Pin It

Meno chiamate al centralino e più commenti su Facebook e Twitter

di Marco Tonelli*

#Pasocial è un gruppo di lavoro formato da esperti del settore, uffici stampa, personale dei ministeri, comuni e regioni.

L’obiettivo? diffondere l’utilizzo dei social network come strumento per il Governo e gli enti locali

Meno chiamate al centralino e più commenti sui social. L’amministrazione e gli enti locali escono dall’ufficio e sbarcano anche su Facebook, Twitter, Telegram e Whatsapp.

Con il progetto #Pasocial, il governo Renzi ha creato un gruppo di lavoro formato da comunicatori, uffici stampa e personale dei ministeri e degli enti locali.

L’obiettivo? Confrontarsi e diffondere l’utilizzo dei social network come strumento di comunicazione con il cittadino.

A poco più di un anno dalla sua nascita, PAsocial farà tappa, mercoledì 6 luglio, a Napoli, per un convegno con amministratori, dirigenti e operatori del settore.

Meno telefonate e meno domande

Come cambia la comunicazione pubblica? Per Alessandra Migliozzi capo ufficio stampa del ministero dell’Istruzione , «nei social network è necessario utilizzare un linguaggio più diretto e immediato, con effetti positivi su tutta la comunicazione del ministero in generale».

Insomma, meno circolari e tecnicismi, più commenti, post e messaggi. «Il primo risultato è stato una diminuzione di richieste e domande da parte dei cittadini.

Da un anno a questa parte, al Ministero dell’istruzione abbiamo visto un calo considerevole delle telefonate».

Con possibili effetti anche dal punto di vista della riduzione dei costi e dei tempi: «Il nostro obiettivo è quello di ridurre la complessità del ministero: quindi meno burocrazia, e meno circolari e documenti», conclude la Migliozzi.

Ogni social network ha il suo linguaggio

Di conseguenza sono necessarie nuove figure professionali. «Servono dei veri e propri social media team per gestire la comunicazione - spiega Francesco di Costanzo, esperto di comunicazione pubblica e promotore del gruppo PAsocial-.

Il nostro obiettivo è anche diffondere e far emergere la figura del social media manager all’interno degli uffici pubblici e ovviamente ci sono delle resistenze, alcuni pensano che per comunicare basta pubblicare un comunicato stampa, ma non è cosi», continua Di Costanzo.

Ogni social ha un suo linguaggio specifico: Twitter è più diretto, utilissimo per le comunicazioni urgenti, Whatsapp e Telegram invece sono utilizzati per dialogare direttamente con il cittadino.

Ma è Facebook, con la sua enorme platea, a generare maggiori risultati in fatto di visibilità e risposte da parte dell’utente.

«Durante l’esame di maturità, abbiamo pubblicato tracce, video e consigli su Facebook, con notevoli risultati in fatto di condivisioni, visualizzazioni e commenti», ha affermato Alessandra Migliozzi.

Insieme al Miur, anche il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, la Farnesina e il Mef sono da tempo sui social network: semplici informazioni, chiarimenti, utilizzo di immagini, video e infografiche per comunicare con il cittadino.

Oltre ai ministeri, anche gli enti locali hanno inserito all’interno del loro organico un social media team. «La Regione Marche, il comune di Ancona, o l’azienda dei trasporti pubblici Brescia mobilità sono stati degli apripista in questo senso», continua di Costanzo.

Insomma, il concetto di smart city, passa anche attraverso i social network, «la comunicazione con un semplice click sullo smartphone è il motore della città intelligente», conclude.

*www.lastampa.it

tutti pazzi per la Civita

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna