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La disputa tra Donatello e Brunelleschi

Donatello e Brunelleschi sono unanimemente considerati gli iniziatori del Rinascimento.

Scultori rivoluzionari per differenti motivi, caratterizzati da stilemi artistici spesso divergenti tra loro, i due sono descritti come rivali anche nella vita.

Le fonti riferiscono, più che d’un contendere in materia di successi, d’una continua diatriba in merito ai caratteri artistici dell’uno e dell’altro.
Sono molti gli aneddoti che fanno menzione di litigi e controversie tra
Donatello e Brunelleschi, che pure dovevano essere amici e confrontare di continuo il proprio lavoro.

Storicamente accertata è la controversia sorta in merito alla decorazione che Donatello sovrappone sulla parete ove si apre la tribuna nella Sagrestia Vecchia di San Lorenzo, a Firenze.

L’opera è minuziosamente progettata dal Brunelleschi e l’aggiunta decorativa non dovette essere gradita allo scultore, poiché completamente contraria alle sue concezioni scultoree.
Per comprendere appieno le diversità stilistiche ed umane dei due artisti, è forse più utile citare un aneddoto ormai ritenuto falso, ma indicativo.

Narra il Vasari che Donatello avesse scolpito un crocifisso in legno e l’avesse subito mostrato all’amico per un parere.

Brunelleschi criticò immediatamente l’operato del Donatello, sottolineando come quello fosse “un contadino e non un corpo simile a Gesù Cristo, il quale fu delicatissimo ed in tutte le parti il più perfetto uomo che nascesse giammai”.

Donatello replicò all’amico quanto fosse facile parlare, ma che fare fosse tutta un’altra cosa.

Per tutta risposta, Brunelleschi scolpì un crocifisso ed invitò l’amico a pranzo.

Alla vista della magnifica opera, Donatello si lasciò cadere dal grembiule il cibo ed esclamò: “a te è conceduto fare i Cristi a me i contadini”.

La storia, così descritta dal Vasari, non sembra trovare riscontro nella datazione dei due crocefissi.

Tuttavia, essa dimostra appieno le caratteristiche peculiari dell’opera dei due scultori. Brunelleschi è lo scultore dell’equilibrio tra uomo e mondo, di forme armoniose e pacate, di “uomini perfettissimi”.

Donatello è lo scultore del rapporto drammatico e conflittuale tra uomo e mondo, delle forme strappate alla materia, degli individui con fattezze di contadini.   

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