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Sergio MattarellaL'eccidio di Sant'Anna di Stazzema

“Democrazia e libertà si alimentano con il senso di comunità”

Messaggio di Sergio Mattarella in occasione del 77esimo anniversario della strage di Stazzema.

"La Repubblica nacque dal ripudio della cultura della morte"

L'eccidio di Sant'Anna di Stazzema, in provincia di Lucca, all’alba del 12 agosto 1944, fu un crimine di guerra nazifascista compiuto dai soldati tedeschi di tre compagnie della 16. SS-Panzergrenadier-Division "Reichsführer-SS", comandata dal Gruppenführer Max Simon con l'ausilio di alcuni collaborazionisti italiani della RSI.

All'alba del 12 agosto 1944 i reparti circondarono l'abitato di Sant'Anna (una frazione di Stazzema, mentre un quarto si attestava più a valle, sopra il paese di Valdicastello, per bloccare ogni via di fuga.

Nonostante agli inizi del mese Sant'Anna fosse stata dichiarata zona bianca dai tedeschi, in grado cioè di accogliere popolazione civile sfollata, in poco più di tre ore furono massacrate 560 persone, tra cui molti bambini.

Come accertò la magistratura militare italiana non si trattò di rappresaglia in risposta a una determinata azione del nemico, ma - come è emerso dalle indagini - si trattò di un atto terroristico premeditato e curato in ogni dettaglio per annientare la volontà della popolazione, soggiogandola grazie al terrore.

L'obiettivo era quello di distruggere il paese e sterminare la popolazione per rompere ogni collegamento fra i civili e le formazioni partigiane presenti nella zona.

“Il 12 agosto di 77 anni or sono i militari delle SS compirono nelle frazioni di Stazzema un eccidio di civili indifesi, tra i più spaventosi dell’intera guerra.

Centinaia e centinaia furono i morti. Bambini trucidati insieme alle loro madri e ai loro nonni".

Lo ricorda il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in una dichiarazione.

"Stazzema - prosegue il Capo dello Stato - era considerata un rifugio per i più deboli, per gli sfollati. Divenne invece terra insanguinata, teatro di crudeltà atroci e di un feroce disprezzo per la vita umana, fino allo scempio del rogo di vittime nella piazza di Sant’Anna".

"Tanto orrore non potrà mai essere dimenticato.

E’ iscritto nel testimone che le generazioni più mature consegnano ai giovani. In tanto dolore, in questo abisso di disumanità - sottolinea ancora - affondano le radici della libertà riconquistata, nel nostro Paese e in Europa.

La Repubblica nasce proprio nel ripudio della cultura di morte, della volontà di potenza spinta fino a divenire ideologia dell’annientamento.

L’Europa divenuta comunità è la risposta pacifica e lungimirante a quel nazionalismo che tanti conflitti ha generato nel nostro continente".

"La Repubblica oggi si inchina davanti al sacrario di Stazzema.

Un sentimento profondo - afferma ancora - unisce gli italiani ai familiari delle vittime dell’eccidio e ai valorosi superstiti che per tutta la vita hanno portato il fardello di un dolore così grande, continuando a spendersi per far conoscere, per ricordare, per trasmettere, con la forza della loro testimonianza, il messaggio più semplice e potente: mai più".

"Il riscatto dall’oppressione e da tante sofferenze fu possibile grazie allo spirito di solidarietà e giustizia, al rispetto dei diritti inviolabili, che il nostro popolo seppe far prevalere.

La democrazia e la libertà richiedono ora di essere continuamente alimentate da valori civili e dal senso di comunità.

Anche per questo - conclude Mattarella - la memoria dei momenti più drammatici resta un patrimonio prezioso anche per affrontare le sfide dei tempi nuovi e delle necessarie innovazioni".

*www.agi.it

tutti pazzi per la Civita

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