulia, volgarmente strappata ai suoi anni.

È un romanzo che parla di un riscatto, che abbraccia e ingloba le diverse donne presenti in Giulia.

Le lingue di fuoco nel romanzo segnano uno spartiacque, un passaggio, un cambiamento che porterà la donna finalmente  a scegliere la strada di una vita da spendere bene, rinasce dopo l’esperienza della maternità e finalmente accoglie in grembo la vita con tutte le sue temperature.

È un romanzo di formazione che lancia un messaggio controcorrente e non si preoccupa minimamente delle tante contemporaneità, sente l’eco di diverse generazioni che confermano e istituzionalizzano una cultura fatta di regole e convenzioni ma sarà anche la stessa che poi regalerà alla protagonista una possibilità di riscatto.

L’Amore per la Terra e per le proprie radici quindi è il nucleo attorno al quale i fatti si snodano con le diverse drammaticità ma anche con le infinite ricompense sudate.

Il romanzo si chiude con una scelta netta, ben delineata, che non vuole lasciare spazio a dubbi:

La scrittrice Catia Napoleone,  in un’intervista da lei rilasciata, così  racconta la sua ultima fatica letteraria

Partiamo dal titolo: perché proprio il cedro?

“Il cedro è il frutto che viene celebrato nella festa di Sukkot e rappresenta per gli ebrei il cuore dell’uomo.

Gli ebrei vengono ogni anno in Calabria a scegliere i frutti migliori.

Scelgono solo quelli non contaminati dalla mano dell’uomo.

Tutto il romanzo è attraversato da una sorta di umiltà che l’uomo deve avere nei confronti delle cose che non può cambiare perché la Natura le ha create così come certi sogni che sono tanto perfetti quanto parsimoniosi nel lasciare indizi e che al mattino fuggono via, per timore di essere catturati”.

Una figura predominante nel tuo romanzo è il nonno. Che rapporto ti lega a lui?

“Il rapporto che ho con quelli di una generazione da far resuscitare in un momento socialmente discutibile.

E’ anche un grido molto alto che difende l’origine di chi, come me, viene dalla terra orgogliosa e ricca di quella sapienza da custodire e tramandare ai figli

Il libro tratta diversi temi: amore, bellezza, maternità, famiglia e il sogno.. qual è il tuo di sogno?

“Il mio sogno più grande? Non smettere di sognare!  Mai!  E di lasciare questo dono ai figli di una generazione pigra che non conosce il giusto tempo delle cose e che ignora il significato di qualsiasi per sempre”.

Troviamo di nuovo il nome Giulia, come protagonista. Quanto c’è di te in lei?

“Il cuore credo. Anche se non avrei atteso alcuna occasione per cambiare. Giulia non ha immediatamente la forza per reagire al tempo degli equilibri creati.

Ha bisogno della nascita del figlio per dare un significato alla sua esistenza e forse anche di un ipotetico incontro. Solo dopo capirà il calore del cambiamento: Sono io la protagonista della mia vita, in carne ed ossa”.

E Alessandro, il grande amore di Giulia, quanto è reale?

“Forse è un sogno, di quelli belli o forse il capitolo sulle api racconta qualcosa delle sue scelte ma Alessandro resta sullo sfondo. Protagonista assoluta è la vita con i suoi fallimenti e le sue rinascite”.

È un libro che si legge tutto d’un fiato. Come è nato?

“Avevo voglia di scrivere qualcosa sulle cose che contano davvero e non mi sono posta alcun problema se, in qualche modo potessi risultare una nota stonata in questo panorama definito contemporaneo.

Non ho mai amato gli eccessi.

Credo anche che molte espressioni forti si usano a mio avviso per dar forza ai contenuti che mancano. E’ questo quello che accade nelle tante (per fortuna non tutte) contemporaneità. Ho immaginato di scriverlo per i miei figli. Poi però ho voluto dedicarlo ai figli di tutti”.

A cosa stai lavorando adesso?

“Sto curando la nascita di un programma televisivo, insieme al Presidente dell’Associazione Federmanager,  Florio Corneli, su Antenna 10, che parlerà di Comunicazione, Formazione, Welfare e tanto altro. E’ già in cantiere.

Presto presenterà il mio romanzo un personaggio noto. E poi… chissà quanti sogni ancora dovrò realizzare. Intanto chi vuole conoscere quelli di Giulia potrà farlo attraverso questo indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..”

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