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Il contributo di uno studioso locale

di Sandro Angelo Ruffini

A 20 km da Chieti, ma in territorio pescarese, prendendo la Tiburtina e poi svoltando a sinistra, si arriva a Manoppello, un paesino, d’epoca medioevale, che non raggiunge neppure i 7.500 abitanti.

Il significato deriva da “Manoppio” misura del grano tenuta tra le braccia.

Qui, attraversando la via principale, corso Santarelli, che taglia in due l’abitato, s’incontrano, proprio all’ingresso, porta di Ferro, e sul finire, porta San Leonardo, due palazzine, in pietra bianca della Majella, quella dei Centurione e quella dei Pardi, quest’ultima con annessa cappella dedicata a San Pancrazio.

Sono questi i due illustri Casati da cui discendo che, in fondo, mi guidano nella mia ricerca.

Andando oltre e svoltando nuovamente a sinistra, si sale sul colle Tarigni di Manoppello dove sorge il Santuario del Volto Santo, sulla pendice settentrionale della Majella, posto al culmine della collina, dopo le quattordici stazioni della via Crucis.

Proprio qui i frati cappuccini conservano il sottilissimo velo sul quale è raffigurata l’immagine di Cristo Gesù.

Quest’ultimo è custodito dietro l’altare maggiore, in un tempietto, racchiuso da due vetri della misura di cm 24 x 17.50.

La curiosità di questa Veronica è il volto malinconico che si mostra ai fedeli con gli occhi aperti, così come semiaperta risulta essere la bocca, lasciando trasparire anche alcuni denti.

Ulteriore considerazione da farsi è la seguente: Il Volto del Salvatore non è affatto dipinto, ma pare intessuto sul finissimo velo, quasi fosse impresso da una fortissima radiazione neppure spiegabile dalla Scienza più moderna.

Sul colle fu eretta una chiesa nel 1620, successivamente modificata con due navate laterali e prolungata di 15 metri.

La facciata, in pietra della Majella, fu copiata prendendo spunto da quella meravigliosa della Basilica di Collemaggio all’Aquila.

In una cappella si conserva la statua della Madonna di Pompei.

A seguito della visita del Santo Padre Papa Benedetto XVI e dell’Arcivescovo della Diocesi Chieti Vasto, Don Bruno Forte, avvenuta il 1° settembre 2006, la chiesa fu eletta a Basilica.

Dietro l’altare sorge da ambo i lati una breve scalinata in marmo che conduce i fedeli al piccolo tempietto dove si conserva Il Velo di Cristo, anche detto Veronica.

Le cronache narrano che nel 1506 un pellegrino sconosciuto giunse a Manoppello davanti alla centrale chiesa di San Nicola di Bari.

Egli si avvicinò ad un medico molto religioso, tal Giacomantonio Leonelli, impegnato nella conversazione con altri suoi amici, lasciandogli un involucro, aperto il quale tutti rimasero stupiti dall’immagine di Cristo che questo conteneva.

Il Leonelli conservò la reliquia in modo eccezionale e, per lui, si prospettò un periodo di grande benessere.

Del pellegrino non si seppe più nulla, tanto che tutti pensarono fosse un Angelo.

Detta Veronica, attraverso vari studi, coincideva con altre figure recuperate in chiese di tutto il mondo, finanche con la Sindone, il Sacro Telo conservato e venerato dai fedeli nel Duomo di Torino dedicato a San Giovanni Battista.

Dopo varie indagini, effettuate con varie e recenti tecnologie, si arrivò, infatti, a definire identiche le due figure.

Inoltre si può affermare che se nella figura abruzzese si contempla il volto di Cristo, in quella piemontese si osserva il sudario che fu posto nella tomba di Gesù, illuminato da una luce trascendente ed eterna.

La parola Veronica deriva dal greco antico che significa portatore di vittoria, e in latino, vera eikon, vera icona, altrimenti Vera Immagine di Cristo.

Ulteriori studi si sono concentrati in tutto il mondo, scoprendo la perfetta coincidenza tra il Velo del Volto Santo e Veroniche custodite in varie chiese.

Tra queste le più significative sono:

La Veronica del Museo Recklinghausen del 1600;

l’immagine del Cristo Benedicente del Museo di Louvre, a. 1460;

il Cristo Gerresheim nei pressi di Dusseldorf, a.1095;

Santa Maria ad Martyres Treviri, a. 1000;

il Cristo Pantocratore Monastero Lambach, Austria a. 1030;

Cristo Pantocratore, Catacombe San Pietro e Marcellino, Roma, a. 340.

Attualmente sono in corso i lavori per allestire una foresteria, in modo d’ accogliere finalmente tutti i fedeli attratti dal prestigioso Santuario.

tutti pazzi per la Civita

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