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Eccidio a Pescara della Banda Palombaro

Avvenne l’11 febbraio 1944

La banda “Palombaro”, un centinaio di uomini, in gran parte provenienti da Palombaro, si costituì a Chieti il 9 settembre 1943, subito dopo l'armistizio.

La sua storia si chiuse con gli eccidi di Bussi (14 dicembre 1943) e Pescara (11 febbraio ’44).

Tra il 16 gennaio e il 4 febbraio del ’44, la squadra fascista guidata da Mario Fioresi catturò e arrestò numerosi partigiani.

Furono incarcerati, torturati e poi consegnati ai tedeschi che, dopo un sommario e farsesco processo ne decretarono i lavori forzati e la condanna a morte.

Tra il 9 e il 10 febbraio 1944 a Chieti si celebrò il processo a Pietro Cappelletti, Nicola Cavorso, Massimo Beniamino Di Matteo, Raffaele di Natale, Stelio Falasca, Floriano Finore, Guido, Aldo Grifone, Alfredo Grifone, Vittorio Mannelli, Giovanni Potenza e Aldo Sebastiani.

Guido Grifone, Floriano Finore e Giovanni Potenza, furono condannati a 30 anni di lavori forzati in Germania.

Per gli alti nove il tribunale militare tedesco decretò per tutti l'impiccagione, che dopo l'intervento dell'arcivescovo Monsignor Giuseppe Venturi e del podestà Alberto Gasparri, fu commutata in fucilazione.

L'11 febbraio 1944, nove partigiani della banda "Palombaro" furono fucilati da paracadutisti tedeschi nei pressi della pineta di Pescara.

Aldo Grifone,

Aldo Sebastiani,

Alfredo Grifone,

Massimo Beniamino Di Matteo,

Nicola Cavorso,

Pietro Cappelletti,

Raffaele Di Natale,

Stelio Falasca,

Vittorio Mannelli.

pagarono, così, con la vita il desiderio di libertà che li aveva portati a combattere a Palombaro, a pochi chilometri dal fronte, in nome di un futuro ancora tutto da scrivere.

tutti pazzi per la Civita

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