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Il Mastrogiurato

Ricorrenza: la prima domenica di settembre

Nel medioevo le Fiere di Lanciano, tra le pi√Ļ importanti e frequentate del regno, erano prover¬≠biali per la loro durata e per la perfetta organizza¬≠zione che permetteva ai mercanti di condurre buoni affari.

Sostenute dal favore dei governanti del Regno di Napoli, sia per la posizione strategica di Lanciano sulla via degli Abruzzi, sia per la vici­nanza ai porti di Ortona e del Guasto - l'attuale Vasto - che facilitavano i contatti commerciali con l'altra sponda adriatica, le fiere lancianesi si tene­vano a maggio e a settembre.

In tutti e due i perio­di era presente il Mastrogiurato, una sorta di uffi­ciale di polizia che riassumeva nella sua persona il potere esecutivo e assicurava la pace di fiera.

Eletto ogni sei mesi dal Consiglio comunale, il Mastrogiurato doveva appartenere alla classe nobi­le o alla ricca borghesia e risiedere in uno dei quar­ti storici della città: Borgo, Sacca, Lanciano vecchia e Città nova.

Con l'assenso della Corte regia, durante lo svolgimento della fiera ricadente nella sua carica, il Mastrogiurato assumeva pieni poteri nella amministrazione della giustizia civile e mili­tare.

I suoi compiti precisi erano: annotare la pro­venienza e il dominio dei mercanti presenti in fiera, vigilare che nessuno, all'infuori della sua guardia, portasse armi durante la fiera e, in caso contrario, provvedere all'arresto dei contravvento­ri, predisporre i giri di guardia, cui doveva parteci­pare personalmente nelle ore notturne, nel Piano della Fiera e per le vie della città, allo scopo di pre­stare aiuto e soccorrere i mercanti in difficoltà e arrestare chiunque girasse senza lume e senza un motivo preciso, fissare sotto la loggetta del portico della piazza principale la sede del tribunale di giustizia, provvedere al foraggio, controllare i pesi e le misure, comminare le pene pecuniarie ai bestem­miatori.

La sua investitura avveniva il giorno di apertura delle fiere, sotto la torre civica, in una cor­nice di solennità e splendore.

Alla cerimonia erano tenuti ad intervenire, con un seguito di almeno due armigeri, i sindaci delle città soggette a Lanciano, che in segno di onore, gli baciavano il ginocchio e lo accompagnavano a ricevere le due bandiere del potere civico e regio che, dopo un lungo corteo, tra squilli di trombe e rulli di tamburi venivano issate su un pennone della Piana delle fiere.

Oggi la nomina a Mastrogiurato è l'occasione per attribuire a personaggi lancianesi del mondo politico, economico e culturale un pubblico rico­noscimento del loro valore.

Ma è anche l'occasio­ne per rivivere un momento importante della vita della città, animando un corteo in costume di grande effetto scenografico a cui la cittadinanza partecipa in modo corale.

Fonte Edizioni Menab√≤ ‚Äď d‚ÄôAbruzzo

Vedi anche: Lanciano e il Lutto Rappresentato; Lanciano e la Squilla; Lanciano e il Miracolo Eucaristico; Lanciano e il Dono a Santa Maria del Ponte; Lanciano e La Fiera di Sant’Egidio;

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