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Villacidro e la Settimana Santa

Ricorrenza: inizia la Domenica delle Palme

E’ il giorno in cui si ricorda l'ingresso trionfante di Gesù a Gerusalemme.

E' tradizione a Villacidro fare una processione breve dalla chiesa delle Anime a quella di Santa Barbara dove, dopo la Messa saranno benedette le palme e i rami d'ulivo portate dai fedeli.

Le palme vengono intrecciate in vario modo quasi artisticamente da anziani esperti e da molti ragazzi

Il Giovedì Santo è giorno in cui si ricorda l'ultima cena di Gesù con gli apostoli e in cui si tramanda la lavanda dei piedi in segno di umiltà e di servizio.Le statue della Chiesa vengono coperte tutte con un telo e l'altare resta disadorno in segno di lutto.

Al termine del rito della lavanda dei piedi del giovedì sera si porta il Santissimo nell'apposita cappella del Riposorio.

La gente va a visitare le due Chiese di fronte alla parrocchia: una processione continua per vedere Gesù in croce!

Il Venerdì Santo, alle 7,00 del mattino inizia la Via Crucis, nella quale una lunga croce viene portata in spalla da un uomo vestito con un saio nero e il volto coperto "su momoti" in segno di penitenza o di promessa: il parroco della chiesa di Santa Barbara va al sepolcro, rappresentato dalla chiesa di Nostra Signora delle anime, scalzo e strisciando per la strada.

Nella Chiesa di Nostra Signora viene sistemata la Madonna Addolorata vestita di nero.

Sul petto conserva tuttora un pugnale che simbolicamente le trafisse il cuore, secondo la profezia di Simeone e sul polso una cavalletta d'argento "su pibirizzibi" in ricordo di un antico miracolo fatto da questa Madonna.

Nella Chiesa delle anime invece viene collocata la statua di Gesù flagellato alla colonna.

Queste due statue poi, vengono portate nella Via Crucis.

La sera del Venerdì Santo avviene la cerimonia "de su scravamentu" durante la quale Gesù viene tolto dalla croce e riposto in un letto che ricorda il Santo Sepolcro.

Il Sabato Santo, alle 10,00 del mattino si benedicono l'acqua e il fuoco e le campane suonano a gloria.

La sera il sacerdote esce a benedire le case.

La mattina della Domenica di Pasqua, la gente si dirige verso piazza Frontera per la cerimonia dell’incontro:  il punto di arrivo, il momento più alto, la conclusione dei suggestivi riti della settimana santa.

La Madonna con il velo nero, in segno di lutto, si presenta da Via Garibaldi, mentre il Cristo risorto appare dalla Via Roma e si incontrano al centro della piazza. 

Insieme poi, con il gioioso suono delle campane finalmente sciolte, della banda, e la gente in festa, si dirigono verso la vicina chiesa di S. Barbara per celebrare la solenne messa.

Cenni storici

Villacidro è un comune della  provincia del Medio Campidano, in Sardegna, di cui, insieme con Sanluri, costituisce il capoluogo; ne è anche il suo centro più popoloso.

Rappresenta uno degli esempi più significativi di adattamento di un abitato alla morfologia dei luoghi. Il centro di antica formazione è posto alla bocca della valle di Castangias costituendone la parte più alta del centro urbano.

La parte della città sviluppatasi successivamente si è disposta lungo la conoide di deiezione assumendo la stessa disposizione dei depositi detritici.

Villacidro, dal 1807 al 1821, fu sede di una delle 15 prefetture istituite in Sardegna dal governo Sabaudo.

La cascata Sa Spendula, composta da tre salti, è formata dal torrente Coxinas, che prende poi il nome di Rio Seddanus.

È una meta frequentata nel periodo estivo in quanto poco distante dal centro abitato.

Il sito fu elogiato in una poesia di Gabriele D'Annunzio durante una permanenza nel paese.

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