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La Sanità in Abruzzo

…i poteri forti, le lobby trasversali e la polita debole

Prima l’analisi di Del Turco, poi quella di Chiodi per le interferenze esterne sulla Sanità

…e se avesse ragione l’ex presidente Pace?

Ci risiamo. Perché la sanità abruzzese non va, sommersa dai debiti ed anche dalle inefficienze che pesano sui cit­tadini

Perché la condizionano i poteri forti, disse l'ex presidente Ottaviano Del Turco, che si spinse fino a sostenere che i suoi guai giudiziari, ancora irrisolti, hanno pro­prio la loro fonte nell'azione che que­sti non individuati poteri avrebbero attivato contro di lui e contro la sua azione riformatrice.

Ora anche l'attuale presidente Gianni Chiodi, si è messo più o meno sulla stessa linea chia­mando in causa lobby tra­sversali che vorrebbero impedirgli di realizzare una sanità capace di dare finalmente ai citta­dini abruzzesi ciò a cui hanno diritto: cioè una sanità capace dav­vero di risolvere i problemi di salute di chi vi fa ricorso, e in tempi brevi, come dovrebbe sempre essere, visto che il male, a differenza della politica, non concede deroghe.

Davvero le cose stanno così, e queste "ingerenze" sono alla base della sanità malata che ci ritroviamo?

Non ci sembra che le cose stiano come le hanno de­scritte sia Del Turco che Chiodi, perché crediamo che alla verità si sia avvicinato molto di più l'ex presidente della Regione Giovanni Pace, nel momento in cui am­mise che alle diagnosi puntuali fatte sui mali della sanità abruzzese non seguiva mai la terapia d'urto che ci sa­rebbe voluto per il semplice fatto che la politica era ( e purtroppo è) troppo debole per affrontare e risolvere tutti i problemi esistenti.

Quali sono: la proliferazione degli ospedali, a toccare i quali ci si scontra puntualmente con pezzi della politica, impegnati a difendere ad oltranza il proprio orticello, i reparti doppi e tri­pli, gli sprechi, in materiali e risorse umane, la politicizzazione dei vertici che produce poi la lottizza­zione, che non ha mai ri­sparmiato la sanità. le vere piaghe sono queste, e non si affrontano mai.

Nessuno nega che possano essere interessi lobbistici dietro certe situazioni, ma una politica responsabile e corretta non avrebbe alcun problema a individuarli e bloccarli.

Invece vengono usati come alibi per non curare le piaghe di cui dicevamo.

Come accade, ad esempio, per il famoso partito dell’acqua di cui tanto si parla, solo però per lasciare irrisolto anche quel problema.

Un andazzo che sta diventando semplicemente intolle­rabile.

Fonte: Il Primo – Periodico diretto da Gino Di Tizio

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