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Il Ballo dei Diavoli

Ricorrenza: la Pasqua di Resurrezione

Il Ballo dei Diavoli è una delle Feste popolari siciliane più particolari.

Non è una festa sontuosa come la processione degli incappucciati ad Enna o la processione dei Misteri a Trapani, le strette stradine di Prizzi non lo consentirebbero, ma è di sicuro impatto emotivo e visivo.

Questo è uno dei motivi, forse, perchè il primo pomeriggio della domenica di Pasqua Prizzi vede l'altissima concentrazione di fotografi sia professionisti che dilettanti.

Il giorno di Pasqua tutte le feste più importanti prevedono l'incontro della Madonna con il Risorto.

A Prizzi dei diavoli rossi danzanti, accompagnati dalla morte, vestita di giallo, tentano di evitare l'incontro ballando ed effettuando scorribande in mezzo alla folla con l'intento di prendere dei prigionieri da condurre all'inferno.

Tale luogo altro non è che una comune osteria dove i “dannati” sono obbligati a bere vino e ad offrirlo ai presenti.
Solo a tarda sera, quando oramai le botti saranno svuotate, interverrà la
Vergine, accompagnata da uno stuolo di Angeli, a liberare i malcapitati, nonostante un ulteriore intervento dei maligni che cercheranno ancora di corrompere i malcapitati offrendo dei dolci.

Cenni storici

Prizzi è un comune della provincia di Palermo in Sicilia.

Con un'altitudine di 1045 metri è uno dei comuni più alti dell’isola.

Nel suo territorio  è ubicata la stazione meteorologica di Prizzi, ufficialmente riconosciuta dall'Organizzazione meteorologica mondiale.

Le origini di Prizzi sembrano risalire dai superstiti della città sicana Hyppana che, nel 258 a.C. , originarono il Castello di Prixis.

La città di Hippana è stata probabilmente fondata da Gerone, intorno al 476 - 480 a.C.

Si narra che, in seguito ad un assalto dei Romani, gli Hyppani si rifugiarono sulla Montagna di fronte, da qui la nascita del popolo di Prizzi.

Nei secoli la cittadina, che ha conservato intatto il suo fascino medievale, ha subito innumerevoli dominazioni che ne hanno ampliato l'importanza.

Poco alla volta e per un insieme d’eventi favorevoli, Prizzi si costituisce capoluogo dei casali e villaggi vicini e si attribuisce un esteso entroterra che diviene la sua 'provincia'.

Questo territorio su cui Prizzi riesce ad imporsi, nel 1155 viene smembrato da Matteo Bonello, signore normanno di Prizzi, che ne assegna una parte al Monastero di Sant’Angelo e una parte, al Monastero di San Cristoforo.

La donazione di Matteo Bonello al Monastero di Sant’Angelo fonda l'attuale territorio comunale di Prizzi.

Quella al Monastero di San Cristoforo è l'attuale territorio comunale di Palazzo Adriano.

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