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Calcioscommesse, blitz al ritiro degli Azzurri

di Andrea Indini

Nuova bufera sul calcio italiano. Questa mattina all'alba il capitano della Lazio Stefano Mauri e l’ex giocatore del Genoa, ora al Padova, Omar Milanetto sono stati arrestati dalla polizia.

Gli agenti hanno fatto un blitz al ritiro della Nazionale, nel centro sportivo di Coverciano, per raggiungere il difensore azzurro Domenico Criscito che è indagato per associazione a delinquere finalizzata alla frode e alla truffa sportiva.

Per gli stessi reati è indagato anche l’allenatore della Juventus Antonio Conte.

I diciannove provvedimenti restrittivi, emessi dal gip del tribunale di Cremona Guido Salvini nell’ambito dell’inchiesta "Last Bet", sono stati portati a termine dagli agenti di diverse squadre mobili e del Servizio centrale operativo.

Anche gli indagati di questa nuova tranche dell’inchiesta devono rispondere dei reati di associazione a delinquere finalizzata alla truffa e alla frode sportiva: farebbero, infatti, parte di una organizzazione transnazionale dedita alle combine degli incontri di calcio.

Gli investigatori avrebbero, infatti, ricostruito che calciatori come Mauri e Milanetto erano disponibili, in cambio di denaro, a combinare gli incontri delle proprie squadre.

Agli atti dell’indagine c'è proprio un dettagliato resoconto di un summit, fatto all'interno di in un ristorante genovese il 10 maggio dello scorso anno (qualche giorno prima della partita Lazio-Genova), a cui parteciparono, oltre a Criscito, l'attaccante del Genoa Giuseppe Sculli, per il quale il gip non ha accolto la richiesta di arresto, un pregiudicato bosniaco e due dei maggiori esponenti degli ultrà del Genova.

Il coinvolgimento di Antonio Conte è dovuto al periodo in cui allenava il Siena.

È stato il calciatore Filippo Carobbio a chiamarlo in causa per la partita Novara-Siena giocata il 30 aprile dell'anno scorso.

"Lo stesso allenatore Antonio Conte - aveva raccontato Carobbio - ci rappresentò che potevamo stare tranquilli in quanto avevamo raggiunto l’accordo con il Novara per il pareggio".

Nel mirino degli inquirenti ci sono anche cinque cittadini ungheresi che, secondo quanto ricostruito dagli investigatori della polizia, facevano parte di una "cellula" che riferiva direttamente al boss dell’organizzazione criminale, il singaporiano Eng Tan Seet, colpito da un’ordinanza di custodia cautelare emessa lo scorso dicembre.

La cellula degli ungheresi si sarebbe sostituita al gruppo degli "zingari", che negli scorsi mesi era stato decimato dagli arresti, per continuare a manipolare gli incontri del campionato di calcio in Italia.

Gli investigatori hanno, infatti, accertato numerosi contatti tra i calciatori e gli emissari del gruppo, proprio in occasione degli incontri da truccare.

www.ilgiornale.it

 

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