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Palazzo di Città, 29 agosto 2009 

                                                                             Al Signor Sindaco di Pescara

                                                                             Avv. Luigi Albore Mascia

                                                                             S E D E

 

LETTERA APERTA SUL “PONTE DEL MARE” 

 

Le immagini che le televisioni hanno trasmesso in questi giorni nelle case dei pescaresi, e non solo, riguardanti il sopralluogo effettuato sul ponte ciclo-pedonale che collega le due riviere della Città di Pescara e che il coinvolgimento degli alunni delle scuole pescaresi hanno scelto di doversi chiamare “PONTE DEL MARE”, sopralluogo atto a constatare l’avanzato stato dei lavori e la imminente apertura al pubblico, mostravano visi pieni di gioia e soddisfazione e lasciavano chiaramente trasparire l’orgoglio e l’entusiasmo di chi poteva essere lì a godere di un momento straordinario. 

Tra qualche settimana l’avveniristica opera che restituirà un’unità simbolica alla nostra Città collegando le due riviere potrà essere percorsa ed offrire la possibilità di poter assaporare lo straordinario scenario che pochi altri posti potranno permettere: ci si troverà immersi in una coinvolgente manifestazione di bellezze naturali che disorienterà la vista dei frequentatori.

Un mare sconfinato, lambito da spiagge e promontori che si accompagna alle maestose montagne che fanno da corollario alla nostra Città. 

Sarà indubitabilmente un momento di forte emozione ma anche di grande fascino nel contemplare le caratteristiche dell’opera stessa. 

Come poter dimenticare le parole ed il viso del prof. Enzo Siviero, Direttore del Dipartimento di costruzione dell’architettura presso lo IUAV di Venezia e collaudatore del Ponte, che godeva nel presentare l’opera e la sua immane soddisfazione di poterne parlare nei convegni di architettura più importanti del mondo: da Barcellona a Bangkok. Si era davanti ad un televisore ma sembrava di poter toccare con mano quanto stava rappresentando il prof. Siviero: la maestosità e l’unicità di questo unico pilone che sostiene con un sistema di funi un percorso strallato che si biforca con una linea sinuosa e leggiadra da far sognare chiunque.

Sollevati a 20 metri dal fiume Pescara una struttura di acciaio che si snoda per 450 metri consentendo di essere percorsa separatamente da pedoni e ciclisti su assi di larghezza di 3 metri per il primo e 4 metri per il secondo. 

E come dimenticare il viso e la voce del Prof. Mattoscio, Presidente della Fondazione Pescarabruzzo che finanzia l’opera unitamente a 5 privati imprenditori, che nonostante abbia fama di essere persona austera e misurata non riusciva a dissimulare la sua felicità ed accostare la nuova immagine di Pescara con questo Ponte a quella di Parigi con la Tour Eiffel.

Solo chi veramente ama qualcosa è capace di tali sentimenti E poi Lei Sindaco Mascia. Qualsiasi altro Sindaco al suo posto in quel momento avrebbe corroso le funi e l’acciaio di quella struttura con l’ingordigia dello sguardo e con la compiacenza di poter avere nella Sua Città cotanta bellezza ed invece, chiuso nel suo cliché impassibile cercava di nascondere ciò che non è possibile nascondere e, preparato a dover confutare tutte le sue avversità espresse in passato sull’opera “Ponte del Mare”, proponeva di far attraversare il Ponte da un “bussetto elettrico da 8 posti”. 

Che pena. In quel momento ho immaginato lo stupore di tutti coloro che in quel momento avevano gli occhi incollati al televisore. 

Ma come: si realizza un’opera intrisa essa stessa di maestosa bellezza, ammirabile da tutti dal di fuori, e che offre l’opportunità di fruire delle bellezze circostanti solo passeggiandoci e soffermandosi sul suo percorso e Lei, in un impeto di compiuta avversione verso ciò che non le appartiene amministrativamente e politicamente, ne propone lo svilimento più bieco. 

Quale significato può avere l’attraversamento di questo Ponte con un bussetto che privi i soggetti del godimento di ciò che li circonda in quel momento? 

Ancora una volta mi permetto di invitarla ad abbandonare l’atteggiamento di chi si ostina a non riconoscere il lavoro svolto da altri e non perché il lavoro sia errato, sgradevole o inopportuno ma solo per santificare la sua ossessione di non riuscire a fare di meglio. 

Si liberi di questa condizione che rischia di produrre le più aberranti scelte per la comunità che amministra e rappresenta e se proprio non ci riesce Le do un suggerimento in tema di bussetto: lo ordini sul modello del papa-mobile, trasparente sopra e sotto, confortevole e capace di assicurare una buona visuale ai passeggeri; inoltre mi permetto di suggerirle di far installare un ascensore sulla verticale centrale del ponte tale da consentire ai diportisti e naviganti turisti di sceglier un modo alternativo per passeggiare sul ponte. Potrebbe essere una svolta in tema di turismo creativo. 

Se invece quel giorno, giovedì 27 agosto, sul ponte vi era una calura eccessiva che ha condizionato le sue parole, comunichi ora, in un impeto di sana e corretta contrapposizione politica che vede prima di tutto gli interessi della Città, che quel ponte rappresenta il sogno di più generazioni di pescaresi e va dato atto a tutti coloro che hanno perseguito questa scommessa: averlo pensato, progettato, finanziato e realizzato per il loro straordinario impegno. 

Forse allora la Città di Pescara potrà dire di avere un Sindaco che la rappresenta tutta senza condizionamenti, nostalgie e rimpianti. 

Distinti saluti.   

                                                                 Il Consigliere

                                                              Enzo Del Vecchio

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