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 La poesia islandese

 

Il paesaggio islandese è la più grande lezione di poesia

di Elisabetta Mancinelli

 La poesia islandese

LA MIA CASA
Non manca quasi niente
nella mia casa
quasi niente
Manca il comignolo
Ci si abitua
Mancano i muri
Pazienza
Non manca molto
nella mia casa
Manca il comignolo
Che per adesso non fuma
Mancano i muri
e le finestre
e la porta
Ma è accogliente, la mia casa
Prego
Accomodatevi
Non abbiate paura
Mangiamo qualcosa
spezziamo il pane, un goccio di vino
accendiamo il camino
Guardiamo 
no, ammiriamo i quadri
sui muri
Prego
entrate dalla porta
o dalle finestre
se non dai muri
SUSSURRO
Ora tutto sussurra
tranne il vento leggero
Lui tace sullo strapiombo
Non voglio
non posso
ascoltare quel sussurro
Che taccia col vento
Che s’affacci alla vertigine
all’abisso da capogiro
della lontananza
La tua lontananza

Sigurður Pálsson

 La poesia islandeseSCRITTO SULLA SABBIA

Fuori attende la sabbia nera
sottile e umida
Il dito si ghiaccia un poco
a scrivervi
Il corpo si scalda un poco
e anche il groviglio che si chiama
spirito
mente
anima
Le onde si avvicinano
il respiro
pieno di mestizia
di gioia di vita
Le onde si avvicinano

Sigurður Pálsson

Osservazioni 

Il paesaggio islandese è la più grande lezione di poesia":

Thor Vilhjálmsson

L'Islanda è il paese che possiede più libri per abitanti e sull'isola non mancano autori importanti. Il clima rigido spinge a praticare attività al chiuso e ogni islandese, nel tempo libero, è spesso poeta, scrittore, musicista, cantante. Dalle saghe islandesi all'ultimo giallo di Arnaldur Indriðason.

Si conosce molto della narrativa del Nord Europa, anche dell’Islanda, grazie al lavoro di editori (Iperborea) che hanno setacciato quelle terre.

Meno della poesia, non perché sia di livello inferiore, ma che qui da noi attrae poco il lettore.

Lo si comprende leggendo Sigurður Pálsson uno dei poeti più rappresentativi della poesia islandese che ha composto: 
“È accogliente, la mia casa” un’antologia compilata con testi selezionati da quindici libri, che vanno dal 1975 al 2012 pubblicato dall’editore Mobydick.

Si tratta di un percorso in ordine cronologico che mette in risalto l’ironia; la limpidezza; gli scatti di umore, di giocosità; la natura con le sue “distese di ghiaccio alla deriva”; la fuga in avanti per tornare da dove siamo partiti.

Vedi anche: Viaggio in Islanda

 

 

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