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Riceviamo e pubblichiamo 

Pescara, lì 11 agosto 2009

                                                                             Ill.mo Sig. Sindaco

                                                                             Avv. Luigi Albore Mascia 

                                                                             Ill.mo Sig. Presidente del Consiglio

                                                                             Dott. Licio Di Biase 

                                                                             Comune di Pescara

                                                                             SEDE 

 

OGGETTO: INTERROGAZIONE EX ART. 22 REGOLAM. COMUNALE 

Anche nella città di Pescara esistono pericolose sacche di degrado urbano, che come tarli fanno vacillare, erodendola, l’architettura sociale.

Gli inquilini di via Tiburtina Valeria nn. 144, 146 e 148 ne sanno qualcosa, visto che alle loro spalle, in via Tavo, c’è a destra uno stabile di edilizia popolare, noto supermarket della droga, e a sinistra una grande area in disuso (di proprietà f.lli Clerico e Di Vincenzo), tra i cui brandelli di palazzo si annidano i consumatori di quella droga comprata poco prima.

I cittadini di via Tiburtina Valeria nn. 144, 146 e 148 conducono un’esistenza disperata, poiché a loro volta sono vittima di quei disperati che consumano stupefacenti, che in quelle strade danno luogo frequentemente a spettacoli poco edificanti, e lì placano ogni tipo di bisogno, indifferenti al fatto che magari un bambino di cinque anni possa assistere a tutto ciò.

I cittadini di via Tiburtina Valeria nn. 144, 146 e 148 sono indignati nei confronti delle Istituzioni e, covando sempre crescenti moti xenofobi, sono rassegnati a vivere un’esistenza diversa dai più, visto che lì si ha paura di uscire di casa e persino di scendere dalla macchina, temendo di calpestare una siringa ancora sporca di sangue, e non parliamo di fare una passeggiata.

La vicinanza di una caserma della Polizia non rafforza nella popolazione la fiducia nello Stato; e il commento più frequente è che le pattuglie comunque non passano mai.

Appaiono indilazionabili non solo provvedimenti volti a garantire la sicurezza, di concerto con le Forze dell’Ordine, e la messa in sicurezza della menzionata area, attualmente ricettacolo di ogni tipo di devianza, ma anche significative politiche di riqualificazione urbana, trattandosi di spazio che peraltro dista in linea d’aria poche centinaia di metri da Piazza Unione, crocevia della movida pescarese.

Tanto premesso chiedo al Sig. Sindaco e alla Giunta se alcuna informazione sia pervenuta sul punto e in base a quali intendimenti ci si prefigge di operare in merito. 

                                                                         Il Capogruppo del Partito Democratico

                                                                                     Avv. Marco Alessandrini

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