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Perché il 17 marzo

Il 17 marzo 2011 si celebra solennemente il 150° anniversario dell’unità d’Italia

Ma perché proprio in questo giorno? Cosa è avvenuto il 17 marzo del 1861?

Tutto iniziò con “Il Congresso di Vienna”.

Con la definitiva sconfitta di Napoleone, i governanti dei paesi vittoriosi si riuniscono in congresso a Vienna per definire il nuovo l’assetto dell’Europa.

Il Congresso di Vienna fu tenuto nella capitale dell'Impero austriaco, dal 1º novembre 1814 all’8 giugno 1815.

Vi parteciparono le principali potenze europee allo scopo di ridisegnare la carta dell'Europa e ripristinare l'Ancien régime dopo gli sconvolgimenti apportati dalla Rivoluzione francese e dalle guerre napoleoniche.

Con Il Congresso di Vienna si apre infatti quella che viene definita come l'età della Restaurazione.

Nel Congresso di Vienna si confrontarono due linee politiche contrapposte: coloro che volevano un puro e semplice ritorno al passato e quelli che sostenevano la necessità di un compromesso con la storia trascorsa; «Conservare progredendo» era la loro parola d'ordine.

Questo contrapposto modo di pensare l'azione politica nasceva paradossalmente da un unico punto di origine ideale.

Nell'età della Restaurazione avanzava infatti una nuova concezione della storia che smentiva quella illuminista basata sulla capacità degli uomini di costruire e guidare la storia con la ragione. Le vicende della Rivoluzione francese e il periodo napoleonico avevano dimostrato che gli uomini si propongono di perseguire alti e nobili fini che s'infrangono dinanzi alla realtà storica.

Il secolo dei lumi era infatti tramontato nelle stragi del Terrore e il sogno di libertà nella tirannide napoleonica che, mirando alla realizzazione di un'Europa al di sopra delle singole nazioni, aveva determinato invece la ribellione dei singoli popoli proprio in nome del loro sentimento di nazionalità.

Dunque la storia non è guidata dagli uomini ma è Dio che agisce nella storia.

Esiste una Provvidenza divina che s'incarica di perseguire fini al di là di quelli che gli uomini ingenuamente si propongono di conseguire con la loro meschina ragione.

Dopo Il Congresso di Vienna l'Italia fu divisa in una decina di stati, ridotti a otto, entro una trentina di anni dal Congresso, a causa di alcune annessioni di stati minori ad entità più vaste.

Regno di Sardegna, governato dai Savoia, riottenne il Piemonte e la Savoia e venne ulteriormente ingrandito con i territori della ex Repubblica di Genova, senza alcun diritto di opposizione da parte di quest'ultima e senza plebiscito.

Regno Lombardo-Veneto costituito nel resto del nord il sotto il controllo dell'Austria, comprendente i territori di terraferma della Repubblica di Venezia: Veneto, Friuli e Lombardia orientale che, contrariamente ai principi-guida del Congresso, non venne ricostituita, uniti alla parte rimanente della Lombardia.

Ad esso fu annessa la Valtellina, per la quale furono respinte le richieste svizzere, che questa valle - appartenente alla Svizzera dal 1512 al 1797 - ritornasse al Canton Grigioni o fosse unita alla Confederazione, come cantone autonomo.

Nel Lombardo-Veneto inoltre fu inserita anche la Transpadana ferrarese, un territorio appartenente allo Stato Pontificio, un lembo di terra a nord del fiume Po, storicamente e culturalmente associato all'Emilia.Sotto forte influenza austriaca si trovavano inoltre:

Il Granducato di Toscana sotto la dinastia degli Asburgo-Lorena, che annesse i territori del Principato di Piombino e l'Elba.

Il Ducato di Modena sotto la dinastia degli Austria-Este.

Il Ducato di Parma e Piacenza assegnato a titolo vitalizio a Maria Luisa d'Austria, moglie di Napoleone.

Il piccolo Ducato di Lucca venne assegnato a titolo provvisorio come compensazione per i Borbone di Parma, in attesa della morte di Maria Luisa e quindi del loro legittimo rientro a Parma (Lucca in seguito venne annessa al Granducato di Toscana).

Il Ducato di Massa e Carrara venne assegnato a titolo vitalizio alla madre del Duca di Modena (l'ultima esponente della casa d'Este: Maria Beatrice d'Este) ed alla sua morte nel 1829, venne annesso a Modena stessa.Indipendenti, ma legati all'Austria da vincoli di alleanza e interesse:

Lo Stato Pontificio governato dal papa, ma oltralpe perdeva definitivamente la città di Avignone e il Contado Venassino, lasciate al Regno di Francia.

La Repubblica di San Marino, piccola e indipendente, rimase nell'ambito dei confini pontifici, che non venne toccata dagli eventi napoleonici e che rimase sempre estranea agli eventi politici successivi.

Nel Sud Italia il cognato di Napoleone, il maresciallo napoleonico Gioacchino Murat, fu originariamente autorizzato a mantenere il Regno di Napoli. Tuttavia, in seguito al sostegno da lui fornito al cognato durante i "Cento Giorni", egli venne deposto e la corona fu assegnata a Ferdinando IV di Borbone, che l'8 dicembre 1816 riunì il Regno di Napoli e il Regno di Sicilia in un solo regno, nella denominazione già precedentemente adottata di Regno delle Due Sicilie. Quindi il Re assunse la denominazione di Ferdinando I delle Due Sicilie.

Con Risorgimento la storiografia si riferisce al periodo della storia d'Italia durante il quale la nazione italiana conseguì la propria unità nazionale, riunendo in un solo nuovo Stato - il Regno d'Italia - i precedenti Stati preunitari.

Il termine, che designa anche il movimento culturale, politico e sociale che promosse l'unificazione, richiama l'ideale romantico e nazionalista di una resurrezione dell'Italia attraverso il raggiungimento di un'identità unitaria che si era iniziata a delineare durante la dominazione romana, la cui specificità «...valse a imprimere sull'Italia un tratto oggettivo di esperienza unitaria...».

Tale processo si arrestò definitivamente nella seconda metà del VI secolo.

Sebbene non vi sia consenso unanime tra gli storici, la maggior parte di essi tende a stabilire l'inizio del Risorgimento, come movimento, subito dopo la fine del dominio Napoleonico e il Congresso di Vienna nel 1815, e il suo compimento fondamentale con l'annessione dello Stato Pontificio e lo spostamento della capitale a Roma nel febbraio 1871.

Tuttavia, gran parte della storiografia italiana ha esteso il compimento del processo di unità nazionale sino agli inizi del XX secolo, con l'annessione delle terre irredente, a seguito della prima guerra mondiale.

Anche la Resistenza italiana (1943-1945) è stata talvolta ricollegata idealmente al Risorgimento.

Il 17 marzo 1861, in seguito all’annessione da parte dello Stato Sardo (Regno di Sardegna) del grosso dei territori degli stati creati nel 1815 dal Congresso di Vienna, Vittorio Emanuele II firmò col Cavour la seguente legge che proclamava il regno d'Italia: «Vittorio Emanuele II, re di Sardegna, di Cipro e di Gerusalemme, ecc, ecc, ecc,....il Senato e la Camera dei Deputati hanno approvato; Noi abbiamo sanzionato e promulghiamo quanto segue: Articolo unico. Il Re Vittorio Emanuele II assume per sé e suoi successori il titolo di Re d'Italia. Ordiniamo che la presente, munita del sigillo dello Stato, sia inserita nella raccolta degli Atti del governo mandando a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge dello Stato».

Non vi fu, quindi, la costituzione di una nuova entità statuale, ma un semplice cambio di denominazione del precedente Stato Sardo.

Vedi anche: Il Tricolore, Regno di Sardegna; Il 17 marzo, Giornata dell'Unità d'Italia

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